Sagogn

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Sagogn
comune
Sagogn – Stemma
Sagogn – Veduta
Localizzazione
StatoSvizzera Svizzera
CantoneWappen Graubünden matt.svg Grigioni
RegioneSurselva
Amministrazione
Lingue ufficialiRomancio
Tedesco
Territorio
Coordinate46°47′31.92″N 9°15′20.88″E / 46.7922°N 9.2558°E46.7922; 9.2558 (Sagogn)Coordinate: 46°47′31.92″N 9°15′20.88″E / 46.7922°N 9.2558°E46.7922; 9.2558 (Sagogn)
Altitudine779 e 809 m s.l.m.
Superficie6,85 km²
Abitanti689 (2015)
Densità100,58 ab./km²
Comuni confinantiFalera, Flims, Ilanz, Laax, Safiental, Schluein
Altre informazioni
Cod. postale7152
Prefisso081
Fuso orarioUTC+1
Codice OFS3581
TargaGR
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Sagogn
Sagogn
Sagogn – Mappa
Sito istituzionale

Sagogn (toponimo romancio; in tedesco Sagens, desueto, ufficiale fino al 1943[1], in italiano Secagno o Segogno, desueti[senza fonte]) è un comune svizzero di 689 abitanti del Canton Grigioni, nella regione Surselva.

Sagogn ha dato i natali all'autore di lingua romancia Gion Cadieli

Storia[modifica | modifica wikitesto]

A Sagogn, come in buona parte della Surselva, sono stati accertati insediamenti umani sin dall'età del bronzo. Le prime informazioni precise sul luogo compaiono, nel 765, sul testamento di Tellone (vescovo di Coira tra il 760 e il 770) in cui figura la cessione dei terreni a favore dell'abbazia di Disentis[1].

Nell'Alto Medioevo, vista la posizione a ridosso dell'unica strozzatura lungo la strada che un tempo portava dal passo del Lucomagno a Coira, Sagogn ricoprì un ruolo fondamentale per la zona della valle di Foppa che si estende lungo il Reno Anteriore tra Ilanz e la Ruinaulta, diventandone il principale centro religioso, militare e commerciale[1]. Nel 1390, con la morte dell'ultimo erede della dinastia Belmont, i possedimenti di questa terra passarono ai De Sacco (signori della Mesolcina) e, successivamente,[senza fonte] ai Von Aspermont che nel 1390 eressero il castello di Fraissen[1] (tuttora mantenuto in ottimo stato[senza fonte]).

A partire dal XIV secolo il paese entrò in declino. La peste nera, le guerre tra i comuni rivali e le lotte riconducibili alla riforma protestante fecero diminuire la popolazione di quasi due terzi. La nascita della Lega Grigia modificò inoltre profondamente sia gli assetti politici che i poteri vantati dalla piccola nobiltà presente in Surselva e, in particolare, all'antico castello di Schiedberg[senza fonte]. Nel 1497 Sagogn perde i suoi possedimenti a Murschetg (attualmente parte del comune di Laax) e di conseguenza ogni suo alpeggio e zona montana[1].

Sino circa al 1960 buona parte della popolazione preferì emigrare verso altre zone della Svizzera[senza fonte] ma con l'affermarsi di Flims, Laax[1] e Falera (Weisse-Arena)[senza fonte] come zona turistica il paese approfittò dello sviluppo edilizio destinato alle abitazioni di vacanza[1].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Bregl Da Heida 
Le ricerche archeologiche destinate, negli anni 1960, al castello di Schiedberg portarono alla luce anche le rovine di una vecchia chiesa risalente al 760 circa. Caratteristico era, quasi certamente, il coro a ferro di cavallo. La struttura, che si trova su di una collina adiacente al castello (una zona chiamata dagli abitanti Bregl da Heida), rappresentava probabilmente una cappella privata dei signorotti locali e, sempre secondo i testamenti di Tellone, era probabilmente intitolata a san Colombano. Il monaco irlandese, raffigurato tra l'altro sullo stemma comunale, aveva infatti visitato queste zone un secolo e mezzo prima. È probabile che il fulcro del comune di Sagogn si trovasse originariamente proprio su questa collina[senza fonte], abbandonata nel corso del Medioevo[1].
Castello di Schiedberg
Le rovine dell'antico castello di Schiedberg sono nascoste da una fitta boscaglia su una collina che domina la valle di Foppa e la Ruinaulta. Il sito fu probabilmente utilizzato quale fortezza dai Reti (che lo chiamavano Patnal) nel XV secolo a.C.[senza fonte] e, successivamente, utilizzato dai Romani[2] a partire dal 15 a.C. Nel 765 divenne il castello fortificato più importante della Surselva e dal 1137 (con Chuno De Segannio, detto anche Chuno da Sagogn)[senza fonte] divenne la dimora dei locali signori feudali[2]. Secondo una tradizione orale lo Schiedberg venne distrutto nel 1352 a seguito di una battaglia (Belmonterkrieg) tra i signori di Belmont (signori di Flims e dell'intera regione) e i signori del Werdenberg[senza fonte].
Chiesa di Santa Maria 
Il campanile gotico della chiesa di Santa Maria è stato costruito nel 1449[senza fonte]. Gli storici concordano comunque nell'affermare che le fondamenta della chiesa risalgono al V secolo e che l'edificio sacro rappresenta dunque uno dei primi esempi di cristianizzazione della regione[1]. I dipinti sul soffitto sono da attribuire a Giovanni Battista Macholino. Tra il 1987 ed il 1990 la chiesa venne completamente restaurata ed è oggi monumento storico nazionale[senza fonte].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Vista la morfologia il comune, che dispone di un ufficio turistico indipendente ma in stretta sinergia con i più noti comuni di Flims, Laax e Falera, è meta d'escursionisti nel periodo estivo e di fondisti durante l'inverno. Il rafting è praticato sul fiume Reno Anteriore[senza fonte]; dal 2009 è attivo un centro per il golf a 18 buche[3].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

I servizi ferroviari sono assicurati dalla Stazione di Valendas-Sagogn della Ferrovia Retica

La stazione ferroviaria di Valendas-Sagogn

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i Martin Bundi, Sagogn, in Dizionario storico della Svizzera, 15 febbraio 2011. URL consultato il 9 giugno 2017.
  2. ^ a b Maria-Letizia Boscardin, Schiedberg, in Dizionario storico della Svizzera, 8 agosto 2011. URL consultato il 9 giugno 2017.
  3. ^ (DERM) Sito del centro per il golf "Buna Vista", su bunavistagolf.ch. URL consultato il 9 giugno 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., Storia dei Grigioni, 3 volumi, Collana «Storia dei Grigioni», Edizioni Casagrande, Bellinzona 2000

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN237700505 · BNF (FRcb11962121t (data) · WorldCat Identities (EN237700505
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