Luca Ricolfi

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Luca Ostilio Ricolfi (Torino, 1950) è un sociologo italiano.

Al 2011, è professore ordinario di Psicometria presso la Facoltà di Psicologia dell'Università di Torino, responsabile scientifico dell'"Osservatorio del Nord Ovest", è stato direttore della rivista di analisi elettorale Polena (chiusa nel 2012) e membro dell'EAS (European Academy of Sociology). È inoltre editorialista di La Stampa e cura una rubrica su Panorama.

Ha scritto testi universitari di statistica e numerose opere di saggistica riguardanti l'analisi della scena politica italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureato in Filosofia nel 1973 all'Università di Torino, dal 1990 al 1992 ha insegnato Sociologia presso l'Università di Modena, passando poi a insegnare presso l'ateneo torinese del quale è divenuto professore ordinario nel 1999. Attualmente è titolare del corso di Analisi dei dati presso la Facoltà di Psicologia.

Negli anni ottanta e novanta ha contribuito ai rapporti Iard sulla condizione giovanile in Italia. Nel 2002 ha fondato, sempre presso l'Università di Torino, l'"Osservatorio del Nord Ovest", un istituto di ricerca che conduce rilevazioni sugli atteggiamenti della popolazione riguardo a economia, società, cultura, politica.

Nel 2004 ha fondato la rivista Polena, acronimo per "POLitical and ELectoral NAvigations", caratterizzata dallo studio del comportamento elettorale e delle metodologie di comunicazione degli agenti politici, analizzati attraverso gli strumenti propri di statistica, matematica, scienze politiche e psicologia.

È editorialista di La Stampa dal 2005, e dal 2008 scrive la rubrica "Fatti&Credenze" su Panorama. Da gennaio 2015 collabora con "Il Sole 24 Ore".

Nel 2006 ha vinto il Premiolino, prestigioso premio giornalistico italiano.

È sposato con la scrittrice Paola Mastrocola ed è fratello di Marco Ricolfi, anch'egli docente presso l'Università di Torino (Facoltà di Giurisprudenza).

Tematiche[modifica | modifica wikitesto]

Fra i principali campi delle pubblicazioni di Ricolfi, vi sono la condizione giovanile, l'influenza della televisione sul comportamento elettorale, la percezione dei partiti, il rapporto fra scelte politiche e preferenze morali. Uno dei principali temi conduttori delle sue opere rivolte al pubblico non accademico è l'analisi del linguaggio e delle ideologie dei partiti e il suo confronto con la realtà italiana come descritta dalle analisi fondate sui dati empirici, come i sondaggi d'opinione e gli indicatori economici e finanziari.

Per quanto intellettuale dichiaratamente di sinistra,[1] Ricolfi spesso esprime posizioni in contrasto con le opinioni sostenute dal PD e dagli altri partiti di area progressista. Una delle critiche più frequentemente rivolte ai partiti del centro-sinistra è quella di analizzare la realtà italiana secondo schemi concettuali obsoleti, ignorando o distorcendo i dati di fatto e proponendo quindi ai suoi potenziali elettori una visione del mondo lontana dalla realtà e inadatta ad affrontare i problemi. Questo comportamento è, secondo Ricolfi, una delle cause del declino elettorale dei partiti di tale area:

« La sinistra perde non soltanto perché è arrogante, presuntuosa e insincera. Perde anche perché non capisce la società italiana, non è in grado di guardare il mondo senza filtri ideologici, non sa stare fra la gente, ha perso del tutto la capacità di ascoltare e la voglia di intendere.[2] »

Ricolfi ha in più occasioni analizzato criticamente anche i comportamenti dei governi di centro-destra, cercando però di basarsi sugli atti da essi compiuti piuttosto che su pregiudiziali ideologiche. Ad esempio, alla scadenza della seconda legislatura guidata da Silvio Berlusconi (governi Berlusconi II e III), Ricolfi ha valutato se esso avesse o meno raggiunto gli obiettivi promessi nel Contratto con gli italiani, che il leader dell'esecutivo si era impegnato a realizzare.[3] Nell'ottobre 2010, a margine delle tensioni in seno al Governo Berlusconi IV e della conseguente incertezza sul futuro dell'esecutivo, Ricolfi ha stilato un bilancio su quanto esso avesse fatto durante il mandato e sui punti che invece erano ancora in sospeso, concludendo che esso aveva conseguito buoni risultati in ambiti considerati "di sinistra" nel contesto italiano (stabilità dei conti pubblici, lotta alla criminalità organizzata, ammortizzatori sociali), ma aveva deluso per quanto riguarda i temi più legati alla sua area politica (taglio di spesa pubblica e tasse, riduzione della microcriminalità).[4]

Altri temi ricorrenti negli editoriali di Ricolfi sono il federalismo e la questione settentrionale, trattati anche nel libro Il sacco del Nord. Secondo l'autore, l'apparato statale trasferisce ingiustificatamente ogni anno circa 50 miliardi di euro dalle regioni settentrionali a quelle meridionali (incluso il Lazio), a causa delle distorsioni dovute alla differenza di spesa pubblica, di efficienza della pubblica amministrazione e del tasso di evasione fiscale. Assegnando un appropriato valore monetario al tempo libero dei cittadini, queste disuguaglianze fanno sì che il tenore di vita medio dei cittadini sia più alto al Sud che al Nord.

Secondo Ricolfi, questo stato di cose, che poteva essere sostenibile nel periodo di sviluppo economico che si è protratto fino agli anni ottanta, sostenuto anche dalla crescita del debito pubblico,[5] è diventato in seguito invece una delle principali cause della stagnazione economica e del declino italiano: il Nord non riesce più a crescere in quanto una tassazione eccessiva sottrae risorse per gli investimenti, il Sud non ha interesse a svilupparsi in quanto il trasferimento di risorse gli consente di vivere al di sopra dei propri mezzi e quindi disincentiva la spinta al cambiamento.

Nonostante le opere di Ricolfi vertano soprattutto su temi legati al panorama italiano, alcune sue pubblicazioni riguardano temi di politica estera. Un esempio è il saggio da lui scritto riguardo ai kamikaze palestinesi nel conflitto arabo-israeliano.[6]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Manuali universitari[modifica | modifica wikitesto]

  • Helga. Nuovi principi di analisi dei gruppi (1992)
  • Tre variabili. Un'introduzione all'analisi multivariata (1993) (insieme a Franco Angeli)
  • La ricerca qualitativa (1997) (come curatore e autore)
  • Manuale di analisi dei dati (2002)

Rapporti sul cambiamento sociale (curatore)[modifica | modifica wikitesto]

  • Profondo rosso. Italia 2005 fra ripresa economica e crisi dei conti pubblici. Secondo Rapporto sul cambiamento sociale (2008)
  • Le tre società. È ancora possibile salvare l'unità dell'Italia? Italia 2006: terzo rapporto sul cambiamento sociale (2007)
  • Ostaggi dello Stato. Le origini politiche del declino e dell'insicurezza. Quarto rapporto sul cambiamento sociale (2008)

Altre opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Lotte operaie e ambiente di lavoro. Mirafiori (1968-1974) (1976) (con Alfredo Milanaccio)
  • Il compromesso difficile. Forme di rappresentanza e rapporto di classe dal centrosinistra al compromesso storico (1978) (con Diego Gambetta)
  • Essere giovani a Torino (1988) (con Sergio Scamuzzi e Loredana Sciolla)
  • Vent'anni dopo. Saggio su una generazione senza ricordi (1989) (con a Loredana Sciolla)
  • L'ultimo Parlamento. Sulla fine della Prima Repubblica (1993)
  • Destra e Sinistra? Studi sulla geometria dello spazio elettorale (1998)
  • La frattura etica. Saggio sulle basi etiche dei poli elettorali (2001)
  • La frattura etica. La ragionevole sconfitta della sinistra (2002)
  • Dossier Italia. A che punto è il «Contratto con gli italiani» (2005)
  • Tempo scaduto. Il «Contratto con gli italiani» alla prova dei fatti (2006)
  • L'arte del non governo. Da Prodi a Berlusconi e ritorno (2007)
  • Perché siamo antipatici. La sinistra e il complesso dei migliori prima e dopo le elezioni del 2008 (2008)
  • Il sacco del nord. Saggio sulla giustizia territoriale (2010)
  • Illusioni italiche. Capire il paese in cui viviamo senza dar retta ai luoghi comuni (2010)
  • La Repubblica delle tasse. Perché l'Italia non cresce più (2011)
  • La sfida. Come destra e sinistra possono governare l'Italia (2013)
  • L'enigma della crescita (2014)
  • Sinistra e popolo (2017)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Luca Ricolfi, Ricolfi: la fine nel 2005 con le bugie sul Cavaliere, in Corriere della Sera, 24 gennaio 2008. URL consultato il 23 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il pre 1/1/2016).
  2. ^ Luca Ricolfi, Perché la sinistra è rimasta antipatica, in Il Riformista, 12 giugno 2008. URL consultato il 24 ottobre 2010.
  3. ^ Luca Ricolfi, Tempo scaduto. Il «Contratto con gli italiani» alla prova dei fatti, il Mulino, 2006.
  4. ^ Luca Ricolfi, Berlusconi a sorpresa: governo di destra, successi "di sinistra", in La Stampa, 10 ottobre 2010. URL consultato il 6 novembre 2010 (archiviato dall'url originale il 13 novembre 2010).
  5. ^ Luca Ricolfi, Sulla disunità d'Italia, in La Stampa, 15 agosto 2009. URL consultato il 27 ottobre 2010.
  6. ^ (EN) Luca Ricolfi, Palestinians, 1981–2003, in Diego Gambetta (a cura di), Making Sense of Suicide Missions, Oxford, Oxford University Press, marzo 2005, pp. 76–130., DOI:10.1093/acprof:oso/9780199276998.003.0003, ISBN 978-0-19-927699-8.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN216850241 · ISNI (EN0000 0000 8301 4344 · SBN IT\ICCU\CFIV\015410 · LCCN (ENn80106878 · GND (DE14102481X · BNF (FRcb12166707n (data)
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