Śaktismo

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La dea Lalitā, in un'immagine devozionale degli anni '20 del XX secolo.

Lo Śaktismo (Pronuncia: ʃak'tismo), anche Śāktismo, è quella corrente iniziatico-religiosa[1] dello hindūismo che adora la Mahādevī ("Grande Dea") nella sua molteplice forma di Śakti (s.f. "Potenza [universale]").

I devoti di questo culto vengono detti śākta (s.m.).

Lo Śaktismo è insieme allo Śivaismo, con cui condivide delle affinità teologiche[2], e al Viṣṇuismo, una delle tradizioni dello hindūismo.

Tale corrente ha subito in epoca recente[3] una sua suddivisione in due indirizzi:

  • quella detta del kaulismo e che inerisce ai seguaci della dea Kālī, praticanti la cosiddetta via "della mano sinistra" (vāmācāra), ovvero una condotta religiosa che intende andare al di là delle regole morali;
  • quella detta dello śrīkaulismo, che riguarda i devoti della dea Lalitā/Kāmeśvarī ("Signora dell'Amore"), detta anche Tripurasundarī ("Bella delle tre città"), praticanti la cosiddetta via "della mano destra" (dakṣiṇācāra).

Il loro insegnamento ebbe come conseguenza anche la formazione di una corrente dedita ad una sintesi śakta-bhakta, valorizzata soprattutto dal mistico Caitanya (1485-1533) che compose inni in vernacolo bengalese ancora oggi cantati e danzati durante le processioni.[4]

Festività[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sull'essere una corrente "strettamente iniziatica" cfr. Mario Piantelli, in Hinduismo (a cura di Giovanni Filoramo). Bari, Laterza, p.11.
  2. ^ Mario Piantelli, in Hinduismo (a cura di Giovanni Filoramo). Bari, Laterza, p.12.
  3. ^ Mario Piantelli, in Hinduismo (a cura di Giovanni Filoramo). Bari, Laterza, p.11.
  4. ^ Pio Filippani-Ronconi,Miti e religioni dell'India, Newton Compton, 1992, Roma, pp. 155-156

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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