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Semen Mohylevyč

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Semen Judkovyč Mohylevyč

Semen Judkovyč Mohylevyč (in ucraino: Семен Ю́дкович Могиле́вич?; Kiev, 30 giugno 1946) è un mafioso ucraino.

È noto anche come Don Semyon, The Brainy Don (per denotare il suo acume per gli affari)[1] e "Million Dollar Don".[2]

Le agenzie di sicurezza americane ed europee lo ritengono il "capo dei capi" di gran parte delle articolazioni della mafia russa nel mondo,[3] nonché "il più pericoloso mafioso a livello internazionale".[4][5]

Si sospetta che abbia forti legami con la Gazprom, la società energetica russa, oltre a controllare la compagnia RosUkrEnergo, responsabile del trasporto di gas naturale dal Turkmenistan ai paesi dell'Est europeo e attivamente coinvolta in alcune dispute circa il controllo del prezzo di vendita della materia prima nelle negoziazioni tra Russia e Ucraina.[6][7]

Il 22 ottobre 2009 fu inserito dalla FBI nella lista dei dieci criminali più ricercati, con una taglia pendente di oltre 100,000$ sulla testa per falsificazione, riciclaggio di denaro e frode multimilionaria attraverso una public company con sedi a Newtown, nella Contea di Bucks, in Pennsylvania, tra il 1993 e il 1998.[8][9] Ha la sua residenza principale a Mosca[10] È inoltre noto che ha strette alleanze con Yury Luzhkov, l'ex sindaco di Mosca, Dmytro Firtash, e Leonid Derkach, ex capo dei Servizi di Sicurezza Ucraini,[11][12] e pare che Oleksandr Turchynov, ex Primo Ministro Ucraino, abbia distrutto dei documenti a proposito di Mohylevyč.[13][14]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Mohylevyč nacque nella periferia di Kiev.[15]

Nel 1968, a 22 anni, ottenne una laurea in economia alla Università di Lviv (Leopoli); negli anni Settanta entrò a far parte del gruppo criminale della Fratellanza Bratva (Солнцевская братва: Solntsevskaya Bratva),[16] con il quale fu coinvolto in furti e frodi per oltre sette anni, rimanendovi poi legato.

Durante gli anni ottanta, quando centinaia di migliaia di ebrei ucraini ed ebrei russi emigrarono verso Israele senza preavviso e senza la possibilità di trasferire velocemente i loro beni, Mohylevyč si propose di venderne le proprietà per loro conto, che fossero mobili, pezzi d'arte o pietre preziose, promettendo di restituirne il valore in denaro ai proprietari. I soldi, invece, finirono utilizzati nel mercato nero e in attività criminali.[17]

Nel 1990, già milionario, Mohylevyč si trasferì in Israele, insieme a diversi luogotenenti. Qui investì in una vasta gamma di attività legali, pur continuando a operare a livello mondiale nei mercati della prostituzione, nel traffico di droga, nel contrabbando di armi, attraverso una complessa rete di società offshore[18]; tra le altre fondò una compagnia di import-export di petrolio, la Arbat International.[19]

Nel 1991 sposò la sua fidanzata ungherese, Katalin Papp, da cui ebbe tre figli dopo essersi trasferito in Ungheria e aver ottenuto il passaporto ungherese; a questo punto possedeva quattro cittadinanze: russa, ucraina, israeliana e ungherese. Viveva in una villa fortificata fuori Budapest, continuando a investire in una vasta gamma d'imprese, compreso l'acquisto di una fabbrica locale di armamenti, la "Army Co-Op", che produceva armi anti-aereo.[20]

Nel 1994 il gruppo di Mohylevyč ottenne il controllo della Inkombank, una delle più grandi banche private russe,[21] per mezzo di un accordo con il presidente della banca Vladimir Vinogradov, acquisendo così un accesso diretto al sistema e al mondo finanziario. La banca crollò nel 1998, sospettata di riciclaggio di denaro sporco.[22]

Nel maggio del 1995 la polizia di Praga irruppe nel ristorante "U Holubů", di proprietà di Mohylevyč, dove si stava celebrando una festa di compleanno di uno dei vice mafiosi, Soltsnevo. Duecento partecipanti furono arrestati (incluse dozzine di prostitute) e trenta furono espulsi dal Paese.[23] La polizia aveva ricevuto una soffiata dalla quale si desumeva l'intenzione dei Solntsevo di uccidere Mohylevyč durante la festa,[24] ma lui non era venuto, si pensa a causa di un avvertimento di un esponente della polizia colluso con la mafia russa[25] Ben presto, il Ministro dell'Interno ceco impose a Mohylevyč un divieto di ingresso decennale, il Governo ungherese lo dichiarò "persona non grata" e gli Inglesi gli impedirono l'ingresso nel Regno Unito, definendolo "uno degli uomini più pericolosi del mondo".[26]

Sia Mohylevyč, sia il suo socio Sergei Mikhailov, capo dei Solntsevo, smisero di lavorare in Occidente alla fine degli anni Novanta, nonostante Mohylevyč avesse ancora il suo passaporto israeliano. Tra il 1997 e il 1998 dei giornalisti canadesi denunciarono la presenza di Mohylevyč, Mikhailov e altri mafiosi dietro una compagnia pubblica, la YBM Magnex International Incorporated, che aveva sottratto agli investitori più di 150 milioni di dollari.[19] Così il 13 maggio 1998 dozzine di agenti di agenzie governative provenienti da diverse parti del mondo irruppero nella sede della società, in Newtown (Pennsylvania). Le azioni della YBM, fino ad allora valutate per un miliardo di dollari, divennero prive di valore nottetempo.[27]

Fino al 1998 la Inkobank e la Banca Menatep avevano collaborato in un sistema di riciclaggio di denaro per un valore di 10 miliardi di dollari attraverso la banca di New York.[28]

Mohylevyč era anche sospettato di aver partecipato ad una frode su vasta scala, in cui combustibile non tassato veniva venduto per benzina, altamente tassata. Si stima che attraverso questo meccanismo siano passati fino a un terzo dei combustibili venduti, con il risultato una massiccia perdita fiscale per i Paesi dell'Europa centrale: Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia e Polonia.[29]

Nell'ottobre 2002 l'FBI aggiunse il nome di Mohylevyč alla lista dei criminali più ricercati per la sua partecipazione al sistema di frode nascosto dietro l'YBM: questa si presentava come un'occasione per l'agenzia, dal momento che non era mai riuscita ad attribuirgli accuse di traffico di armi o prostituzione. Si guadagnò il titolo di mafioso russo più potente in vita.[30]

In un'intervista del 2006, Jon Winer, Coordinatore Nazionale nella lotta alla criminalità organizzata durante l'amministrazione Clinton, dichiarò: "Posso dirvi che Semion Mogilevich è un criminale pericoloso e ben organizzato come non ne avevo mai incontrati, e sono sicuro che sia colpevole di omicidi su commissione."

Il criminale fu arrestato soltanto il 24 gennaio 2008 per sospetta evasione fiscale[31] ma fu rimesso in libertà poco più di un anno dopo, il 24 luglio 2009, perché, secondo quanto riferito da un funzionario di polizia, "erano scaduti i termini di custodia cautelare e i reati di cui era accusato non costituivano una minaccia pubblica".[32]

Nonostante i mandati emessi contro di lui, secondo l'FBI la sua residenza principale è ancora Mosca.[33]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "His financial savvy has earned him the nickname "Brainy Don." AMW Semion Mogilevich FBI: Moscow Crime Boss A Global Threat Archiviato il 16 marzo 2010 in Internet Archive.America's Most Wanted
  2. ^ [1]BBC
  3. ^ Misha Glenny. McMafia: A Journey Through the Global Criminal Underworld (2008). New York: Alfred A. Knopf, pp 72–73.
  4. ^ Marshal I. Goldman. Petrostate: Putin, power, and the new Russia (Oxford University Press, 2008)
  5. ^ Robert I. Friedman. The Most Dangerous Mobster in the World According to the FBI and Israeli Intelligence. Village Voice, 26-05-1998.
  6. ^ According to Ukrainian Prime-Minister Yulia Tymoshenko "we have no doubts whatsoever that the man named Mogilevich is behind the whole operation called RosUkrEnergo", see The High Price of Gas by BBC News. Mogilevich has denied through a lawyer any links to RosUkrEnergo, see Russia frees crime boss wanted by U.S. by Reuters.
  7. ^ U.S. official: Austrian bank's ties to RosUkrEnergo suspicious, Kyiv Post (December 3, 2010)
  8. ^ (EN) FBI press release announcing Mogilevich's addition to the list Archiviato il 7 luglio 2010 in Internet Archive.. FBI.gov
  9. ^ AMW Semion Mogilevich FBI: Moscow Crime Boss A Global Threat Archiviato il 16 marzo 2010 in Internet Archive.America's Most Wanted
  10. ^ (EN) Semion Mogilevich, FBI. URL consultato il 2 settembre 2014.
  11. ^ Ukraine, Vanco Energy and the Russian Mob, Eurasia Daily Monitor, 16 September 2008.
  12. ^ Rachkevych, Mark (3 December 2010). "U.S. Official: Austrian Bank's Ties to RosUkrEnergo Suspicious". Kyiv Post. Retrieved 14 December 2010.
  13. ^ New and conflicting details emerge over Mogilevich's alleged involvement in nation, Kyiv Post (December 10, 2010)
  14. ^ Rada wants corruption inquiryKyiv Post, Jul 5, 2001 at 18:00
  15. ^ Block, Alan A.; Weaver, Constance A. (2004) All Is Clouded by Desire: Global Banking, Money Laundering, and International Organized Crime. Greenwood Publishing Group: Westport. ISBN 0-275-98330-7 pp 154.
  16. ^ [2]FBI Most Wanted: Semion Mogilevich
  17. ^ Friedman (1998), Op. cit.
  18. ^ Article about Mogilevich, also covers early years, su villagevoice.com. URL consultato il 7 ottobre 2006.
  19. ^ a b [3] Breve storia di un boss mafiyoso
  20. ^ Article about activities in Hungary, su budapestsun.com. URL consultato il 7 ottobre 2006 (archiviato dall'url originale il 2 marzo 2012).
  21. ^ New York court document, 2000, su russianlaw.org. URL consultato il 7 ottobre 2006.
  22. ^ Moscow Telegraph on investigation of Inkombank management, su moscowtelegraph.com. URL consultato il 7 ottobre 2006.
  23. ^ (CS) Journal of the Czech ministry of interior, article about Russian mafias, su mvcr.cz. URL consultato il 7 ottobre 2006 (archiviato dall'url originale il 14 gennaio 2007).
  24. ^ (CS) Biography of Mogilevich, newspaper Lidové Noviny, su volny.cz. URL consultato il 7 ottobre 2006 (archiviato dall'url originale il 9 novembre 2004).
  25. ^ Glenny (2008), Op. cit., pp 71–72.
  26. ^ Glenny (2008), Op. cit., pp 75.
  27. ^ BBC Panorama's "The Billion Dollar Don" (TXT), in BBC News. URL consultato il 15 settembre 2007.
  28. ^ The Wall Street Journal, September 5, 1999: "A Scheme for Ducking Taxes May Be a Key In Russia Money Probe"
  29. ^ (CS) Overview of fuels scandal, newspaper Lidové Noviny, su web.volny.cz. URL consultato il 7 ottobre 2006.
  30. ^ Glenny (2008), Op. cit., pg 77.
  31. ^ (EN) The Times & The Sunday Times, su www.timesonline.co.uk. URL consultato il 29 agosto 2017.
  32. ^ (EN) Suspects in Arbat Prestige case released with travel ban, in RIA Novosti, 27 luglio 2009. URL consultato l'11 marzo 2017.
  33. ^ (EN) Welcome to FBI.gov, su Federal Bureau of Investigation. URL consultato il 29 agosto 2017.
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