Raffaele Alberto Ventura

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Raffaele Alberto Ventura (Milano, 22 settembre 1983) è un saggista italiano. Scrive sul quotidiano Domani e sulla rivista francese Esprit.[1]

Nei suoi libri ha analizzato le contraddizioni della modernizzazione con particolare attenzione agli effetti dell'accumulazione di capitale simbolico e la ricerca del riconoscimento.[2] Ha introdotto nel dibattito pubblico italiano il concetto di «classe disagiata», intesa come classe media declassata[3][4][5][6] e difeso un principio di «tolleranza radicale» delle differenze culturali rivolto contro ogni universalismo ed essenzialismo.[7][8] Il suo pensiero aggiorna molti temi dell'opera dello storico arabo Ibn Khaldun.[9]

Posizioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel suo primo saggio, Ventura ha esteso le analisi di Thorstein Veblen sulla classe agiata alla piccola-media borghesia occidentale, interessandosi alle forme contemporanee del consumo vistoso nel contesto di un'economia reputazionale altamente competitiva.[10] Per via della natura posizionale dei titoli di studio, secondo l'autore l'escalation degli investimenti formativi privati produce in seno alla borghesia una sotto-classe «disagiata», tormentata dalla prospettiva del declassamento. Nel successivo La guerra di tutti, Ventura riconduce a questa medesima lotta per il riconoscimento fenomeni sociali diversi come il populismo, il politicamente corretto, il cospirazionismo e il terrorismo.[11]

In Radical choc, l'esistenza della classe disagiata viene presentata come un effetto collaterale del processo di modernizzazione. L'autore esamina la contraddizione tra i crescenti investimenti in competenza (intesa come dotazione in capitale simbolico che segnala la capacità di svolgere un servizio di «riduzione dell'incertezza») e le limitate capacità di assorbimento da parte del mercato del lavoro.[12] Secondo l'autore, gli obiettivi di regolazione del ciclo macroeconomico hanno trascinato i paesi industrializzati in una spirale di sovraconsumo improduttivo di cui non padroneggiano più le conseguenze sociali ed ecologiche.[13] Seguendo la lezione di Eric Hobsbawm, Ventura parla di frana o collasso per definire la fase storica in cui il capitalismo occidentale è entrato a partire dagli anni Settanta.[14]

Concetti[modifica | modifica wikitesto]

  • Classe disagiata: una classe sociale disagiata quando subisce gli effetti della mobilità discendente conservando le abitudini di consumo precedentemente acquisite (da Teoria della classe disagiata).
  • Competenza: capacità di svolgere un servizio di riduzione dell'incertezza all'interno di uno specifico sotto-sistema disciplinare, certificata dal possesso di un titolo (da Radical choc).
  • Disforia di classe: sfasamento tra l'appartenenza di classe reale e quella percepita (da Teoria della classe disagiata).
  • Dissimilazione: processo sociale contrario all'assimilazione, consiste nel ripiego identitario degli individui in comunità immaginate (da La guerra di tutti). Il processo si manifesta quando i benefici dell'assimilazione (ad es. le promesse di mobilità sociale) appaiono inferiori al suo costo (ad es. rinuncia alle reti di protezione comunitarie o ferite simboliche legate alla sfera del riconoscimento).
  • Iper-pubblicità: condizione comunicativa, determinata dalle moderne tecnologie di comunicazione, nella quale ogni segnale è potenzialmente esposto a chiunque, in ogni contesto, e decifrabile per mezzo di infiniti codici (da La guerra di tutti).
  • Mutuo Declassamento Assicurato: effetto perverso della corsa all'armamento in capitale simbolico (da Teoria della classe disagiata).
  • Rendimenti decrescenti della competenza: tendenza allo squilibrio tra l'utilità marginale degli investimenti collettivi in capitale culturale e il loro costo di riproduzione. In senso più generale Ventura parla di rendimenti decrescenti della sicurezza (ogni aumento di sicurezza produce insicurezza) e in senso più specifico di rendimento decrescente delle élite (da Radical choc).

Influenze[modifica | modifica wikitesto]

I libri di Ventura si inseriscono nella tradizione della critica culturale con un approccio transdisciplinare, principalmente debitore alla sociologia, alla filosofia e alla storia, e da frequenti incursioni nella cultura pop, nel cinema e nella letteratura.[15] Se in Radical choc rivendica l'influenza di una tradizione «webero-marxista»,[16] che vede nello Stato e nella burocrazia tratti essenziali del capitalismo maturo, la sua analisi storica risente anche dell'influenza delle scuole del Sistema-Mondo e della Critica del valore,[17] nonché dei recenti contributi della Cliodinamica. Nella collana Eschaton da lui curata per D Editore ha pubblicato varie antologie di matrice anarchica e libertaria, mentre per Nottetempo ha firmato la prefazione di un libro di Noam Chomsky. Si è laureato con Maria Turchetto,[18] studiosa di Rosa Luxemburg e Joseph Schumpeter. Ha peraltro difeso la validità del concetto di «Game» proposto da Alessandro Baricco,[19] con cui ha collaborato nel libro The Game Unplugged.

Reazioni e critiche[modifica | modifica wikitesto]

Carlo Formenti parla di analisi «vivace e ironica (a tratti autoironica, nella misura in cui l'autore si riconosce nel destino dei soggetti che descrive)» che «ha il merito di cogliere alcuni nodi fondamentali» della crisi della mobilità sociale,[6] mentre il sociologo Luca Ricolfi parla di «fotografia impietosa» e «fenomenologia splendidamente descritta» di una generazione.[4] Gigi Roggero sul sito Commoware evoca un «sociologo della catastrofe».[14] Da parte sua Thomas Fazi denuncia una visione pessimista impregnata da un troppo rigido determinismo.[20] In uno scambio sul quotidiano Domani in merito alle politiche americane in Afghanistan, la filosofa Roberta De Monticelli ha contestato il suo punto di vista che assimila universalismo e colonialismo.[21]

Impatto sulla cultura popolare[modifica | modifica wikitesto]

Il rapper Marracash[22] e il gruppo i Ministri[23] lo hanno citato tra le loro fonti d'ispirazione.

Il rapporto annuale 2021 del Censis fa ampio uso delle sue teorie, descrivendo una società entrata in un ciclo di "rendimenti decrescenti", sottoposta all'erosione dei patrimoni familiari e caratterizzata da una forte propensione all'irrazionalità.[24]

Dal libro Teoria della classe disagiata è tratta un'omonima opera teatrale[25].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Trilogia del collasso[modifica | modifica wikitesto]

Contributi[modifica | modifica wikitesto]

Collana Eschaton[modifica | modifica wikitesto]

  • Panarchia, a cura di Gian Piero de Bellis, Roma, D Editore, 2017.
  • Datacrazia, a cura di Daniele Gambetta, Roma, D Editore, 2018.
  • Disagiotopia, a cura di Florencia Andreola, Roma, D Editore, 2020.
  • Libertaria, 5 volumi, in corso pubblicazione, a cura di Gian Piero de Bellis, Roma, D Editore, 2021-2023.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elenco degli articoli pubblicati da Raffaele Alberto Ventura, su docs.google.com.
  2. ^ Massimiliano Panarari, La competenza è un boomerang che parte radical chic e torna radical choc, in La Stampa, 12 settembre 2020.
  3. ^ Luca Mastrantonio, Lotta di classe disagiata, in Corriere della Sera, 11 novembre 2017.
  4. ^ a b Luca Ricolfi, La società signorile di massa, La nave di Teseo, 2019, ISBN 978-88-346-0126-6, OCLC 1137134340. URL consultato il 16 giugno 2021.
  5. ^ Stefano Allievi, La spirale del sottosviluppo. Perché (così) l'Italia non ha futuro, 2020, ISBN 88-581-4226-8, OCLC 1154427536. URL consultato il 16 giugno 2021.
  6. ^ a b Carlo Formenti, Il socialismo è morto, viva il socialismo! Dalla disfatta della sinistra al momento populista, 2019, ISBN 978-88-8353-932-9, OCLC 1089921610. URL consultato il 16 giugno 2021.
  7. ^ Claudio Giunta, Tutti contro tutti. Sarà questa la guerra che ci aspetta, in Il Foglio, 9 marzo 2020.
  8. ^ Raffaele Alberto Ventura, Nella società multiculturale nessuno deve stabilire il genere, in Domani, 10 maggio 2021.
  9. ^ (EN) Raffaele Alberto Ventura, The Struggle for Prestige from Ibn Khaldun to Contemporary Sociology: A General Theory of Diminishing Returns in Symbolic Power, su 5th International Ibn Khaldun Symposium, Istanbul, 28 aprile 2019. Abstract di conferenza.
  10. ^ Giovanni Cusenza, Istituzioni, consumo e agiatezza. L'attualità di Thorstein Veblen, Tesi di laurea magistrale presso l'Università Ca' Foscari di Venezia, relatore prof.ssa Roberta Dreon, correlatore prof. Simone Francescato, A.A. 2018/2019, pp. 167-192.
  11. ^ Roberto Righetto, La guerra del prestigio, in L'Osservatore romano, 4 gennaio 2020.
  12. ^ Pasquale Terracciano, La deriva dei competenti, su Treccani.it, 22 ottobre 2020.
  13. ^ Gianfranco Marelli, Della dolce vita, l'incerta sorte, su Carmilla. Letteratura, immaginario e cultura d'opposizione, 25 settembre 2020.
  14. ^ a b Gigi Roggero, Per scomporre l'orologio della modernità, su Commonware, 2 ottobre 2020.
  15. ^ Lorenzo Barberis, La civil war di tutti, su Lo Spazio Bianco. Nel cuore del fumetto, 9 luglio 2019.
  16. ^ (FR) Michael Löwy, Figures du marxisme wébérien, in Actuel Marx, vol. 11, 1992.
  17. ^ Dario Padoan, Crisi socio-ecologica, geo-capitalismo e feticismo della merce: introduzione (PDF), in Culture della Sostenibilità, n. 23, 2019.
  18. ^ Simone Cafasso, Auguri Marx: cosa resta delle sue idee a 200 anni dalla nascita, in Pagina99, 5 maggio 2018.
  19. ^ Raffaele Alberto Ventura, Baudrillard aveva visto il nostro futuro prima di autocancellarsi, in Domani, 23 novembre 2021.
  20. ^ Thomas Fazi, Le teorie (sbagliate) della classe disagiata: una critica economica al libro di Raffaele Alberto Ventura, su Senso Comune. Il media della nuova politica, 24 marzo 2018.
  21. ^ Roberta De Monticelli, I diritti umani sono universali e non un'imposizione dell'occidente, in Domani, 20 agosto 2021.
  22. ^ Giovanni Robertini, Marracash è l'ultimo intellettuale?, in Rivista Studio, 22 novembre 2021.
  23. ^ Gabriele Palumbo, Ministri : suoniamo per non lavorare mai, I edizione, gennaio 2019, ISBN 978-88-6231-579-1, OCLC 1089238573. URL consultato il 30 gennaio 2022.
  24. ^ CENSIS, 55º rapporto sulla situazione sociale del Paese 2021, ISBN 978-8835121855.
  25. ^ Gabriele Rizza, «Teoria della classe disagiata», l’attuale parabola apocalittica, in il manifesto, 18/12/21.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN125151836510420400192 · ISNI (EN0000 0004 6510 7677 · LCCN (ENno2019089412 · GND (DE1151416177 · BNF (FRcb177362468 (data)