Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Servizi segreti italiani.

Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica
Logo del Sistema di Informazione per la Sicurezza.jpg
Logo del Sistema di informazione per la sicurezza
Descrizione generale
Attivain servizio dal 28 agosto 2007
NazioneItalia Italia
TipoIntelligence
Guarnigione/QGRoma
Anniversari3 agosto
Sito internethttp://www.sicurezzanazionale.gov.it
Parte di
Reparti dipendenti
Comandanti
Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica ItalianaGiuseppe Conte
C.I.S.R.Giuseppe Conte (dal 1º giugno 2018)
DISPrefetto Alessandro Pansa (dal 29 aprile 2016)
AISEGenerale Alberto Manenti (dal 24 aprile 2014)
AISIPrefetto Mario Parente (dal 29 aprile 2016)
Voci su unità militari presenti su Wikipedia

Il Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica è l’insieme degli organi e delle autorità che hanno il compito di assicurare le attività informative allo scopo di salvaguardare la Repubblica Italiana dai pericoli e dalle minacce provenienti sia dall’interno sia dall’esterno. La riforma dell'intelligence italiana varata con la Legge 124 del 2007 ha riformato il Comparto nazionale: il Sistema risponde in pieno alla sfida di modernizzazione imposta dal continuo mutare ed evolversi di minacce vecchie e nuove nell’interesse supremo della difesa della Repubblica e delle sue istituzioni.

L’articolazione del Sistema permette così di “affrontare il cambiamento con il cambiamento” adeguando le proprie strutture al mutevole contesto, secondo le direttive impartite dal Presidente del Consiglio dei ministri coadiuvato dal Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica a salvaguardia dei diritti fondamentali dei cittadini.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Riforma dell'intelligence italiana del 2007.

La riforma dell'intelligence italiana del 2007, avvenuta per mezzo della legge 3 agosto 2007 n. 124 modifica drasticamente la struttura dell'intelligence italiana, in quanto rispetto alla legge dell'ottobre 1977, che in precedenza regolava la materia, divide le competenze non tra strutture approssimativamente distinguibili in civili e militari (ossia SISDE e SISMI), bensì per sfere territoriali di competenza: esclusivamente sul territorio nazionale l'AISI ed esclusivamente all'estero l'AISE, allineando l'Italia ai principali servizi internazionali.

Infine pone i servizi non più sotto l'autorità rispettivamente del ministro dell'interno e della difesa, ma sotto un più stretto controllo del Presidente del Consiglio dei ministri, cui compete la nomina di direttori e vicedirettori di ciascuna agenzia; ed affidando a questi il coordinamento delle politiche dell'informazione per la sicurezza.

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Il "Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica" è articolato in:

L'articolo 8 della legge del 2007 stabilisce il principio di esclusività delle funzioni attribuite al DIS, che vigila sulle attività di AISE e AISI.

La legge del 2007 ha infine previsto il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, per un controllo parlamentare dell'intero SIS.

Altre strutture[modifica | modifica wikitesto]

La norma dispone altresì espressamente che altri reparti dello stato maggiore della difesa, non sono parte del Sistema di informazione per la sicurezza, ma strutture interne alle forze armate italiane. Infatti in questo ambito si occupano anche d'intelligence:

Infine, il “II reparto” della Guardia di Finanza si occupa di analisi d'intelligence, in particolare economico-finanziaria.

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

Ne fanno parte anche, globalmente:

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Nel 2009, con decreto del presidente del Consiglio dei ministri, il Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica ha adottato un proprio logo, con specifiche modalità di uso al fine di tutelarne il valore istituzionale e simbolico.

Nelle parole degli architetti Massimiliano e Doriana Fuksas, che ne sono stati ideatori e realizzatori, il logo si pone come “un simbolo di leggerezza e di libertà che attraverso un segno unico, fluido e ininterrotto rappresenta la rapidità con cui le informazioni convergono da più organismi a quello centrale”.

In tal modo esso riesce, non solo a svolgere la sua funzione distintiva di identificazione e di riconoscimento del Sistema nelle sue diverse componenti, ma riunisce queste ultime in un insieme armonico e dinamico, ciascuna con le proprie funzioni e peculiarità, unite nell’obiettivo comune di garantire l’informazione per la sicurezza a salvaguardia della Repubblica e delle istituzioni democratiche.

Il logo può essere utilizzato, ai fini di identificazione distintiva e di riconoscimento, dalle istituzioni componenti il Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica così come identificate nell’art. 2 comma 1 della legge 124/2007.

Il DIS[1] ne cura anche l’uso nell’ambito delle attività di comunicazione istituzionale e di promozione e diffusione della cultura della sicurezza.[2]

L'intelligence[modifica | modifica wikitesto]

L’intelligence è lo strumento di cui lo Stato si serve per raccogliere, custodire e diffondere ai soggetti interessati, siano essi pubblici o privati, le informazioni rilevanti per la tutela della sicurezza delle Istituzioni, dei cittadini e delle imprese.

L’intelligence svolge, pertanto, un ruolo fondamentale e imprescindibile per il quale si serve di professionalità provenienti da ambienti diversi che agiscono secondo peculiari procedure volte a salvaguardare la riservatezza degli operatori e delle loro attività.

Nel nostro Paese tale compito, con la legge 124/2007, è stato affidato al Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS), il cui Direttore generale è nominato direttamente dal Presidente del Consiglio dei ministri, e alle due agenzie operative che si occupano delle dimensioni interna (AISI) ed esterna (AISE) della sicurezza nazionale.

Tali Organismi informativi per la sicurezza sono chiamati a garantire l’indipendenza della Repubblica, la salvaguardia delle istituzioni democratiche, la protezione degli interessi politici, economici, industriali, militari e scientifici e la sicurezza cibernetica.

Dal punto di vista della funzione, l’intelligence può essere descritta come processo informativo definito da un ciclo di azioni articolato su tre fasi e finalizzato agli obiettivi generali individuati dalle Autorità di governo:

  • acquisizione della notizia, attraverso la ricerca, la raccolta e la valutazione dei dati acquisibili da un’ampia gamma di fonti, che vanno dal singolo individuo all’uso di sofisticate apparecchiature elettroniche. In questa fase particolare rilievo assumono le fonti aperte, come i mezzi di comunicazione di massa e la rete
  • gestione dell’informazione, in cui attraverso l’analisi trasforma l’elemento informativo grezzo in un articolato contributo conoscitivo. Questa fase rappresenta il passaggio distintivo dell’intelligence
  • comunicazione all’Autorità di governo sia di semplici informazioni, sia di rapporti, analisi e punti di situazione, utili per le decisioni da assumere o per le attività da intraprendere. L’estensione del concetto di sicurezza nazionale fa sì che vengano oggi inclusi, tra i destinatari dei prodotti di intelligence, anche amministrazioni ed enti pubblici

In considerazione delle nuove sfide, della sempre maggiore complessità e della rapidità di evoluzione del contesto, interno ed esterno, in cui l’intelligence si muove si identificano oggi diverse tipologie di raccolta ed elaborazione delle informazioni.

Tra queste, in base alla tipologia di fonte informativa, si possono trovare:

  • Osint (Open Source intelligence – attività di raccolta delle informazioni mediante l’analisi di fonti aperte)
  • Imint (Imagery intelligence – attività di raccolta delle informazioni mediante l’analisi di fotografie aeree o satellitari)
  • Humint (Human intelligence – attività di raccolta delle informazioni mediante contatti interpersonali)
  • Sigint (Signal intelligence – attività di raccolta delle informazioni mediante l’intercettazione e analisi di segnali, sia tra persone sia tra macchine)
  • Techint (Technical intelligence – riguardante armi ed equipaggiamenti militari)
  • Masint (Measurement and Signature intelligence – attività di raccolta delle informazioni non classificabili nelle precedenti categorie)

La formazione[modifica | modifica wikitesto]

Con la legge 124/2007 è stata istituita anche una "Scuola di formazione del Sistema di informazione per la Sicurezza della Repubblica", allo scopo di assicurare la formazione, l’aggiornamento, l’addestramento specialistico e tecnico operativo del personale già in servizio presso DIS, AISE e AISI.

La scuola, alle dipendenze del DIS, ha sede a Boccea (Roma), e opera anche nella promozione e diffusione della cultura della sicurezza, ambito nel quale ha avviato collaborazioni con analoghe istituzioni della Pubblica Amministrazione, Università, centri studi, think net e think tank, sia in Italia sia all’estero[3].

Il reclutamento[modifica | modifica wikitesto]

La riforma attuata con la legge 124 del 2007 ha introdotto una policy in materia di personale, fatta propria dal Comparto intelligence, che prevede investimenti sempre più crescenti sul capitale umano. La legge ha sensibilmente ampliato gli ambiti di intervento dei Servizi informativi: ora non più circoscritti alla difesa della sicurezza, integrità e indipendenza delle istituzioni democratiche da minacce provenienti dall’interno o dall’esterno, ma ampliati anche alla tutela degli interessi strategici nazionali in campo politico, militare, economico, scientifico e industriale, nonché - in conformità con quanto previsto dalla Legge 133/2012 - alla protezione cibernetica e sicurezza informatica nazionale.

L’attività di reclutamento si avvale sempre più di rinnovate formule di carattere selettivo, nonché della facoltà di ricorrere anche a bacini diversi da quelli tradizionali (Forza Armate, Forze di polizia, altre amministrazioni dello Stato), e cioè Università, enti di ricerca, imprese e settore privato e altre istituzioni di interesse.

Della ricerca di risorse d’eccellenza per far fronte alle sfide emergenti ne viene data notizia, in parallelo, attraverso il sito istituzionale www.sicurezzanazionale.gov.it

La Comunicazione[modifica | modifica wikitesto]

Il Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica, come tutte le pubbliche amministrazioni, è chiamato a svolgere attività di informazione e comunicazione nei confronti dei cittadini per illustrare le attività dell’istituzione, promuoverne la conoscenza e favorirne l’accesso per quanto concerne le prestazioni di interesse pubblico. A svolgere tale funzione, come stabilito dalle leggi 124/2007 e 133/2012, è il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS). [4]

La relazione annuale al Parlamento[modifica | modifica wikitesto]

Oltre al controllo parlamentare sull'operato dei servizi a opera del COPASIR, ogni anno, entro il mese di febbraio, viene presentata al Parlamento una relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza relativa all’anno precedente.

In particolare l’articolo 38 della legge 124 dispone:

Entro il mese di febbraio di ogni anno il Governo trasmette al Parlamento una relazione scritta sulla politica dell’informazione per la sicurezza e sui risultati ottenuti. Alla relazione è allegato il documento di sicurezza nazionale, concernente le attività relative alla protezione delle infrastrutture critiche materiali e immateriali nonché́ alla protezione cibernetica e alla sicurezza informatica.

L'ultima Relazione presentata al Parlamento è disponibile sul sito della sicurezza nazionale.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (IT) DIS - Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica, su www.sicurezzanazionale.gov.it. URL consultato il 7 luglio 2017.
  2. ^ (IT) Il nostro logo - Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica, su www.sicurezzanazionale.gov.it. URL consultato il 7 luglio 2017.
  3. ^ (IT) La Scuola di formazione - Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica, su www.sicurezzanazionale.gov.it. URL consultato il 7 luglio 2017.
  4. ^ (IT) Comunicazione - Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica, su www.sicurezzanazionale.gov.it. URL consultato il 7 luglio 2017.
  5. ^ Relazione sulla politica dell'informazione per la sicurezza (anno 2016) (PDF), su sicurezzanazionale.gov.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]