Natuzza Evolo

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Fortunata Evolo, detta Natuzza (Paravati di Mileto, 23 agosto 1924Paravati di Mileto, 1º novembre 2009), è stata una mistica italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Natuzza Evolo nacque a Paravati, una frazione del comune di Mileto (VV). Il padre, Fortunato, qualche mese prima che lei nascesse, nella speranza di poter contribuire economicamente al sostegno familiare, era emigrato in Argentina, da dove non sarebbe tornato mai più, formando una nuova famiglia. La madre, Maria Angela Valente, rimasta sola con numerosi figli da accudire, si adattò ai lavori più umili per sfamare la famiglia. La bambina non ricevette una particolare formazione religiosa, anche perché la condotta di sua madre era particolarmente chiacchierata in paese[1]. Natuzza (un diminutivo di Fortunata molto diffuso in Calabria) cercò di aiutarla e accudì gli altri fratelli, senza poter frequentare regolarmente la scuola e restando quindi analfabeta.

A 14 anni, per aiutare la famiglia andò a lavorare come domestica in casa dell'avvocato Silvio Colloca, guadagnandosi subito la fiducia di quella famiglia. Ma dopo poco tempo Natuzza fu al centro di presunti fenomeni paranormali, quali la visione di persone che erano già defunte. Nel 1941 Natuzza si licenziò da quel lavoro, andò a vivere presso la nonna materna e pensò di farsi suora, ma venne sconsigliata, proprio perché protagonista di tutti quegli episodi considerati "inquietanti". La madre decise allora un matrimonio combinato, con un giovane, figlio di amici, di professione falegname, che in quel momento prestava servizio nell'esercito. Trovandosi lo sposo in guerra, il matrimonio (officiato con rito civile), avvenne per procura il 14 agosto 1943. La coppia ebbe cinque figli.

Su sua ispirazione si costituì nel 1987 un'associazione (poi diventata fondazione, presso cui Natuzza avrebbe poi trascorso il resto della sua vita) con l'obiettivo di creare a Paravati un complesso che comprendesse un santuario mariano, strutture per l'assistenza medica e centri per giovani, anziani, disabili, tra cui, già realizzati, il centro anziani "Pasquale Colloca" e quello per i servizi alla persona "San Francesco di Paola"[2]. Ispirati da Natuzza e dalla sua testimonianza di fede sorsero inoltre, dal 1994, alcuni "Cenacoli di preghiera".

Il 9 aprile 2007 Rai International trasmise da Paravati di Mileto lo spettacolo Notte degli angeli, a lei dedicato, organizzato dal promoter musicale Ruggero Pegna, e condotto da Lorena Bianchetti, ispirato al libro Miracolo d'amore (Rubbettino Editore), storia della guarigione dello stesso Pegna dalla leucemia. Il 7 giugno 2008 l'Unione cattolica stampa italiana l'ha insignita del premio Affabulatore d'oro per la sua straordinaria dote di "comunicatrice di Verità".[3]

Morì a causa di un blocco renale[4] alle 5 di mattina del 1º novembre 2009 nel centro per anziani che lei stessa aveva fondato grazie alle cospicue offerte dei fedeli.

Presunti doni spirituali[modifica | modifica wikitesto]

Si riferisce che durante il corso della sua vita si siano manifestati una serie di presunti episodi paranormali: apparizioni e colloqui con Gesù Cristo, la Madonna, angeli, santi e defunti, bilocazione, la comparsa di stimmate ed effusioni ematiche accompagnate da stati di sofferenza durante il periodo pasquale e momenti di estasi. Svariate testimonianze le attribuiscono anche il presunto e cosiddetto "dono dell'illuminazione diagnostica", ovvero la capacità di diagnosticare con esattezza una malattia e suggerirne la cura migliore.[senza fonte] Per decine di anni ricevette presso la sua abitazione migliaia di persone provenienti da tutto il mondo per incontrarla, principalmente nella speranza di avere notizie dall'aldilà dai propri defunti o indicazioni sulle proprie malattie.

Processo di beatificazione[modifica | modifica wikitesto]

A fine 2014 il vescovo Luigi Renzo, attuale titolare della diocesi di Mileto, dopo aver aperto l'inchiesta diocesana, ha presentato la pratica alla Congregazione delle Cause dei Santi per le fasi successive nell'iter di beatificazione.[5] Nel novembre 2018 Papa Francesco ha autorizzato la Congregazione stessa all'avvio del processo di beatificazione. Il 6 aprile 2019 nella spianata della Villa della Gioia a Paravati, dopo una solenne concelebrazione, con l'insediamento del tribunale diocesano si è ufficialmente aperto il processo di beatificazione. [6]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Il parere negativo di padre Gemelli[modifica | modifica wikitesto]

Il 18 febbraio 1940, il vescovo di Mileto Paolo Albera inviò a padre Agostino Gemelli una fitta documentazione riguardante il caso dell'allora diciassettenne Natuzza Evolo. La risposta di Padre Gemelli non si fece attendere; la sua opinione fu che si trattasse di una personalità affetta da "sindrome isterica", esortando i sacerdoti e i parrocchiani del luogo a disinteressarsi del caso al fine di "sminuire la portata e favorire anche così la guarigione della ragazza".[7] Da lì a poco, Natuzza Evolo venne rinchiusa in manicomio per ordine dello stesso Padre Gemelli. La Chiesa modificò in seguito radicalmente il suo atteggiamento verso la Evolo, arrivando ad aprire il processo di beatificazione.

I contrasti di Natuzza coi media[modifica | modifica wikitesto]

Natuzza venne intervistata dalla trasmissione televisiva di Michele Santoro Samarcanda, ma a causa delle osservazioni che le furono riservate dai collaboratori del giornalista, la donna si offese per il loro atteggiamento, da lei giudicato irriguardoso, e in seguito si negò ad altre interviste per le quali non le venisse preventivamente garantito maggior rispetto.[8] Il 24 settembre 2009, poche settimane prima che la Evolo morisse, Danilo Chirico e Antonello Mangano pubblicarono sulla rivista MicroMega un articolo, fortemente critico, in cui veniva stilata un'analisi socio-culturale intorno al "fenomeno Natuzza".[9]

L'analisi del CICAP[modifica | modifica wikitesto]

Il CICAP si è occupato di Natuzza Evolo in un tentativo di analisi psicologica preliminare.[10] In questo suo tentativo di analisi, il CICAP premette: "Non avendo effettuato in modo diretto una diagnosi sul soggetto, ci si può basare solo su quanto si riesce a capire dalle dichiarazioni fatte dalla stessa Natuzza in un'intervista televisiva". L'indagine del CICAP, comunque, focalizzandosi sulla visione di presunte entità sovrannaturali da parte di Natuzza, procede tramite un'analogia e invita il lettore a riflettere "su cosa proverebbe di fronte a qualcuno che affermasse di vedere lo spirito di un proprio caro morto" e su cosa, invece, proverebbe "se lo spirito apparso fosse quello di Napoleone". Se da un lato l'emozione suggestiva nel rivedere un vecchio amico parente ci spingerebbe a dare autenticità al fatto, dall'altro, privando la visione di quella particolare emozione, si sarebbe spinti a considerarla un'allucinazione. "L'apparente realismo dell'allucinazione è conseguenza solo di effetti emotivi e suggestivi".

Il dossier passa poi all'analisi della trance estatica, descrivendola come "uno stato di depersonalizzazione, ossia una condizione ben nota in psicopatologia in cui un individuo si sente proiettato in un posto diverso da quello in cui si trova". Il CICAP, conclude questa sezione dell'analisi riprendendo in qualche maniera quanto affermato in principio "sarebbe indispensabile osservare i suoi segni ininterrottamente e per diversi giorni, allo scopo di comprendere il fenomeno e rilevare eventuali modificazioni fisiologiche delle stigmate. Tuttavia, questo paziente lavoro di osservazione non è mai stato effettuato con nessuno". Considerate tutte le premesse, sostiene ancora il CICAP: "...ancor più di un'accurata diagnosi dermatologica, sono la personalità, la storia e la cultura che ci lasciano seri dubbi sull'autenticità del fenomeno. Il caso Natuzza non è così incredibile come i media vogliono presentarlo, ma si tratta di un fatto culturalmente limitato e inquadrato in un contesto religioso ben preciso"[11].

In sintesi, quindi, in merito al fenomeno Natuzza, il CICAP conclude la propria analisi, affermando: “Non si vuol discutere della buona o cattiva fede della signora Natuzza, sebbene in un discorso scientifico nulla dovrebbe essere trascurato, ma in assenza di un contatto diretto non è corretto esprimere giudizi su quest'aspetto. Pochi sono gli elementi significativi che vengono in nostro aiuto per tracciare un quadro, per quanto approssimato, del fenomeno Natuzza". In seguito, sempre l'autore di questo studio, lo psicologo Armando De Vincentiis, effettuò un esperimento sulla compatibilità delle tracce ematiche con l'intento di verificare se, imprimendo del sangue su un panno, questo lasci, per trasudo, un’impronta con caratteristiche simili o diverse rispetto a quelle che compaiono sui panni applicati sul corpo di Natuzza. Ciò che emerse fu che esse non sono compatibili con un trasudo bensì, sia per forma sia per consistenza, con una traccia lasciata da un pennino intinto in un liquido. L’obiettivo della prova peraltro non era quello di stabilire come avvenga il fenomeno, ma soltanto evidenziare un dato di fatto prettamente fisico. Per una migliore comprensione, tuttavia - concluse lo sperimentatore - sarebbero comunque utili ulteriori verifiche più approfondite[12]

Natuzza e la scomparsa di Elisa Claps[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 settembre 1993 scompariva da Potenza la studentessa sedicenne Elisa Claps. Il fratello Gildo, nel suo libro Per Elisa. Il caso Elisa Claps, scritto insieme alla giornalista conduttrice di Chi l'ha visto? Federica Sciarelli, racconta che la madre Filomena Iemma contattò Natuzza Evolo al fine di acquisire elementi utili a chiarire le circostanze della sparizione della figlia. La Evolo riferì che "non vedeva Elisa tra i defunti e quindi doveva essere viva, presto avrebbe avuto un segnale che avrebbe chiarito tutto". Il 17 marzo 2010 il corpo di Elisa veniva rinvenuto nel sottotetto della Chiesa della SS. Trinità di Potenza. Le successive indagini stabilirono che era stata uccisa lo stesso giorno della scomparsa. Per il delitto è stato condannato Danilo Restivo con sentenza in giudicato il 23 ottobre 2014.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Natuzza Evolo: una vita per il Signore, su miliziadisanmichelearcangelo.org.
  2. ^ Storia del Rifugio delle Anime, su rifugiodelleanime.org. URL consultato il 1º novembre 2014 (archiviato dall'url originale l'11 febbraio 2014).
  3. ^ Nicoletta Giorgetti, L’Affabulatore d’oro 2008 a Natuzza e Del Boca, su giornalisticalabria.it.
  4. ^ Campane a festa e non a lutto per la mistica Natuzza Evolo, Corriere della Sera. URL consultato il 1º novembre 2009.
  5. ^ La mistica Natuzza verso gli altari, su vaticaninsider.lastampa.it, 1º novembre 2014.
  6. ^ Giuseppe Gaetano, Natuzza Evolo, chi era la mistica calabrese che parlava con i morti, in Corriere della Sera, 13 novembre 2018. URL consultato il 22 febbraio 2019.
  7. ^ Natuzza Evolo: una vita per il Signore, su pontifex.roma.it.
  8. ^ Natuzza Evolo: un caso controverso di santità, foglimariani.it, 29 settembre 2009. URL consultato il 3 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 27 luglio 2014).
  9. ^ Stigmate, showgirls e mafia. L’Italia di Berlusconi in un villaggio del Sud, su temi.repubblica.it.
  10. ^ Armando De Vincentiis, Il caso di Natuzza Evolo, su cicap.org.
  11. ^ Armando De Vincentiis, Estasi, Roma, Ed. Avverbi, 1999.
  12. ^ Le scritte di Natuzza Evolo: una prova empirica, su queryonline.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marcello Stanzione, Natuzza Evolo e le Anime del Purgatorio, Feletto Umberto (UD), Edizioni Segno, 2010
  • Maricla Boggio, Luigi M. Lombardi Satriani, Natuzza Evolo di Paravati, RAI (documentario di 90'), 1985.
  • Ruggero Pegna, Miracolo d'amore, Rubettino Editore, 2006.
  • L. Businco, Collicelli A., Il "caso" Natuzza Evolo, in Notiziario di metapsichica, 1948. Roma.
  • Nicola Valente, Natuzza, la radio dell'altro mondo a Paravati, Roma, Fratelli Palombi, 1950.
  • Valerio Marinelli, Natuzza di Paravati: umile serva del Signore, Vibo Valentia, Edizioni Mapograf, 1985.
  • Incontrare Natuzza: una testimonianza divina di fede, carità, amore, Vibo Valentia, Edizioni Mapograf, 1992.
  • Francesco Mesiano, I fenomeni paranormali di Natuzza Evolo, Roma, Edizioni Mediterranee, 1974.
  • Valerio Marinelli, A study of bilocative phenomena of Natuzza Evolo : preceded by a brief description of her other paranormal phenomena, Bologna, Officine grafiche Pitagora-Tecnoprint, 1978?.
  • Anna Maria Turi, Natuzza Evolo: emografie, bilocazioni e guarigioni spirituali della mistica di Paravati, Roma, Edizioni Mediterranee, 1995, ISBN 978-88-272-1064-2.
  • François Brune, Les Miracles - Et Autres Prodiges, Parigi, Editions Du Félin, 2000, ISBN 978-2-86645-355-8.
  • Anna Maria Turi, Stigmate e stigmatizzati, Roma, Edizioni Mediterranee, 2001, ISBN 978-88-272-0950-9.
  • Maricla Boggio, Luigi M. Lombardi Satriani, Natuzza Evolo. Il dolore e la parola, Roma, Armando Editore, 2006, ISBN 978-88-8358-845-7.
  • Giuseppe Notaro, C'era una volta... Ed è proprio la fede in Dio che mi fece conoscere Natuzza Evolo..., Reggio Calabria, La Procellaria Editrice, 1998.

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