Raid del Telemark

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Raid del Telemark
Operazione Grouse
Operazione Freshman
Operazione Gunnerside
Operazione Swallow[1]
Operazione dell'acqua pesante
Vemork Hydroelectric Plant 1935.jpg
La fabbrica della Vemork Hydro Norsk
Data 16 febbraio 1943
Luogo Rjukan, Telemark, Norvegia
Esito Vittoria britannico-norvegese
Schieramenti
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Il raid del Telemark fu l'insieme delle azioni compiute dai British Commandos britanniche in Norvegia per eliminare l'acqua pesante necessaria per le armi nucleari naziste durante la seconda guerra mondiale.

Lo scopo di tali azioni fu la distruzione dell'impianto per la produzione di acqua pesante Norsk Hydro, sito nella contea di Telemark, avvenuto il 16 febbraio 1943. I nomi in codice delle operazioni furono: operazione Grouse per lo studio dell'impianto, operazione Freshman condotta da sabotatori della 1ª Divisione aviotrasportata britannica, ed operazione Gunnerside, che portò alla distruzione dell'impianto da parte del gruppo Swallow.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

L'acqua pesante prodotta dalla Norsk Hydro

L'acqua pesante era indispensabile alla produzione della bomba atomica ed il programma nucleare militare tedesco era prossimo alla realizzazione e necessitava della produzione di questo materiale. L'unico stato che nel 1939 produceva acqua pesante era la Norvegia, in particolare a Norsk Hydro a Rjukan e durante la seconda guerra mondiale la Norvegia era occupata dal regime nazista. Pertanto agli Alleati occorreva distruggere sia la produzione ultima che l'impianto produttivo, per evitare che le scorte venissero reintegrate.[2] Nel marzo 1940 il ministro della guerra francese, per negare la possibilità ai tedeschi di entrare in possesso dell'acqua pesante, mise a disposizione ad un ufficiale del servizio segreto 50 milioni di franchi e una lettera di credito. L'ufficiale partì per la Norvegia e arrivato a Rjukan chiese direttamente al direttore dell'industria che produceva l'acqua pesante, Aubert, di consegnarli tutta la'acqua pesante che avessero prodotto, ovvero 185 chilogrammi. Aubert gli diede a disposizione la propria auto per tornare presso l'aeroporto dove lo aspettavano due aerei. Uno fu fermato pensando che contenesse il prezioso carico, mentre l'altro riuscì a partire. Questa fu la prima volta che gli Alleati riuscirono in un'impresa del genere. I nazisti decisero quindi occupare militarmente la fabbrica tra le montagne di Telemark.[3]

Nel mentre, Winston Churchill, venuto a sapere del possedimento dell'acqua pesante dei nazisti decise per un invio di British Commandos in modo tale da eliminare alla radice tale produzione. Vennero studiati ed elaborati dagli specialisti diversi piani, ma prima di tutto era necessario avere una squadra che riferisse quanto accadeva. Per questa prima missione (nome in codice operazione Grouse) vennero scelti due ufficiali inglesi (Jens-Anton Poulsson e Claus Helberg) e due sottoufficiali norvegesi (Knut Haugland e Arne Kjelstrup), appartenenti all'Kompani Linge. Il 15 ottobre 1942 alle 23:30 i quattro soldati si lanciarono con il paracadute sulle terre di Telemark e precisamente su Hardangervidda, che a ottobre sono già innevate, mentre a Londra si stava preparando una squadra di paracadutisti: l'operazione Freshman. Questa venne condotta con un atterraggio d'assalto di alianti Airspeed Horsa, col quale gli incursori britannici tentarono di raggiungere l'impianto, ma gli alianti non raggiunsero l'obiettivo e il raid fu un fallimento. In seguito vi fu l'operazione Gunnerside, il cui avvio era previsto per il 16 di febbraio 1943. Il lancio avvenne come previsto e il 27 di febbraio le truppe scesero per la valle di Rjukan e entrarono furtivamente nella fabbrica strettamente sorvegliata dai nazisti. Entrati nel locale della produzione piazzarono esplosivi che fecero saltare 1500 chilogrammi di acqua pesante: anche questa seconda volta i nazisti si ritrovarono senza il prezioso materiale.[4]

L'Hydra

Vennero quindi elevate le difese all'impianto di produzione; circa 3000 soldati vennero impiegati per la sorveglianza. Mentre sei soldati del commando percorrevano 400 chilometri con gli sci verso la Svezia, due di loro vennero lasciati sul luogo per vedere l'evolversi della situazione.[5] Questi riferirono a Londra anche precise coordinate per un bombardamento che in seguito si effettuò. Non appena la produzione fu riavviata, l'USAAF effettuò una serie di bombardamenti su Vemork: 143 bombardieri pesanti B-17 fecero cadere 711 bombe, di cui almeno 600 presso l'impianto.[6] Gli alleati si convinsero di aver distrutto quindi anche la seconda importante partita d'acqua pesante.[7]

Non era così: Germania stava spostando il prezioso carico di 10.000 litri d'acqua pesante. Churchill diede l'ordine di distruggere il convoglio. Il compito dell'operazione fu dato ai due soldati rimasti. Essi sanno che per il trasporto i tedeschi debbono utilizzare un treno che però deve essere caricato sull'ferry-boat Hydro per passare un tratto di fiordo. Sarà quello il momento adatto per piazzare dell'esplosivo per far saltare il convoglio. Il treno, sorvegliato dai soldati tedeschi, è anche osservato dall'alto da aeroplani. Dopo aver caricato il treno sul traghetto, questo prende il largo mentre i due soldati (più uno che si era aggiunto al piccolo gruppo) riescono a salire a bordo con l'idea di piazzare un ordigno a tempo, utilizzando una sveglia. L'ora viene fissata per le 10:45, ovvero quando il traghetto si troverà nel punto maggiormente profondo, circa 300 metri, per eliminare la possibilità di un eventuale recupero del materiale. L’ora giunge ma l'esplosione non avviene nei tempi stabiliti; tuttavia alle 10:50 si ode un boato e il traghetto in pochi minuti viene risucchiato dalle acque in quanto squarciato da prua a poppa.[8]

Dopo questo ultimo sabotaggio la Germania non riuscì più a produrre acqua pesante e questo limitò lo sviluppo di armi nucleari, mentre gli alleati da lì ad un anno e mezzo riuscirono nel loro intento, che culminò con l'utilizzo della bomba atomica e la successiva resa del Giappone.[9]

Protagonisti[modifica | modifica wikitesto]

Tra i membri partecipanti alle varie operazioni si citano:[10]

Il primo agente che entrò nella fabbrica
Einar Skinnarland
Il gruppo Grouse/Swallow
Jens-Anton Poulsson
Arne Kjelstrup
Knut Haugland
Claus Helberg
Il gruppo Gunnerside
Joachim Holmboe Rønneberg
Knut Haukelid
Fredrik Kayser
Kasper Idland
Hans Storhaug
Birger Strømsheim
Leif Tronstad (scienziato ed organizzatore del raid)
Il gruppo Lake Tinn
Knut Haukelid, alias "Bonzo"
Knut Klonteig
Knut Lier-Hansen
Rolf Sørlie (resistenza locale)
Einar Skinnarland (operatore radio)
Gunnar Syverstad (assistente alla pianificazione)
Kjell Nielsen (piano di trasporto)
("Larsen") (ingegnere)
(NN) (procuratore della vettura nonché autista)

Cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Operation Swallow, su codenames.info
  2. ^ Ulf Uttersrud, Etterretningsoffiser og militær organisator, Università di Oslo. URL consultato il 21 febbraio 2009.
  3. ^ Nava, p. 179
  4. ^ Nava, p. 191
  5. ^ (EN) Olav Riste e Nøkleby, Berit, Norway 1940–45: The Resistance Movement, Oslo, Tano, 1970, ISBN 82-518-0164-8.
  6. ^ (EN) Knut Haukelid, Skis against the atom, Minot, North Dakota, North American Heritage Press, 1989, ISBN 0-942323-07-6.
  7. ^ (EN) Richard Rhodes, The making of the atomic bomb, Simon & Schuster, 1995, ISBN 978-0-684-81378-3. URL consultato il 12 luglio 2009.
  8. ^ Nava, p. 195
  9. ^ Nava, p. 196
  10. ^ (EN) Andrew Higgins, WWII Hero Credits Luck and Chance in Foiling Hitler's Nuclear Ambitions, su The New York Times, 20 novembre 2015. URL consultato il 4 febbraio 2016.
  11. ^ (EN) Knut Haugland, in The Daily Telegraph (Londra), 28 dicembre 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nino Nava, Le armi sergete, Ginevra, Fermi, 1973.
  • (EN) Jostein Berglyd, Operation Freshman: The Hunt for Hitlers Heavy Water, Solna, Leandoer & Ekholm, 2007, ISBN 91-975895-9-4.
  • (EN) Per F. Dahl, Heavy Water and the Wartime Race for Nuclear Energy, London, CRC Press, 1999, ISBN 1-84415-736-9.
  • (EN) Gerard DeGroot, The Bomb: A History of Hell on Earth, London, Penguin Books, 2004, ISBN 0-7126-7748-8.
  • (EN) Peter Harclerode, Wings Of War – Airborne Warfare 1918-1945, London, Pimlico, 2005, ISBN 0-304-36730-3.
  • (EN) Tim Lynch, Silent Skies: Gliders At War 1939–1945, Barnsley, Pen & Sword Military, 2008, ISBN 0-7503-0633-5.
  • (EN) Ray Mears, The Real Heroes of Telemark, BBC, 2004, ISBN 0-340-83016-6.
  • (EN) Lieutenant-Colonel T.B.H Otway, The Second World War 1939–1945 Army - Airborne Forces, London, Imperial War Museum, 1990, ISBN 0-901627-57-7.
  • (EN) Richard Wiggan, Operation Freshman, London, William Kimber, 1986, ISBN 0-7183-0571-X.
  • (EN) Mark Levene, Annihilation: Volume II: The European Rimlands 1939-1953, OUP Oxford, 19 dicembre 2013, 560 pp., ISBN 9780199683048

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]