Via dell'Oriuolo

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Via dell'Oriuolo
Via dell'oriuolo.JPG
Via dell'Oriuolo
Nomi precedentiVia Albertinelli, via Bertinelli, via dello Sprone, via dello Sperone, via Buia
Localizzazione
StatoItalia Italia
CittàFirenze
QuartiereQuartiere 1
Codice postale50122
Informazioni generali
Tipostrada carrabile
Intitolazioneorologio di Palazzo Vecchio, qui costruito
Collegamenti
Iniziopiazza Gaetano Salvemini
Finepiazza del Duomo
Intersezioniborgo degli Albizi, volta di San Piero, via Sant'Egidio, via Folco Portinari
Mappa

Coordinate: 43°46′20.55″N 11°15′33.82″E / 43.772375°N 11.259394°E43.772375; 11.259394

Via dell'Oriuolo è una strada del centro storico di Firenze, situata tra piazza Gaetano Salvemini e piazza del Duomo angolo via del Proconsolo (dove sono il canto dei Falconieri e il canto de' Bischeri). Incontra lungo il tracciato borgo degli Albizi, la volta di San Piero, via Sant'Egidio (angolo Borgo Pinti) e via Folco Portinari.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Via Buia, olio di Fabio Borbottoni

Tra Trecento e Quattrocento la strada fu nota come via Albertinelli (volgarmente via Albertinella, via Bertinella, Bertinelli), dalla famiglia che qui aveva le proprie case nel luogo oggi occupato dall'archivio notarile e alla quale si intitolava anche una postierla della penultima cerchia di mura, posta circa all'imbocco di via Fiesolana.

Nella pianta di Firenze delineata da Ferdinando Ruggieri nel 1731 la strada appare invece distinta in tre diversi tratti, a documentare altre titolazioni già affermatesi nei secoli precedenti. Il primo tratto, tra via Fiesolana e borgo degli Albizi (che attualmente costituisce in buona parte il lato nord di piazza Gaetano Salvemini) appare con la denominazione di via dello Sprone (altrove Sperone), evidentemente in riferimento o alla forca determinata con via Sant'Egidio, oppure a quella definita sempre dalla nostra via con borgo degli Albizi, oggi non più apprezzabile per la sua riduzione con la parallela creazione - come già accennato - di piazza Gaetano Salvemini, nell'ambito del cantiere per il 'risanamento' del quartiere di Santa Croce avviato nel 1936.

Tra la volta di San Piero e l'attuale via Folco Portinari la pianta riporta invece già la titolazione di via dell'Oriuolo, affermatasi presumibilmente alla fine del Quattrocento in ragione del fatto che in una officina lungo il tratto era stato fabbricato da Nicolò di Bernardo di San Friano, nel 1353, il primo orologio pubblico (nell'uso fiorentino antico oriuolo o orivuolo o orivolo) destinato alla torre del Palazzo Vecchio, con un meccanismo realizzato per la prima volta a Firenze.

Il tratto successivo, da via Folco Portinari a piazza del Duomo, è indicato sotto il nome di via Buia, a indicare una strozzatura che evidentemente limitava fortemente l'irraggiamento solare (così Guido Carocci: "la strada sembrava una fessura ed una volta penetrati là dentro nel sollevare lo sguardo al cielo si vedeva appena una striscia meschina di cielo"). Su tale situazione si intervenne ampliando e rettificando la strada tra il 1860 e il 1861 su progetto dell'ingegnere comunale Federico Gatteschi, il che consentì negli anni di Firenze Capitale (1865-1871) di scegliere il tracciato, ormai aperto alla luce e alla visione della zona absidale della cattedrale, come luogo per costruirvi l'imponente sede della Banca d'Italia.

Venute meno le situazioni che avevano portato alle varie denominazioni, sempre dagli anni di Firenze Capitale la strada fu unificata sotto la denominazione che ancora la identifica.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Nel suo insieme il carattere della strada è residenziale, non fosse per quel notevole polo di attrazione esercitato dalla biblioteca delle Oblate, posta nel suo tratto centrale e che negli ultimi anni ha sicuramente rivitalizzato il tracciato, comunque fondamentale nel suo collegare il quartiere di Santa Croce a piazza del Duomo. La vocazione culturale della strada è anche accentuata dalla presenza dell'Archivio Storico del Comune di Firenze e dell'Archivio notarile.

La via peraltro offre un piacevole scorcio della cupola del Brunelleschi.

Edifici[modifica | modifica wikitesto]

Si trovano in via dell'Oriuolo: la facciata laterale di Palazzo Sacrati, l'ex monastero delle Oblate, ristrutturanto nel 2007 e sede, tra l'altro, della nuova Biblioteca delle Oblate e del Museo di Firenze com'era, e il Palazzo della Banca d'Italia. Palazzo Bastogi, in stile neoclassico.

Altri edifici sono il Palazzo Corsi, già degli Albizi, che appartenne alle monache della vicina chiesa di San Pier Maggiore ed accolse fino alla morte Atto Vannucci, il Palazzo degli Sporti, forse in parte opera di Michelangelo (attribuzione molto discussa e mai provata), e la Casa degli Alessandri.

L'angolo formato da via del Proconsolo con via dell'Oriuolo, si chiamò il Canto dei Bischeri, dalle case che questa illustre famiglia fiorentina vi possedeva.

Le case su Piazza del Duomo tra via dell'Oriuolo e Via dei Servi avevano tutte sulla facciata un loggiato uniforme.

Lapidi[modifica | modifica wikitesto]

Al 20 si trova una memoria sulla casa di Atto Vannucci:

QUI ABITÒ DODICI ANNI
E MORÌ IL NOVE DI GIUGNO DEL MDCCCLXXXIII
ATTO VANNUCCI
SENATORE DEL REGNO ACCADEMICO DELLA CRUSCA
CITTADINO STORICO LETTERATO
DI ALTO ANIMO
NEL PENSIERO E NELLA VITA INTEGERRIMO
IL COMUNE DI FIRENZE
Q. M. P.

Tabernacoli[modifica | modifica wikitesto]

Il tabernacolo da piazza delle Cipolle

Sulla strada sono presenti due tabernacoli. Il primo è al 3r e mostra un'ediciola probabilmente settecentesca col vano per un'immagine rettangolare, vuoto fin dall'epoca di Guido Carocci[1].

L'altro è sul muro esterno del complesso delle Oblate e fu qui rimontato dal Comitato per l'Estetica cittadina da un deposito, nel 1953. Era stato infatti smontato da una casa in piazza delle Cipolle (davanti a palazzo Strozzi, dove oggi c'è il palazzo Mattei) durante il "Risanamento" del 1874. Ha la forma di una cornice centinata a bugne a punta di diamante, con dentro un'immagine della Madonna col Bambino su tavola, databile al XVII secolo, molto compromessa da ridipinture[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Guarnieri 1987, p. 204.
  2. ^ Guarnieri 1987, pp. 204-205.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Via Buja, in Guido Carocci, Firenze scomparsa. Ricordi storico-artistici, Firenze, Galletti e Cocci, 1897, pp. 27-29.
  • Comune di Firenze, Stradario storico e amministrativo della città e del Comune di Firenze, Firenze, Tipografia Barbèra, 1913, p. 98, n. 693;
  • Comune di Firenze, Stradario storico e amministrativo della città e del Comune di Firenze, Firenze, 1929, p. 84, n. 764;
  • Piero Bargellini, Ennio Guarnieri, Le strade di Firenze, 4 voll., Firenze, Bonechi, 1977-1978, II, 1977, pp. 348-351;
  • Roberto Ciabani, I Canti: Storia di Firenze attraverso i suoi angoli, Firenze, Cantini, 1984, pp. 110-111, 168-171.
  • Ennio Guarnieri, Le immagini di devozione nelle strade di Firenze, in Le strade di Firenze. I tabernacoli e le nuove strade, Bonechi, Firenze 1987.
  • Francesco Cesati, La grande guida delle strade di Firenze, Newton Compton Editori, Roma 2003.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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