Sorellanza stregonesca

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Sorellanza stregonesca
Titolo originale Wyrd Sisters
Autore Terry Pratchett
1ª ed. originale 1988
Genere romanzo
Sottogenere fantasy
Lingua originale inglese
Ambientazione Mondo Disco
Protagonisti Nonnina Weatherwax
Coprotagonisti Tata Ogg
Antagonisti duca Felmet
Altri personaggi Magrat Garlick, Verence II
Serie Mondo Disco
Preceduto da Stregoneria
Seguito da Maledette piramidi

Sorellanza stregonesca (in inglese Wyrd Sisters) è il sesto romanzo della serie del Mondo Disco, un ciclo fantasy comico dello scrittore britannico Terry Pratchett. È anche il secondo romanzo del "sottociclo" delle streghe.

Uscito nel 1988, il libro è stato tradotto in italiano da Antonella Pieretti ed è stato pubblicato per la prima volta nel 1992 all'interno della trilogia Il mondo del Disco, edita da Arnoldo Mondadori Editore sulla collana Biblioteca di Fantasy. Nel 2003 è stato pubblicato da TEA sulla collana Teadue.

La trama[modifica | modifica wikitesto]

Re Verence di Lancre viene ucciso dai cugini, il duca e la duchessa Felmet; ne è testimone il buffone di corte, nascosto. Le tre streghe del regno, Nonnina Weatherwax, Tata Ogg e Magrat Garlick, salvano dai sicari di Felmet il figlio neonato del re, Tomjon, e la sua corona; li affidano poi ad una compagnia di attori girovaghi, in attesa che il bimbo possa crescere e ritornare a reclamare il trono.

Il duca è continuamente tormentato dai sensi di colpa e dal fantasma del re, tanto da convincersi che le streghe siano state fino a quel momento le vere sovrane della regione di Lancre e che ora cerchino di spodestarlo con le loro arti magiche. Il buffone, incapace di sottrarsi al suo ruolo di suddito fedele, suggerisce al re di spargere chiacchiere sul conto delle tre streghe, così da minare la fiducia che il popolo ha verso di loro e toglier loro autorità e dunque potere. Nonostante il suo ruolo a fianco di Lord Felmet, il buffone si innamora della più giovane delle streghe, Magrat. Quando le streghe comprendono che la strategia del duca sta avendo successo, tentano di sconfiggerlo da sole, ma il duca dimostra loro che se portassero sul trono un nuovo re grazie alla loro magia, questi non sarebbe tanto un sovrano, quanto un sottomesso alle streghe stesse, vanificando il loro tentativo di riportare un vero re sul trono.

Il regno stesso, animatosi come un'entità unica formata da tutti gli animali e le altre forme di vita che ospita, fa capire alle streghe di aver bisogno di un re che si occupi di lui. Per questo Nonnina decide di portare in avanti di quindici anni tutto il regno, così che la situazione possa poi risolversi in modo naturale senza l'aiuto della magia delle streghe. Infatti le tre sono convinte che Tomjon, come legittimo erede, sia destinato a tornare e riportare la dinastia di Re Verence sul trono.

Il duca invece, convinto dal buffone del potere intrinseco delle parole di cambiare la memoria collettiva del passato, ordina l'esecuzione di un'opera teatrale che mostri la sua versione della morte del vecchio re, in cui egli cade per caso dalle scale e cade accidentalmente sul proprio pugnale, e incarica il buffone stesso di cercare ad Ankh-Morpork una compagnia che la possa mettere in scena. Il destino fa in modo che la compagnia scelta sia proprio quella in cui è cresciuto Tomjon, che ora ha diciotto anni. Il dramma messo in scena viene sabotato dalle tre streghe, quando si accorgono che Tomjon non sta facendo nulla per sconfiggere il duca, e dal fantasma di Re Verence, che, tramite la possessione, costringe tutta la compagnia a riprodurre fedelmente la scena del suo omicidio. A questo punto Lord Felmet impazzisce definitivamente, confessando l'omicidio e fuggendo nel castello, per poi lanciarsi da una torre.

A questo punto tutti si aspettano che Tomjon, finalmente riconosciuto come l'erede perduto, riprenda il suo legittimo posto. Quando però egli rifiuta la corona, Magrat si rende conto dell'incredibile somiglianza tra il buffone e Tomjon, dimostrando a tutti che i due sono fratelli ed essendo il buffone il maggiore è a lui che spetta il titolo di sovrano. Così il buffone diventa re con il nome di Verence II, mentre le due anziane streghe rivelano solo a Magrat che sì i due sono fratelli, ma che in realtà il loro padre non è Verence I. Ma quello che conta per le streghe è che il regno ora sia in pace, avendo un re giusto che si occupi di lui.

Continuità[modifica | modifica wikitesto]

In questo romanzo viene introdotto il tema, ricorrente nel ciclo delle streghe, dell'influenza delle parole (o delle storie) sui fatti.

Riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

Il romanzo ha molti riferimenti a Shakespeare e alle sue opere. Alcuni suoi lavori sono citati o parodiati nelle battute della compagnia teatrale, mentre il teatro "Disco" fa riferimento al Globe Theatre, dove recitò la compagnia del Bardo. La rappresentazione teatrale a corte che ricalca il dramma avvenuto riprende l'Amleto, come la presenza del fantasma del vecchio re.

La tragedia di Shakespeare con più riferimenti nel romanzo è il Macbeth, da cui la battuta iniziale «When shall we three meet again?», l'ossessione dell'omicida per le immaginarie macchie di sangue sulle mani e per i pugnali. L'ossessione del duca Felmet per gli alberi e il suo sospetto di vederli muovere si rifanno alla profezia riguardante Macbeth: «non sarà sconfitto finché la Grande Foresta [...] non verrà da lui».

Pratchett usa spesso le tre streghe e i loro riferimenti ad Aliss la Nera per fare riferimento a varie fiabe, come Cenerentola, la bella addormentata nel bosco o Hansel e Gretel.

Tra le idee scartate dal nano sceneggiatore Hwel ci sono anche molte figure del cinema, tra cui Charlot e Stanlio e Ollio.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

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