Pietro V di Aragona

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Regno del Portogallo Casa d'Aviz
Ordem Avis.svg

Giovanni I
Edoardo I
Figli
Alfonso V
Figli
Giovanni II
Figli
Manuele I
Giovanni III
Figli
Sebastiano I
Enrico I
Pietro, conestabile del Portogallo e Re di Aragona. Tavola nella cappella del palazzo reale di Barcellona

Pietro di Aviz, o Pietro di Coimbra o Pietro conestabile del Portogallo (in portoghese Pedro de Coimbra. Pedro anche in spagnolo e in galiziano, Pero in aragonese, Petri in basco, Pere, in catalano, Pedru in asturiano, Pèire in occitano e Pierre in francese; Portogallo, 1429Granollers, 30 giugno 1466), fu connestabile del Portogallo (:en:Constable of Portugal) e Gran Maestro di Avis poi fu re Pietro V di Aragona, Pietro III di Valencia, e Conte Pietro IV di Barcellona e delle contee catalane dal 1463 al 1466.

Origine familiare[modifica | modifica wikitesto]

Figlio primogenito del primo Duca di Coimbra e reggente del regno del Portogallo, Pietro d'Aviz (figlio del re del Portogallo, Giovanni I e della moglie, Filippa di Lancaster) e Isabella di Urgell (1409-1443), figlia del pretendente alla corona d'Aragona, il conte di Urgell, Giacomo II[1] e di Isabella d'Aragona.[2][3]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: compromesso di Caspe.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1443, suo padre, durante la reggenza per il minorenne Alfonso V del Portogallo, lo nominò conestabile del Portogallo, rendendolo di fatto la massima autorità militare del regno, dopo il re[2].

Nel 1444, Pietro fu fatto cavaliere e nominato gran maestro dell'Ordine Militare di San Benedetto d'Avis, il più importante ordine militare portoghese.

Alfonso V, che aveva raggiunto la maggior età nel 1446, dal 9 giugno del 1448, cominciò a governare direttamente senza più bisogno della reggenza dello zio Pietro, anzi sotto l'influenza dell'altro zio, Alfonso I di Braganza, annullò tutti i provvedimenti presi Pietro, primo Duca di Coimbra, durante la reggenza. Questo fatto portò alla rottura che sfociò, nel 1449, in una guerra aperta che si concluse con la battaglia sulle sponde del fiume Alfarrobeira[2], nelle vicinanze di Vila Franca de Xira, dove il duca di Coimbra perse la vita mentre il figlio, il conestabile del Portogallo, dovette lasciare il Portogallo e andare in esilio in Castiglia.

Nel 1454, riconciliatosi col cugino, Alfonso V, Pietro rientrò in Portogallo, riottenendo tutti i suoi beni e le cariche che ricopriva prima dell'esilio.

Facciata principale di Santa Maria del Mar
Pietra tombale di Pietro, conestabile del Portogallo e re d'Aragona, a Santa Maria del Mar.

Nel 1458, fu a fianco del re nella conquista della città marocchina di Alcácer-Ceguer, situata tra Tangeri e Ceuta e poi nella spedizione del 1460, che portò alla conquista di Tangeri.

Nel 1463, fu coinvolto nella guerra civile che si combatteva in Aragona e Catalogna contro il re Giovanni II di Aragona; dopo la rinuncia del re di Castiglia, Enrico IV, gli fu offerta la corona del regno d'Aragona[2], per il fatto che Pietro era il nipote di uno dei pretendenti alla Corona d'Aragona, nel 1410[2][1].
Pietro accettò e, nel 1464, giunto a Barcellona, fu proclamato, dal consiglio dei Cento, re d'Aragona e conte di Barcellona[2].
Organizzò il regno e batté anche moneta, ma non riuscì a conquistare il regno di Valencia, dove continuò a regnare il re Giovanni II, che si dimostrò superiore nelle capacità militari, occupando, Lleida, Vilafranca del Penedès, Igualada, Cervera e Tortosa e poi sconfiggendo Pietro a Calaf, il 28 febbraio del 1465 mentre Pietro riuscì a rompere l'assedio di Barcellona, con l'aiuto delle truppe portoghesi, nel luglio del 1465).

Pietro morì, per malattia, a Granollers, nel 1466 (Secondo i Reali del Portogallo, Pietro, a Granollers, morì combattendo[2]), e fu inumato nella chiesa gotica di Barcellona, Santa María del Mar[2], e dopo la sua morte la corona fu offerta al conte di Provenza, Renato d'Angiò.

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Guerra contro Giovanni II.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Non si conosce nessuna discendenza di Pietro.[2][3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Giacomo II di Urgell, nel 1410, fu uno dei cinque pretendenti alla corona d'Aragona, conclusosi, nel 1412, col compromesso di Caspe
  2. ^ a b c d e f g h i (EN) Reali del Portogallo
  3. ^ a b (EN) Capetingi del Portogallo-genealogy Archiviato il 22 novembre 2010 in Internet Archive.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Edgar Prestage, Il Portogallo nel medioevo, in Cambridge University Press - Storia del mondo medievale, vol. VII, pp. 576-610, Garzanti, 1999

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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