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Rāma

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Incoronazione di Rāma e Sītā, illustrazione degli anni '40 del XX secolo.

Rāma (devanāgarī: राम) è l'eroe dell'epica del Rāmāyaṇa, considerato, nella religione induista, come avatāra di Viṣṇu.

Origini e caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Conosciuto anche come Rāmachandra (chandra per descriverne probabilmente il meraviglioso aspetto simile alla Luna, chandra[1]), Rāma nello hinduismo intende rappresentare l'incarnazione divina nel Tretā-yuga, l'era caratterizzata dalla comparsa della malvagità.

La più antica fonte attestante di questa figura divina è il poema epico Rāmāyaṇa attribuito al cantore Vālmīki, il cui nucleo originario è databile tra il V e il III secolo a.C., il completamento della sua redazione va invece ascritto ai primi secoli della nostra era[2].

Se il nucleo originario di questo poema, i kāṇḍa ("libri") da 2 a 5, celebrano Rāma come un eroe epico, due libri recenziori, 1 e 6 lo indicano come avatāra di Viṣṇu comparso sulla terra per sconfiggere il malvagio demone Rāvaṇa[3].

I Rāmāyaṇa medioevali promuovono quest'ultimo aspetto divino dell'eroe Rāma facendogli acquisire lo status di Dio stesso. Dal che la paredra di Rāma, Sītā, è quindi identificata con la dea Śrī, mentre il fratello minore Lakṣmaṇa viene identificato come la manifestazione umana del serpente Śeṣa, tra le cui spire dorme Nārāyaṇa, ovvero lo stesso Viṣṇu[4].

Rāma è perfetto e bellissimo, la sua pelle è del colore del cielo, possiede un eccellente autocontrollo, ed infinitamente devoto alla sua unica moglie Sītā personificazione degli ideali di castità e devozione nei confronti del divino marito.

I nomi di Rama[modifica | modifica wikitesto]

Come per tutte le altre Murti induiste, anche Rama è invocato attraverso numerosi appellativi che si riferiscono ai suoi attributi e caratteristiche. In alcuni testi ci si riferisci a lui con il nome Padma.
Alcuni degli appellativi sono:

  • Ramachandra, Rama che risplende come la luna (per via del suo aspetto splendido e luminoso)
  • Dasaratha Nandana, amato figlio di Dasaratha
  • Danava Bhanjana, distruttore di demoni
  • Raghupate o Raghava, discendente della stirpe dei Raghu
  • Raghukula Bhushana, gioiello della stirpe dei Raghu
  • Daya Sagara, oceano di compassione
  • Ayodhya Vasi, che risiede in Ayodhya
  • Janaki Jivana, anima di Sita (figlia di Janaka)
  • Dina Bandhu, amico dei derelitti
  • Patita Pavana, redentore e salvatore dei peccatori
  • Alakha Niranjana, eternamente puro

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Margaret Stutley e James Stutley. Dizionario dell'Induismo. Roma, Ubaldini, 1980, p.358.
  2. ^
    « Gli studiosi collocano la sua redazione definitiva intorno al II secolo d. C. Peraltro, il nucleo originario della storia di Rāma è senz'altro più antico, forse ascrivibile al V-IV secolo a.C. »
    (Rigopoulos, p. CXIV, in Hinduismo antico, Milano, Mondadori, 2010.)
  3. ^ Velcheru Narayana Rao in Enciclopedia delle religioni. Milano, Jaca Book, 1987, p. 303
  4. ^ Cfr. Velcheru Narayana Rao in Enciclopedia delle religioni. Milano, Jaca Book, 1987, p. 303

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