Piazza Cordusio

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Piazza Cordusio
Piazza Cordusio, sullo sfondo il palazzo delle Assicurazioni Generali
Localizzazione
StatoBandiera dell'Italia Italia
CittàMilano
CircoscrizioneZona 1
QuartiereCentro storico
Informazioni generali
Tipopiazza
IntitolazioneDa "de curte ducis" o "curia ducis", ossia "corte dei duchi lombardi", poi "Cortedoxi", quindi "Corduce", infine "Corduso" o "Cordusio"
Collegamenti
Luoghi d'interesseBorsa di Milano
TrasportiCordusio
Mappa
Mappa di localizzazione: Milano
Piazza Cordusio
Piazza Cordusio
Coordinate: 45°27′55.64″N 9°11′11.02″E / 45.465456°N 9.186394°E45.465456; 9.186394

Piazza Cordusio è una delle più importanti piazze milanesi. È da sempre centro nevralgico della città, di elevato rilievo storico e artistico. Ospita la sede centrale di UniCredit e importanti filiali di Intesa Sanpaolo e Barclays. Inoltre il palazzo Broggi è stato sede della Borsa di Milano dal 1901 al 1932, quando è stata inaugurata la sede di Palazzo Mezzanotte[1].

Storia

Trent'anni dopo la distruzione di Milano ad opera degli ostrogoti condotti da Uraia, il re dei longobardi, Alboino, scende in Italia nel 569. Da allora l'area divenne Langobardia, e in seguito Lombardia. Con la scomparsa di Alboino nel 572, la Provincia venne divisa fra i tre generali (che divennero duchi). Ad Albino toccò la "desolata Milano"[2]. Il suo palazzo, che sorgeva nell'odierna piazza, era detto "De curte ducis" (o "Curia ducis", ossia la corte dei duchi lombardi), da cui per corruzione "Cortedoxi", quindi "Corduce" e infine "Corduso" o "Cordusio".

Piazza Cordusio con via Dante e il Castello Sforzesco sullo sfondo.

All'interno dell'edificio si svolgevano le attività politiche e amministrative. Nel secolo IX e X, con Berengario la struttura venne adibita a tribunale. Dell'area di allora, oltre la piazza dei Mercanti, resta poco. Il resto fu demolito per consentire la costruzione di nuovi edifici (come il Palazzo Broggi e il Palazzo delle Assicurazioni Generali). L'odierna via Dante che collega Cordusio con il Castello Sforzesco, per esempio, fu realizzata in accordo con il Piano Beruto nel 1884, sacrificando gli isolati che dividevano le due zone.[3] Nelle cartine del 1820[4] l'unico altro particolare che si è conservato fino ad oggi è la strada della contrada di San Michele al Gallo, oggi via Orefici.

Monumento a Giuseppe Parini

Prima di diventare piazza Cordusio, la conformazione geografica di origine era quella di una strada, poi diventata uno slargo chiamato largo Cordusio. Quindi, assumendo una forma ellittica, dal 28 marzo 1882 fu chiamata piazza Ellittica (e talvolta erroneamente Elittica). Tuttavia nell'uso comune si continuava a chiamarla piazza Cordusio, e il Comune si convinse a restituirle l'antica denominazione. Successivamente il nome fu cambiamento anche sotto il fascismo e la piazza fu intitolata a Costanzo Ciano, per poi tornare ad essere Cordusio dopo la caduta del regime.

All'interno della piazza era inizialmente stata eretta una delle tante colonne votive di Milano, costruite durante la peste del 1576. Successivamente, nel 1624, venne eretta una statua raffigurante San Carlo Borromeo, che venne spostata nel 1786 nell'omonima piazza nei pressi della Chiesa di Santa Maria Podone. Si dice che la decisione fosse stata presa dal Governatore austriaco di allora, giustificandola come di "intralcio alla circolazione", dopo che andò a sbattervi contro con la carrozza.[3] Il 26 novembre 1899 al centro della piazza viene inaugurata la statua a Giuseppe Parini.

Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, Cordusio venne ridisegnata, diventando un importante nodo del traffico cittadino e portando alla demolizione di molti edifici per fare spazio a nuove strutture:

Opere legate alla piazza

Piazza Cordusio compare nei seguenti film:

Trasporti

Piazza Cordusio a Milano, dipinto di Luigi Mantovani

Note

Bibliografia

  • Antonio Cassi Ramelli, Il centro di Milano. Dal Duomo alla Cerchia dei Navigli. Documenti, note e divagazioni, Milano, Ceschina, 1971, pp. 257-260
  • Maurizio Grandi, Attilio Pracchi, Milano. Guida all'architettura moderna, Zanichelli, 1980. ISBN 8808052109, pp. 66-79
  • Raffaele Bagnoli, Storie e leggende per le strade di Milano, Meravigli, 1992. ISBN 8879550462m 9788879550468

Voci correlate

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