Sette opere di misericordia (film)

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Sette opere di misericordia
Lingua originaleitaliano, rumeno
Paese di produzioneItalia, Romania
Anno2012
Durata103 min
Rapporto2,35 : 1
Generedrammatico
RegiaGianluca e Massimiliano De Serio
SceneggiaturaGianluca e Massimiliano De Serio
ProduttoreAlessandro Borrelli
Casa di produzioneLa Sarraz Pictures
Distribuzione in italianoCinecittà Luce
FotografiaPiero Basso
MontaggioStefano Cravero
MusichePLUS MinusAndPlus
ScenografiaGiorgio Barullo
CostumiCarola Fenocchio
Interpreti e personaggi

Sette opere di misericordia è un film drammatico del 2012 diretto da Gianluca e Massimiliano De Serio.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Luminita è una giovane ragazza moldava costretta a rubare da un clan di connazionali residenti in un campo nomadi alla periferia di Torino, cui è costretta a portare il ricavato dei borseggi. Luminita cerca di sfuggire al loro controllo con l'ottenere dei documenti e affrancarsi così da una probabile clandestinità. È infatti in contatto con un corrotto infermiere per acquistare i certificati di una donna morta che giace all'obitorio ospedaliero senza essere stata reclamata da nessuno. Nello stesso nosocomio continua nei suoi furtarelli avendo tra le proprie vittime anche Antonio, un anziano malato e costretto a frequenti ricoveri per una grave affezione alla gola.

Bisognosa di più soldi, Luminita alza il tiro, segue Antonio al rientro a casa e lo imprigiona legandolo mani e piedi con l'idea di depredarne l'abitazione. Ma il denaro raccolto è insufficiente e, presa da un raptus, vi aggiunge il rapimento di un neonato del campo nomadi che poi nasconde con sè in casa di Antonio. Questi, sotto l'apparenza di vecchio pensionato, è in realtà un riciclatore di merce rubata: ruote di automobile di cui egli brucia gli pneumatici per rivenderne quindi i cerchioni a suoi loschi complici. Sono questi ultimi che, non vedendolo più comparire nel magazzino della merce rubata, irrompono a casa sua e, a loro volta, rapiscono il bambino, senza liberare Antonio cui chiedono una grossa somma quale riscatto. Luminita, tornata a casa, si avvede della mancanza del bambino e, nonostante i precedenti cruenti, chiede perdono ad Antonio liberandolo chiedendogli il denaro necessario per riavere il bambino. Così avviene, e quando successivamente Antonio è colpito da un aggravio della sua malattia, lei lo accompagna all'ospedale di Settimo Torinese qualificandosi come sua badante.

Alfine, riporta il neonato presso il campo nomadi dove, senza pietà, viene massacrata di botte dai suoi sfruttatori che la lasciano inerme in terra. Viene soccorsa da un giovanissimo ragazzo della comunità, da tempo infatuato di lei. Le ultime immagini sono di Luminita ed il giovane seduti l'uno accanto all'altro in un autobus a destinazione ignota e con i loro sedili improvvisamente vuoti a voler simboleggiare l'invisibilità dei tanti fragili nella nostra società.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato distribuito nelle sale il 20 gennaio 2012 da Cinecittà Luce.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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