Pizza fritta

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Pizza fritta
Pizza fritta.jpg
Pizza fritta
Origini
Luogo d'origineItalia Italia
RegioniAbruzzo
Molise
Puglia
Sicilia
Campania
Zona di produzioneItalia meridionale
Dettagli
Categoriapiatto unico
RiconoscimentoP.A.T.
Settorepaste fresche e prodotti della panetteria, della biscotteria, della pasticceria e della confetteria

La pizza fritta è un prodotto alimentare tipico delle regioni meridionali e in particolare della Campania. In Abruzzo e in Molise vengono chiamate anche Pizzonte e spesso sono ricoperte o farcite dai salumi e dai latticini tipici.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Di aspetto simile allo gnocco fritto emiliano, le pizze fritte laziali (Pizz fritt in vernacolo locale) sono prodotte con pasta di pizza fritta e si possono mangiare con affettati come prosciutto, salame o lonza. Da considerare Laziali però la parte orientale della regione, ovvero la provincia di Rieti nonché ex-Abruzzo e la parte Meridionale, Gaeta.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine della seconda guerra mondiale la città di Napoli era priva di tutto, anche la pizza napoletana era diventata quasi un lusso: per farla ci voleva il forno a legna e poi andava condita con la mozzarella e il pomodoro, che spesso non si trovavano e comunque costavano. Ci voleva qualcosa di facile da fare per chi doveva venderlo, e di economico per chi doveva comprarlo, per questo viene vista come sorella povera della pizza al forno. Famosa era la "pizza a otto", mangiata subito ma pagata dopo otto giorni. Fu così che il napoletano inventò la "pizza fritta", definita anche "pizza del popolo" perché venduta per le strade dalle donne, per arrotondare l'economia familiare del dopoguerra. Di solito durante la frittura le pizze fritte si gonfiano, per cui presentano una parte interna vuota, che è ideale riempire con del companatico. Eventuali pizze fritte sottili e senza interno morbido possono essere condite con la Nutella o simile, dopo essere state eventualmente cosparse di zucchero.

Della pizza napoletana fritta e del periodo del suo massimo fulgore è rimasta una testimonianza illustre nell'episodio de "L'oro di Napoli", diretto da Vittorio De Sica, in cui Giacomo Furia, venditore di pizze fritte, va all'affannosa ricerca di un anello che la moglie infedele (Sophia Loren) finge di aver perso nell'impasto.[1]

Pizza fritta in altre tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

Nella cucina napoletana, con lo stesso nome si indica il calzone fritto (il tipico contiene ricotta, provola, cicoli o salame napoletano), che differisce dalle pizze fritte laziali perché queste ultime non hanno ripieno.

Nella provincia di Avellino la pizza fritta è equivalente a quella dell'alto Lazio, solamente che in questo caso viene gustata così com'è, oppure con l'aggiunta di menta e rosmarino (soprattutto nel paese di Nusco).

Nella provincia di Catania, nei comuni di Zafferana Etnea e Viagrande, è diffusa la pizza siciliana fritta (chiamata comunemente siciliana), un calzone fritto che nella versione classica è ripieno con formaggio e acciughe salate.[2]

In tutto l'Abruzzo e in parte del Molise invece, ricordano le classiche Montanare anche se più grandi e spesso vengono anche farcite, come quelle Napoletane

Sagre[modifica | modifica wikitesto]

Ogni anno, il secondo sabato di ottobre si tiene a Strangolagalli (FR) la "Sagra della stesa", tradizione che va avanti da oltre dieci anni. Le pizze fritte vengono servite semplici o con l'aggiunta di vari affettati, formaggi o verdure.

A Cervaro (FR) da qualche anno[Da quando?] viene organizzata una giornata della pizze fritte con aggiunta di mortadella. Nelle frazioni di alcuni paesi della Valtiberina (a Citerna in ottobre e a Cortona in dicembre) vengono organizzate sagre della Ciaccia fritta, che è la versione aretina di questo piatto. Le pizz-fritt di Cervaro hanno una lunga tradizione, le massaie cervaresi utilizzavano una piccola parte dell'impasto che costituiva il loro lievito per i prossimi impasti, la lievitazione durava una nottata intera. Il lievito veniva prestato alla massaia vicina che a sua volta ripeteva l'operazione, poiché a quel tempo si panificava a turno in ogni famiglia del borgo. Nella sagra di oggi il lievito viene preparato per l'occasione allo stesso modo ma la particolarità delle "pizz-fritt" Cervaresi sta nella fase successiva, il modo di cuocere la pasta del pane, in questa operazione vi è tutta la praticità e manualità ed accorgimenti delle massaie che per anni hanno panificato in casa per la propria famiglia.

A Napoli molto pizzerie offrono, come alternativa alla più celebre pizza al forno, la pizza fritta, farcita con ingredienti classici come ricotta, provola, carne di maiale, pomodoro; altre pizzerie vendono il prodotto fritto ancora nel tegame e non nelle più moderne friggitrici.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]