Palazzo della Banca d'Italia (Firenze)

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Palazzo della Banca d'Italia a Firenze
Palazzo della banca d'italia (firenze) 01.JPG
La facciata del palazzo su Via dell'Oriuolo
Ubicazione
StatoItalia Italia
RegioneToscana Toscana
LocalitàFirenze
Indirizzovia dell'Oriuolo 37/39
Coordinate43°46′19.12″N 11°15′33.14″E / 43.771978°N 11.259206°E43.771978; 11.259206Coordinate: 43°46′19.12″N 11°15′33.14″E / 43.771978°N 11.259206°E43.771978; 11.259206
Informazioni
CondizioniIn uso
Costruzione1865 - 1869
Pianidue
Realizzazione
ArchitettoAntonio Cipolla
ProprietarioBanca d'Italia
Proprietario storicoBanca Nazionale nel Regno d'Italia

Il Palazzo della Banca d'Italia di Firenze si trova in via dell'Oriuolo 37/39.

Lo scalone interno
Porta destra del Palazzo della Banca d'Italia a Firenze via dell'Oriuolo 39

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo fu costruito tra il 1865 e il 1869 dalla Banca Nazionale nel Regno d'Italia (1867) già Banca Nazionale negli Stati Sardi (1849), per trasferirvi la Direzione Generale da Torino in Firenze Capitale (1865).

Allo scopo di aprire nella nuova capitale del Regno d'Italia (1861) la Sede fiorentina della società bancaria operante nel capoluogo piemontese, indi traslocare l'Amministrazione Centrale, la Banca Nazionale Sarda avviò nei primi mesi del 1865 le procedure per l'acquisizione di un'area edificabile in pieno centro storico del capoluogo toscano, quindi procedere alla costruzione del Palazzo che l'avrebbe ospitata in Firenze.

L'opera fu progettata dall'archietto napoletano Antonio Cipolla (1822-1874) e realizzata sull'ampio giardino antistante al palazzo de' Pazzi, posto in Borgo degli Albizi, residenza secondaria della facoltosa famiglia fiorentina ricordata per la nota Congiura dei Pazzi, portata a compimento ai danni dei Medici il 26 aprile 1478, nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore (Duomo), con esito disastroso per i cospiratori.

La facciata principale su via dell'Oriuolo ripercorre l'antico tracciato del muro di cinta del Giardino de' Pazzi, sul cui portale d'ingresso risaltava lo stemma scolpito da Donatello, rimasto nell'atrio del Palazzo Pazzi-Quaratesi, principale residenza della Famiglia proveniente da Fiesole nei primi anni del XIII secolo. Il portale realizzato dal grande artista fiorentino è invece preservato presso il Museo di San Marco.

La costruzione, destinata a sede bancaria della più importante banca emissiva nell'epoca postunitaria, fu commissionata dalla Banca Nazionale nel Regno d'Italia secondo un ben preciso programma, i cui capisaldi architettonici erano rappresentati da solidità, severità, sobrietà; caratteristiche particolarmente evidenti in tutto l'edificio, elevato di due piani, oltre al piano rialzato. La percezione delle peculiarità volute dalla banca s'impone all'osservatore a cominciare dal fronte su Via dell'Oriuolo già via Buja, munito di basamento a bugne fortemente rilevate, di struttura solida, di aspetto austero, di disegno sobrio.

All'interno del maestoso Palazzo, spicca lo Scalone monumentale, nel cui motivo Antonio Cipolla concentrò tutto il suo impegno tecnico e formale, racchiuso nel grande vano con soffitto ornato in modo semplice dal rinomato decoratore fidentino Girolamo Magnani (1815-1889), scenografo della maggior parte delle scene dipinte per le opere liriche del celeberrimo musicista bussetano Giuseppe Verdi (1813-1901). A cura del bravo decoratore emiliano, anche la volta della Sala tonda situata al piano nobile, dove il Direttore Generale della banca emissiva sarda, il genovese Carlo Bombrini (1804-1882), assolveva il suo ufficio. Al secondo piano dell'ottocentesco Palazzo, destinato a uso abitazione dell'alto dirigente, Girolamo Magnani abbellì anche le volte di alcuni ambienti, collaborato dai bolognesi Luigi Busi (1837-1884) e Luigi Samoggia (1811-1904). Di particolare rilievo artistico altresì la Sala ottagonale, che oggi ospita la Biblioteca intestata a Carlo Bombrini nel 2002, posta al piano rialzato del Palazzo, che mostra un seducente soffitto decorato in stile rocaille dal pittore di Clevalcore (BO) Gaetano Lodi (1830-1886), ricco di ornati floreali e impreziosito da effusa doratura.

Bibliografia

  • Aldo Sgarano, La Banca Nazionale nel Regno d'Italia a Firenze, Pozzo di MIcene, Firenze, 2018.
  • Aldo Sgarano, Il Palazzo della Banca d'Italia in Firenze, Banca d'Italia, Firenze, 2002.
  • Vedi anche la bibliografia su Firenze.

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