Rochester Rhinos

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Rochester Rhinos
Calcio Football pictogram.svg
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali 600px Nero e Bianco bordato Giallo e Verde.png Bianco, Nero, Giallo, Verde
Dati societari
Città Rochester, New York
Nazione Stati Uniti Stati Uniti
Confederazione CONCACAF
Federazione Flag of the United States.svg USSF
Campionato USL Pro
Fondazione 1996
Proprietario Stati Uniti David Dworkin
Allenatore Stati Uniti Bob Lilley
Stadio Rochester Rhinos Stadium
(13 768 posti)
Sito web www.rhinossoccer.com
Palmarès
Titoli nazionali 3 A-League
1 USL Pro
U.S. Open Cup 1
Si invita a seguire il modello di voce

I Rochester Rhinos sono una squadra di calcio statunitense che milita nella USL Professional Division e ha la propria sede a Rochester, nello stato di New York.

Il club è stato fondato nel 1996 con il nome di Rochester Raging Rhinos, e ha sempre militato nei campionati professionistici di secondo o terzo livello. I Rhinos hanno conquistato l'edizione 1999 della US Open Cup, la coppa nazionale statunitense, diventando l'unico club non appartenente alla Major League Soccer a riuscirci da quando quest'ultima è stata fondata.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I Rochester Raging Rhinos furono fondati nel 1996 per partecipare alla A-League, la allora seconda serie professionistica di calcio in Nord America. La città accolse subito con un certo interesse la novità, visto anche che a Rochester non sono presenti franchigie professionistiche dei grandi sport americani. A un incontro casalingo della prima stagione, il 12 luglio contro i futuri rivali dell'Impact de Montréal, accorsero più di 14.000 spettatori, complice anche l'inaugurazione del Frontier Field, lo stadio di baseball cittadino.[2] I Rhinos erano gli eredi di una buona tradizione calcistica locale, visto che i Rochester Lancers avevano disputato undici campionati NASL vincendo il titolo nel 1970.

I primi anni furono ricchi di successi sia sotto il punto di vista del seguito di pubblico, sia sotto quello dei risultati sportivi: i Rhinos vinsero il proprio campionato nel 1998, nel 2000 e nel 2001. Ma la più grande impresa del club fu sicuramente la vittoria nel 1999 della US Open Cup, la coppa nazionale statunitense, unica volta in cui il trofeo non è andato ad una squadra MLS dalla fondazione di quest'ultima.[1] Divenne celebre una maglietta ideata dai tifosi dei Rhinos, che riportava il motto "If you can't join ‘em... beat ‘em" (se non puoi unirti a loro... battili).[3] Questa frase non rappresentava soltanto una battuta, ma anche la volontà di crescere di livello e unirsi al massimo campionato statunitense. Infatti a più riprese Rochester fu presa in considerazione come possibile mercato di espansione per la MLS,[4] e la decisione di costruire uno stadio esclusivamente dedicato al calcio andava nella stessa direzione.

Ad ogni modo l'ammissione in Major League Soccer non arrivò mai, e il pesante investimento per la costruzione del Rochester Rhinos Stadium, inaugurato nel 2006, fu uno degli elementi che portò il club alla crisi finanziaria e al rischio di sparire. Nel 2008 il club fu acquistato da Rob Clarke, un uomo d'affari che risanò le casse del club e decise di tagliare anche simbolicamente i legami col passato, semplificando il nome della società in Rochester Rhinos.[5]

Gli anni successivi furono di ridimensionamento, e il club scelse di rimanere nei campionati USL nonostante il declassamento del torneo a terzo livello della piramide calcistica. Quella 2015 è stata una stagione controversa per i Rochester Rhinos: da un lato la squadra è tornata ai successi sportivi, vincendo sia la stagione regolare che il titolo di campione della USL Pro, dall'altro una nuova crisi societaria è stata risolta solo al termine della stagione con un nuovo cambio di proprietà.[6]

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria del Rochester Rhinos

Fondazione dei Rochester Raging Rhinos

  • 1996: 4º in A-League. Finale play-off
    Finale U.S. Open Cup
  • 1997: 2º nella Northeast division della A-League. Ottavi di finale play-off
    Ottavi di finale U.S. Open Cup
  • 1998: 1° nella Northeast division della A-League. Campione dopo play-off
    Ottavi di finale U.S. Open Cup
  • 1999: 1° nella Northeast division della A-League. Finale play-off
    Vincitore U.S. Open Cup
  • 2000: 2° nella Northeast division della A-League. Campione dopo play-off
    Ottavi di finale U.S. Open Cup
  • 2001: 2° nella Northern conference della A-League. Campione dopo play-off
    Secondo turno U.S. Open Cup
  • 2002: 1° nella Northeast division della A-League. Semifinali play-off
    Ottavi di finale U.S. Open Cup
  • 2003: 2° nella Northeast division della A-League. Semifinali play-off
    Ottavi di finale U.S. Open Cup
  • 2004: 4° nella Eastern conference della A-League. Quarti di finale play-off
    Quarti di finale U.S. Open Cup
  • 2005: 2° in USL First Division. Semifinali play-off
    Quarti di finale U.S. Open Cup
  • 2006: 2° in USL First Division. Finale play-off
    Ottavi di finale U.S. Open Cup
  • 2007: 5° in USL First Division. Quarti di finale play-off
    Ottavi di finale U.S. Open Cup

Cambia denominazione in Rochester Rhinos

Stadi[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso della stagione d'esordio, nel 1996, i Rhinos disputarono le prime partite casalinghe al Fauver Stadium, il campo dell'Università di Rochester. Dal luglio dello stesso anno fino al 2005 il campo di casa fu il Frontier Field, stadio della locale squadra di baseball. Nel 2006 venne invece inaugurato il Rochester Rhinos Stadium, un impianto specificatamente pensato per il calcio e finanziato in parte dalla città di Rochester e in parte dal club stesso. Per motivi di sponsorizzazione il nuovo stadio ha preso il nome di Paetec Park dal 2006 al 2010 e di Sahlen's Stadium dal 2011 al 2015.

Affluenza spettatori[modifica | modifica wikitesto]

L'affluenza allo stadio per le partite dei Rochester Rhinos è sempre stata una delle più alte del calcio minore americano.[3]

Affluenza media
  • 1996: 9.991
  • 1997: 10.677
  • 1998: 11.499
  • 1999: 11.551
  • 2000: 12.444
  • 2001: 11.780
  • 2002: 10.008
  • 2003: 10.169
  • 2004: 11.004
  • 2005: 9.791
  • 2006: 10.864
  • 2007: 11.636
  • 2008: 8.243
  • 2009: 6.888
  • 2010: 6.464
  • 2011: 5.339
  • 2012: 6.233
  • 2013: 5.876
  • 2014: 5.972
  • 2015: 5.599

Allenatori[modifica | modifica wikitesto]

Allenatori del Rochester Rhinos
  • 1996-2004 Canada Pat Ercoli
  • 2005-2007 Inghilterra Laurie Calloway
  • 2008-2009 Inghilterra Darren Tilley
  • 2010-2011 Stati Uniti Bob Lilley
  • 2012-mag 2013 Stati Uniti Jesse Myers
  • mag 2013-dic 2013 Canada Pat Ercoli
  • 2014-in carica Stati Uniti Bob Lilley

Partecipazioni ai campionati nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Livello Competizione Partecipazioni Debutto Ultima stagione



A-League 9 1996 2004
USL First Division 5 2005 2009
USSF Division 2 Pro League 1 2010



USL Pro 6 2011 2016

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

La U.S. Open Cup vinta dai Rochester Rhinos nel 1999
1998; 2000; 2001
2015
2015
1999

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) The legend of the Rochester Raging Rhinos, the last underdog to win the US Open Cup, mlssoccer.com, 16 giugno 2015. URL consultato il 29 maggio 2016.
  2. ^ (EN) The Rise and Fall of the Rochester Rhinos-pag 2, empireofsoccer.com, 15 luglio 2015. URL consultato il 2 luglio 2016.
  3. ^ a b (EN) The lost soccer city of Rochester, soccernewsday.com, 19 giugno 2012. URL consultato il 2 luglio 2016.
  4. ^ (EN) The Rise and Fall of the Rochester Rhinos-pag 4, empireofsoccer.com, 15 luglio 2015. URL consultato il 2 luglio 2016.
  5. ^ (EN) The Rise and Fall of the Rochester Rhinos-pag 5, empireofsoccer.com, 15 luglio 2015. URL consultato il 2 luglio 2016.
  6. ^ (EN) USL: Rochester Rhinos set for new ownership, pending city council approval of stadium lease, mlssoccer.com, 18 gennaio 2016. URL consultato il 2 luglio 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]