Rina Monti

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Cesarina Monti, più nota come Rina Monti e, talvolta, come Rina Monti Stella (Arcisate, 16 agosto 1871Pavia, 25 gennaio 1937), è stata una scienziata italiana. Biologa, fisiologa, limnologa e zoologa, nel 1907 è stata la prima donna ad ottenere una cattedra universitaria nel Regno d'Italia[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Formazione e carriera[modifica | modifica wikitesto]

Si è laureata in scienze naturali presso l'Università di Pavia nel 1892, dove rimase per un decennio, per svolgervi attività di ricerca, prima afferendo alla cattedra di mineralogia retta da Francesco Sansoni, poi come assistente di Leopoldo Maggi direttore del gabinetto di anatomia comparata, che sostituì per tre anni. Nel frattempo aveva ottenuto l'abilitazione alla libera docenza in anatomia e fisiologia comparata (1899).

Nel 1905 ha insegnato, su incarico, zoologia e anatomia comparata all'ateneo di Siena, ottenendo due anni più tardi, a seguito di un concorso, la pari cattedra presso l'Università di Sassari. In tal modo, l'ormai trentaseienne Rina Monti configurava, nella storia del Regno d'Italia, il primo caso di donna ad ottenere una cattedra universitaria[2]. Nel 1910 conseguì, presso il medesimo ateneo, la nomina a professore ordinario.

Nel 1915 è tornata a Pavia, per occupare la cattedra di zoologia e, in seguito, quella di anatomia comparata. Ha retto questi insegnamenti sino al 1924, allorché è stata chiamata ad occuparsi della sezione naturalistica dell'Università di Milano, dove ha coperto la cattedra di anatomia e fisiologia comparata (Facoltà di scienze), svolgendo anche i corsi di biologia generale e di zoologia (Facoltà di medicina).

Nonostante l'intensa attività di ricerca e i frequenti spostamenti universitari, Rina Monti ha potuto curare anche la vita privata ed avere quindi una famiglia: dal matrimonio con Augusto Stella, geologo e docente di scienze minerarie, ha avuto, infatti, due figlie.

Attività scientifica[modifica | modifica wikitesto]

A Pavia, ai prodromi della sua carriera, si è segnalata nel campo zoo-neuroistologico, con alcune ricerche sul sistema nervoso degli insetti. Successivamente si è rivolta, con sempre maggior sistematicità, al settore dell'idrobiologia, all'epoca poco frequentato e compreso in Italia. In particolare, ha studiato, nell'ottica comparata (mineralogica, zoologica, anatomica, microbiologica) che le consentiva la sua formazione, la vita dei laghi.

Infatti, cimentandosi anche con impegnative escursioni alpinistiche ad alta quota, si è misurata con la limnologia dei laghi alpini, come dei laghi insubrici, studiandoli attraverso l'associazione fra la ricerca sul campo e le complesse analisi di laboratorio. In tal senso, durante la sua carriera, particolare attenzione ha prestato ai laghi della Val d'Aosta e della Val d'Ossola prima, del Trentino poi. Ha, peraltro, documentato la distruzione del plancton nel Lago d'Orta derivante dall'inquinamento industriale, ponendo l'accento sulla necessità del rispetto dell'equilibrio ecologico. Grazie alla sua attività, la limnologia ha potuto svilupparsi e fare assegnamento, dal 1938, di una specifica istituzione, l'Istituto di idrobiologia, fondato a Pallanza.

Autrice di un centinaio di pubblicazioni scientifiche, è stata socia corrispondente di due fra le più prestigiose società internazionali di anatomia, quali l'Association des Anatomistes e l'Anatomische Gesellschaft. A Rina Monti è dedicato il Lago Monti, un lago perennemente ghiacciato nella baia Terra Nova, scoperto in Antartide nel 1988, durante una spedizione scientifica italiana[3]

Nel 2013 Pavia ha voluto renderle omaggio con l'assegnazione di Via "Rina Monti Stella", nella zona nord-occidentale della città.

Nel 2015 l'Istituto Comprensivo di Verbania-Pallanza è stato intitolato a “Rina Monti Stella”.

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

Note e Memorie[modifica | modifica wikitesto]

  • Contributo alla conoscenza dei nervi del tubo digerente dei pesci, Bernardoni, Milano 1895.
  • Sul Sistema nervoso dei dendroceli di acqua dolce. Nota I, Bizzoni, Pavia 1896.
  • Su la morfologia comparata dei condotti escretori delle ghiandole gastriche nei vertebrati, Bizzoni, Pavia 1898.
  • Le ghiandole salivari dei gasteropodi terrestri nei diversi periodi funzionali, Hoepli, Milano 1899.
  • La rigenerazione delle planarie marine, Hoepli, Milano 1900.
  • Le condizioni fisico-biologiche dei laghi ossolani e valdostani in rapporto alla psicoltura, Tip. Cooperativa, Pavia 1903.
  • Esplorazioni talassografiche lungo le coste della Sardegna settentrionale, Fusi, Pavia 1910.
  • Contributo alla biologia degli idracnidi alpini in relazione all'ambiente, Fusi, Pavia 1910.
  • L'apparato reticolare interno di golgi nelle cellule nervose dei crostacei, Accademia dei Lincei, Roma 1914.
  • I condriosomi e gli apparati di Golgi nelle cellule nervose. Ricerche comparative, Niccolai, Firenze 1915.
  • La fisonomia biologica della Sardegna e le nuove idee circa le origini e la distruzione geografica delle specie, Fusi, Pavia 1915.
  • La limnologia comparata dei laghi insubrici, L'universale, Roma 1929.
  • La battaglia contro i maggiolini, in «Nuovi annali dell'agricoltura», IX (1929), pp. 509–529.
  • La graduale estinzione della vita nel Lago d'Orta, Hoepli, Milano 1930
  • La genetica dei coregoni italiani e la loro variabilità in relazione coll'ambiente, Jovene, Napoli 1933.
  • Contributo all'idrobiologia delle Alpi albanesi. Missione Floridia Allegri, Fusi, Pavia 1934.
  • Il lago di Molveno. La vita in un lago zootrofo, (scritto con E. Stella), Scotoni, Trento 1934.
  • La Daphnia cucullata G. O. Sars in laghi tridentini, (con P. Perotti Razzini), Scotoni, Trento 1935.
  • Numeri, grandezze e volumi degli organismi pelagici viventi nelle acque italiane, in relazione all'economia lacustre, Hoepli, Milano 1936.

Testi[modifica | modifica wikitesto]

  • Studi petrografici sopra alcune rocce della valle Canonica, Fusi, Pavia 1894.
  • Ricerche microscopiche sul Sistema nervoso degli insetti, Bizzoni, Pavia 1894.
  • Ricerche anatomo-comparative sulla minuta innervazione degli organi trofici nei cranioti inferiori, Rosenberg e Sellier, Torino 1898
  • La limnologia del Lario in relazione al ripopolamento delle acque ed alla pesca, Luzzatti, Roma 1924.
  • La Fioritura delle acque sul Lario, s.e., Milano 1925.
  • Lezioni di anatomia comparata, Mariani, Milano 1927.
  • Biologia dei coregoni nei laghi italiani, Ist. Editoriale Scientifico, Milano 1930.
  • Zoologia e anatomia comparata, 2 voll., Bruni-Martelli, Pavia 1931-1935

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Voce online dell'Enciclopedia Italiana (1934). Ma si veda, ora, A. Dröscher, Monti, Cesarina, in «Dizionario Biografico degli Italiani», vol. 76, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Roma 2012.
  2. ^ Su questo aspetto, oltre ai testi citati sopra, si veda anche M.R.S. Creese, Ladies in the Laboratory 2. West European Women in Science, 1800-1900, Scarecrow, Lanham 2004, p. 194.
  3. ^ La denominazione è stata ratificata nel 1997 dal Comitato per i nomi geografici antartici, come documentato dal Programma nazionale di ricerche in Antartide (documento online).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • B. Danesi, Rina Monti Stella, in Rina, Rebecca e le altre. Voci femminili nell'Italia unita, Edizioni ETS, Pisa 2012, pp. 66–79.
  • A. Dröscher, Monti Stella Cesarina, in Scienza a due voci. Le donne nella scienza italiana dal Settecento al Novecento, dizionario biografico delle "scienziate" italiane dell'Università di Bologna.
  • R. Farina (a cura di), Dizionario biografico delle donne lombarde, Baldini&Castoldi, Milano 1995, pp. 755–757, s.v. "Monti Cesarina in Stella".
  • L. Pirocchi, Rina Monti. In memoriam, in «Atti della Societa italiana di scienze naturali», 1937, vol. 76, pp. 56–68.
  • S. Ranzi, Ricordo di Rina Monti Stella nel cinquantenario della sua scomparsa, in «Rendiconti dell'Istituto lombardo - Accademia di scienze e lettere», 1987, vol. 121, pp. 174–182.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN90231266 · SBN: IT\ICCU\LO1V\139031