Luigi Rava

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Luigi Rava
Luigi Rava.JPG

Senatore del Regno d'Italia
Gruppo
parlamentare
Sinistra liberale
Sito istituzionale

Deputato del Regno d'Italia
Legislature XVII, XVIII, XIX, XXI, XXII, XXII e XXIV
Gruppo
parlamentare
Sinistra liberale
Circoscrizione Ravenna (XVII, XVIII e XIX) e Vergato (XXI, XXII, XXIII e XXIV)
Sito istituzionale

Sindaco di Roma
Durata mandato 25 novembre 1920 –
23 maggio 1921
Predecessore Adolfo Apolloni
Successore Giannetto Valli

Dati generali
Titolo di studio laurea in giurisprudenza
Professione docente universitario, magistrato

Luigi Rava (Ravenna, 29 novembre 1860Roma, 12 maggio 1938) è stato un giurista e politico italiano.

Fu sindaco di Roma e Senatore del Regno.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il padre, Giuseppe Rava, era stato collega di Alfredo Baccarini al Comune di Ravenna ed aveva conosciuto Domenico Farini e Gioacchino Rasponi.

Attività accademica[modifica | modifica wikitesto]

La carriera accademica di Luigi Rava fu precoce: a soli 23 anni ebbe accesso all'insegnamento universitario come libero docente[1]. Ottenne il primo incarico a Siena, poi insegnò a Bologna, quindi a Pavia. Le sue materie di insegnamento furono filosofia del diritto, scienza delle finanze e diritto amministrativo. Tornò a Bologna, dove fu chiamato a ricoprire la cattedra di Scienza dell'amministrazione presso l'università felsinea, carica che tenne ininterrottamente fino al 1915, quando fu nominato membro del Consiglio di Stato e quindi si trasferì a Roma.

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Rava iniziò molto presto anche la carriera politica: nel 1891, ad appena 31 anni, fu eletto deputato al Parlamento nel collegio della città natale per la Sinistra liberale. Nel 1892 fu riconfermato. L'anno seguente entrò al governo come sottosegretario. Dalle elezioni del 1900 fu candidato al collegio di Vergato, paese dell'Appennino bolognese, dove fu eletto per quattro legislature[2]. Il 3 ottobre 1920 fu nominato Senatore[2].

Luigi Rava, che fu un grande ammiratore del naturalista forlivese Cesare Majoli (1746 – 1823), è stato padre delle prime leggi di tutela dell'ambiente e dei beni culturali emanate in Italia. La legge 411 del 1905 "per la conservazione della Pineta di Ravenna", fu la prima legge paesaggistica d'Italia[3]. La legge 20 giugno 1909, n° 364, pose per la prima volta sotto protezione le antichità nazionali. Rava scrisse il testo in collaborazione con l'archeologo Corrado Ricci, anche lui ravennate. Rava favorì l'istituzione della «Speciale soprintendenza ai Monumenti di Ravenna», la prima soprintendenza per i beni culturali istituita in Italia.

Massone, non si sa dove e quando fu iniziato. È noto che l'8 ottobre 1906 fu regolarizzato Maestro massone nella Loggia Roma di Roma. Nella sua qualità di sindaco di questa città, al Campo Verano, tenne un discorso funebre per la tumulazione del già Gran maestro del Grande Oriente d'Italia Ernesto Nathan[4].

Incarichi ricoperti[modifica | modifica wikitesto]

Incarichi politici
  • Fu consigliere alla Provincia di Ravenna per 30 anni
  • Deputato eletto nel 1891 e poi confermato ininterrottamente per altre sei legislature fino al 1920, quando fu nominato senatore
  • Sottosegretario per le Poste e i Telegrafi (1893-96)
  • Sottosegretario all'Agricoltura (1900-01)
  • Ministro dell'Agricoltura, Industria e Commercio del Regno d'Italia nei Governi Giolitti II, Tittoni e Fortis I (1903-05)
  • Ministro dell'Istruzione Pubblica nel Governo Giolitti III (1906-09)
  • Ministro delle Finanze nel Governo Salandra I (1914)
  • Vicepresidente della Camera dei Deputati (1914-19)
  • Membro del Consiglio di Stato (1915-30)
  • Sindaco di Roma (25 novembre 1920-23 maggio 1921)
Incarichi accademici
Incarichi dirigenziali
  • Vicepresidente della Banca Popolare di Ravenna (dal 1896)
  • Vicepresidente della Cassa di Risparmio di Ravenna (dal 1892 al 1918; nel 1919 fu Presidente)
  • Presidente dell'Ente Nazionale Industrie Turistiche (ENIT)

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze italiane[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia
— 17 marzo 1889
Grand'ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Grand'ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia
— 29 dicembre 1910
Gran cordone dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Gran cordone dell'Ordine della Corona d'Italia
— 10 gennaio 1907
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 15 gennaio 1899
Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 24 gennaio 1901
Grande ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 8 dicembre 1904
Gran cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Gran cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 7 gennaio 1909

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila bianca (Impero russo) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila bianca (Impero russo)
Cavaliere di gran croce dell'Ordine imperiale di Leopoldo (Impero austro-ungarico) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine imperiale di Leopoldo (Impero austro-ungarico)
Cavaliere di gran croce dell'Ordine della Corona di Prussia (Impero tedesco) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine della Corona di Prussia (Impero tedesco)
Cavaliere di gran croce dell'Ordine equestre per il merito civile e militare (Repubblica di San Marino) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine equestre per il merito civile e militare (Repubblica di San Marino)
Grand'ufficiale dell'Ordine della Legion d'onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Grand'ufficiale dell'Ordine della Legion d'onore (Francia)

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • La pineta di Ravenna. Roma, Forzani e C. tipografi del Senato, 1897
  • La restaurazione pontificia in Romagna: 1814-1831. Roma, Forzani e C. tipografi del Senato, 1898
  • L'Emilia e la Romagna nel Risorgimento italiano. Roma, tipografia della Tribuna, 1899
  • Angelo Frignani. Un episodio della restaurazione pontificia in Romagna. Bologna, Zanichelli, 1899
  • Adeodato Ressi, economista e martire dell'indipendenza (1768-1822). Bologna, Stabilimenti poligrafici riuniti, 1923
  • La pineta di Ravenna. Piccola storia di una grande bonifica. Roma, Ente Nazionale Industrie Turistiche, 1926
  • Lord Byron e P. B. Shelley a Ravenna e Teresa Guiccioli Gamba: note. Roma, Società nazionale Dante Alighieri, 1929
  • La Romagna nel 1798. Diario del cittadino Diego Guicciardi, commissario della Repubblica Cisalpina (a cura di). Modena, Societa tipografica modenese, 1933
Predecessore Sindaco di Roma Successore Roma-Stemma.png
Adolfo Apolloni 25 novembre 1920 - 23 maggio 1921 Giannetto Valli
Predecessore Ministro delle Finanze del Regno d'Italia Successore Flag of Italy (1861-1946).svg
Luigi Facta 21 marzo 1914 - 31 ottobre 1914 Edoardo Daneo
Predecessore Ministro dell'Agricoltura, Industria e Commercio del Regno d'Italia Successore Flag of Italy (1861-1946).svg
Carlo Antonio Gorio 3 settembre 1903 - 24 dicembre 1905 Alessandro Fortis
Predecessore Ministro della Pubblica Istruzione del Regno d'Italia Successore Flag of Italy (1861-1946).svg
Guido Fusinato 2 agosto 1906 - 10 dicembre 1909 Eduardo Daneo

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Speciale centenario della Legge Rava e Beni ambientali, su dev.racine.ra.it. URL consultato il 20 novembre 2015.
  2. ^ a b Scheda senatore RAVA Luigi, Senato della Repubblica. URL consultato il 24 marzo 2013.
  3. ^ Tutela del paesaggio, su instoria.it. URL consultato il 20 novembre 2015.
  4. ^ Vittorio Gnocchini, L'Italia dei Liberi Muratori, Erasmo ed., Roma, 2005, p. 232.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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