Praefectus fabrum

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Praefectus fabrum
Balliste fireing.jpg
Descrizione generale
AttivaRepubblica romana - Claudio
NazioneCiviltà romana
Tipocomandante del genio militare
Guarnigione/QGaccampamento romano
Equipaggiamentogladio, scudo ed elmo
PatronoMarte dio della guerra
Parte di
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Il Praefectus fabrum fu uno dei responsabili tra gli ufficiali di campo dell'esercito romano, presente esclusivamente nelle legioni (non quindi nelle truppe ausiliarie), il cui compito era di comandare e coordinare il genio militare almeno fino al II secolo a.C. Secondo il Keppie questo ruolo rimase attivo fino all'Imperatore Claudio.[1]

Ruolo[modifica | modifica wikitesto]

Egli coordinava un numero considerevole di fabri, tignarii, structores, carpentarii ferrari, costruttori di edifici e macchine d'assedio,[2] gromatici ("geometri" con il compito di stabilire la pendenza del campo da costruire), metatores (coloro che precedevano l'esercito e ne tracciavano i confini dell'accampamento), a supporto degli alti ufficiali (dal legatus legionis, al tribunus laticlavius ed al praefectus castrorum) nel superamento di ostacoli materiali per raggiungere gli obiettivi militari prefissati.

L'ingegneria militare dell'antica Roma era insita nella cultura militare del legionario che per sua natura portava sempre con sé un gladio (gladius), un paio di giavellotti (pilum) ed una pala da lavoro per costruire prima di tutto il campo di marcia a fine giornata, oltre a ponti, strade, armi da assedio, ed altro.

In numerose carriere attestate nelle fonti epigrafiche un praefectus fabrum poteva poi ricoprire o aver ricoperto altri ruoli militari come quello di centurione primus pilus di legione romana, tribunus militum sempre di legione,[3] praefectus castrorum,[4] praefectus alae.[5] fino ad accedere a quello più prestigioso di tribunus militum della guardia pretoriana.[6] Esso costituiva di norma il grado propedeutico alla carriera militare equestre (tres militiae), che si articolava negli incarichi di praefectus cohortis, tribunus militum angusticlavium (uno dei cinque) e praefectus alae.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L.Keppie, The Making of the Roman Army, from Republic to Empire, 1984, p.178.
  2. ^ Vegezio, Epitoma rei militaris, II, 11.
  3. ^ AE 1927, 172.
  4. ^ AE 1978, 286.
  5. ^ AE 1972, 148; CIL II, 4251.
  6. ^ AE 1978, 286 iscrizione del tempo di Augusto e Tiberio.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Specifica
  • H.C.Maué, Der Praefectus fabrum, Halle 1887.
  • A. Bloch, La praefectura fabrum, Musée Belge 7 (1903), 106-131; 9 (1905), 352-378.
  • E. Kornemann, fabri, Realencyklopaedie, 6 (1909), cc. 1924ss.
  • C. Jullian, faber, in Dictionnaire des Antiquités Grecques et Romaines, 2.2 (1918), 947-959.
  • L. Keppie, The Making of the Roman Army, from Republic to Empire, 1984.
  • W. Liebenam, fabri, Dizionario Epigrafico 3 (1922),14-18.
  • E. Sander, Der praefectus fabrum und die Legionsfabriken, BJ 162 (1962), 139-161.
  • B. Dobson, The Praefectus fabrum in the Early Principate, in Britain and Rome, Studies in Honour of E.Birley, Kendal 1966,61-84 (=Roman Officers and Frontiers by D.J.Breeze and B.Dobson, Mavors, Roman Army Researches 10, Stuttgart 1993,218-241.
  • R. Sablayrolles, Les praefecti fabrum de Narbonnaise, RAN 17 (1984),239-247.
  • D.B. Saddington, Praefecti fabrum of the Julio Claudian Period, Festschrift Betz, Wien 1985, 529-546.
  • E. Gil Garcia, Los praefecti fabrum en la peninsula iberica, in Actas del II Congreso peninsular de Historia Antigua, Coimbra 18-20.X.1990, Coimbra 1993,753-765.
  • E.Gil Garcia, Los prefectos de los obreros en la Betica, Historia Antigua. Actas del II Congreso de Historia de Andalucia -Cordoba 1991, Cordoba 1994,365-371.
  • K. Welch, The Office of Praefectus Fabrum in the Late Republic, Chiron 25 (1995), 131-145.
  • E.Badian, Notes on a Recent List of Praefecti fabrum under the Republic, Chiron 27 (1997).
  • M.Verzàr Bass, Il praefectus fabrum e il problema dell'edilizia pubblica, Les élites municipales de l'Italie péninsulaire de la mort de César à la mort de Domitien. Classes sociales dirigeantes et pouvoir central, Ecole française de Rome, 2000, 197-224.
  • M. Cerva, La praefectura fabrum. Un'introduzione, Les élites municipales de l'Italie péninsulaire de la mort de César à la mort de Domitien. Classes sociales dirigeantes et pouvoir central, Ecole française de Rome, 2000,177-196.
  • M. Cerva, La praefectura fabrum e la promozione sociale dei domi nobiles italiani, Dissertazione inedita, Università di Firenze, Dottorato in storia antica, X ciclo (Firenze 1998).
Bibliografia generale
  • E. Abranson e J.P. Colbus, La vita dei legionari ai tempi della guerra di Gallia, Milano 1979.
  • P. Connolly, L'esercito romano, Milano 1976.
  • A.K. Goldsworthy, The Roman Army at War, 100 BC-AD 200, Oxford - N.Y 1998.
  • L. Keppie, The Making of the Roman Army, from Republic to Empire, Londra 1998.
  • Y. Le Bohec, L'esercito romano da Augusto a Caracalla, Roma 1992.
  • E. Luttwak, La grande strategia dell'Impero romano, Milano 1991.
  • Alessandro Milan, Le forze armate nella storia di Roma Antica, Roma 1993.
  • H. Parker, The Roman Legions, N.Y. 1958.
  • G. Webster, The Roman Imperial Army, Londra - Oklahoma 1998.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Ingegneria romana, su traianus.rediris.es. URL consultato il 30 agosto 2008 (archiviato dall'url originale il 28 maggio 2008).