Lucio Andrich

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Lucio Andrich (Agordo, 16 agosto 1927La Valle Agordina, 14 gennaio 2003) è stato un pittore, incisore, scultore e mosaicista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Si dedica molto presto all'attività artistica partecipando alle mostre provinciali e si diploma al corso di pittura all'Accademia di belle arti di Venezia.

L'8 settembre 1947, a 20 anni, riceve la medaglia Garibaldina per aver partecipato alla guerra di Liberazione nelle brigate d'assalto Garibaldi. Alla fine degli anni '50 si trasferisce a Venezia per insegnare Mosaico all'Accademia di belle arti di Venezia e poi Figura al liceo artistico.

Dagli anni '50 collabora con Clementina De Luca, storica dell'arte, che diventerà sua moglie e musa ispiratrice. Fino al 1982, data della morte, Clementina realizzerà diversi suoi progetti grafici producendo degli arazzi Gobelin e composizioni con le sete.

Nel frattempo si stabilisce da Palazzo Carminati a Venezia all'isola di Torcello, nella sagrestia della Chiesa di San Tommaso dei Borgognoni prima e poi nel Forte di Vignagranda, casa di pescatori, sulla Palude della Rosa.

Viene proposto per una cattedra all'Accademia di belle arti di Brera, ma rifiuta il trasferimento per problemi di salute preferendo, fino alla fine dei suoi giorni, la tranquillità di Torcello.

È stato l'ultimo docente di Mosaico all'Accademia di belle arti di Venezia[1].

Esposizioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1961 espone a Copenaghen, Göteborg e a Oslo con la Biennale di Venezia, nella mostra "Cultura italiana d'oggi", assieme a Roberto Crippa, Enrico Paulucci, Bruno Cassinari, Alberto Burri, Mario Negri, Emilio Greco, Carmelo Cappello, Marcello Mascherini, Quinto Ghermandi, Giò Pomodoro, Mario Calindri e Cesco Magnolato. Tra le vari esposizioni nel 1961 partecipa anche alla Biennale d'arte triveneta di Padova, nel 1962 alla Biennale d'arte di Venezia e nel 1963 alla Biennale dell'incisione italiana di Venezia. Nel 1963 partecipa al VI Premio di Pittura Mestre vincendo il 2º premio ex aequo con Carmelo Zotti per l'opera L'Invernada del Carrador. Nel 1965 - 1966 è alla IX Quadriennale nazionale d'arte di Roma[2] e alla IV Biennale dell'incisione. Nel 1969 è presente alla Biennale Internazionale d’Arte, Premio del Fiorino di Firenze. Nello stesso anno gli viene assegnata l'illustrazione di undici acquetinte per l'opera "La principessa Brambilla" di E.T.A. Hoffmann a cura di Claudio Magris[3] Nel 1970 partecipa alla collettiva Intergrafika70 all'Altes Museum in Marx-Engels-Platz a Berlino.

Diverse sono le mostre a cui partecipa organizzate all'estero dalla Istituto nazionale per la grafica e dall'Associazione Incisori Veneti.

Esposizioni personali sono fatte a Venezia alla Fondazione Bevilacqua La Masa e la Galleria del Cavallino di Carlo Cardazzo; a Milano alla Galleria Spotorno, a Torino alla Galleria Dantesca (1968 e 1970)[4]; a Lisbona alla Galleria Epoca (febbraio 1964).

Una mostra postuma intitolata "Seta, Terra, Acqua. Lucio Andrich e la laguna di Venezia"[5], gli è stata dedicata nel 2005 con l'inaugurazione del restauro della Torre Massimiliana nell'isola di Sant'Erasmo a Venezia.

Le sue opere figurano in varie Gallerie italiane e straniere:

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Acquetinte puntesecche di Lucio Andrich, Mario Guadagnino, Carla Zillio, Opera Bevilacqua La Masa, Comune di Venezia, Stamperia di Venezia, 1958
  • IV biennale dell'incisione italiana contemporanea, a cura di Giorgio Trentin, Opera Bevilacqua La Masa, Comune di Venezia, Stamperia di Venezia, 1961
  • Il Monte e la Città di San Marino in 27 rappresentazioni antiche e moderne, di Giuseppe Rossi, a cura dell'Ente Governativo per il Turismo, Gruppo Poligrafico Editoriale, San Marino, 1964
  • Seta, terra e acqua. Lucio Andrich e la Laguna di Venezia, di AA.VV., Arcari, Mogliano Veneto, 2005

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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