Mario Cubbino

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Mario Cubbino (Gorizia, 14 gennaio 1930Rimini, 2 maggio 2007) è stato un fumettista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Gorizia, trascorre la gioventù a Vicenza dove si diploma al liceo scientifico;[1] a vent'anni dopo la scomparsa del padre si trasferisce a Milano per lavorare.[2] Qui esordì coma autore di fumetti nel 1950 collaborando con Enzo Magni alla serie a fumetti Pantera Bionda pubblicata dalla casa editrice ARC.[2] Nel 1954 disegna parte della serie Nat del Santa Cruz, pubblicato da Tristano Torelli[2] per il quale realizza anche Roy Dallas sui dieci numeri del mensile Totem (1955).[3][4]

Entrò poi nello studio di Rinaldo Dami, per il quale disegnò storie sentimentali per l'inglese Amalgamated Press[4][5] e finendo per trasferirsi per qualche anno in Gran Bretagna fino a quando non rientra in Italia nel 1963 dove disegna la serie Pecos Bill per l'Edizione Angelo Fasani.[2][1] Per il mercato francese collabora con le Éditions Lug di Lione dell'editore Marcel Navarro[4] (Rick Ross, Baroud, Roxy, Tahy Tim, Rod Zey, The Sea King, Blek) e con Aventures & Voyages dell'editrice Bernardette Ratier (Shirley-Belinda-Pamela per il periodico Mon Journal).

Per l'editore Renzo Barbieri dalla fine degli anni sessanta realizza varie serie di genere erotico come Al Capone, Jungla, Wallenstein e Karzan.[2][4] Nel 1966, per Sergio Bonelli Editore, disegna il n. 17 di Zagor, scritto da Guido Nolitta.

Negli anni settanta inizia a collaborare con il Corriere dei ragazzi realizzando dal 1973 episodi delle serie[2][1] Fumetti della realtà su testi di Mino Milani, L'Ombra su testi di Alfredo Castelli[1] ed Edge su testi di Raffaele D'Argenzio.

Collabora dal 1976 anche con la Casa Editrice Universo per la quale realizza le copertine di Bliz[2] oltre a varie serie, come Doting Doug su testi di Claudio e Graziano Cicogna; contemporaneamente inizia a insegnare disegno alla Scuola del Castello di Milano.[2]

Collabora anche con l'Astorina per la quale nel 1976 disegna le matite del n. 15 (318) di Diabolik, intitolato Lo strangolatore (chine di Franco Paludetti); tornerà a disegnare la serie nel 1994 come inchiostratore (Realtà simulata, n. 1 del 1994, matite di Sergio Zaniboni) proseguendo fino al 1998, quando si ritira per problemi di vista e di salute[2]. Il suo ultimo episodio è Gli occhi di Sushima (n. 11, matite di Giancarlo Tenenti).

Muore a Rimini nel 2007 dopo dieci anni di malattia.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Guida Fumetto Italiano, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 5 giugno 2019.
  2. ^ a b c d e f g h i j FFF - Mario CUBBINO, su www.lfb.it. URL consultato il 5 giugno 2019.
  3. ^ Totem, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 5 giugno 2019.
  4. ^ a b c d (EN) Mario Cubbino, su lambiek.net. URL consultato il 5 giugno 2019.
  5. ^ gruppo creato da Alfred Harmsworth nel 1890, cambiato in Fleetway nel 1963, ceduto a Robert Maxwell nel 1987 che la vende a Egmont nel 1991 che ne sfrutta l'uso fino al 2002

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gianni Bono, Guida al fumetto italiano, Epierre, 2003.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN90378897 · ISNI (EN0000 0004 1971 7802 · SBN IT\ICCU\UBOV\035434