Carmelo Cappello

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Carmelo Cappello (Ragusa, 21 maggio 1912Milano, 21 dicembre 1996) è stato uno scultore italiano.

Carmelo Cappello, Involuzione del Cerchio

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Carmelo Cappello è nato a Ragusa nel 1912. Dopo i primi studi all'Istituto d'Arte di Comiso, si trasferisce nel 1929 a Roma dove vive per un anno lavorando nello studio di Ettore Colla.

Nel 1930 si trasferisce a Milano dove frequenta i corsi serali alla Scuola superiore d'Arte applicata all'Industria del Castello Sforzesco. Grazie a una borsa di studio può seguire i corsi di Marino Marini all'ISIA di Monza.

Nel 1937 debutta come scultore e l'anno successivo tiene la sua prima personale alla Galleria Bragaglia di Roma dove espone "Il Freddoloso" opera che sarà presente anche nella sua prima personale milanese alla Galleria Gianferrari nel 1939. In entrambe le personali il testo critico è di Raffaello Giolli, a cura del quale nel 1944 esce, per le Edizioni Domus, la sua prima monografia. Sempre nel 1939 viene invitato alla III Quadriennale di Roma.

Nel 1940 una sua scultura è accettata alla XXII Biennale di Venezia.

Nel 1941 consolida l'amicizia con Giò Ponti, con cui manterrà una lunga collaborazione.

Nel 1942 mostra personale alla Galleria di Milano presentata da Giò Ponti.

Nel 1943 partecipa alla IV Quadriennale di Roma.

Nel 1944 mostra personale a Milano nella Galleria Annunciata presentata dal poeta Alfonso Gatto.

Nel 1946 è invitato all'Esposizione d'Arte Contemporanea Italiana nei Musei d'Arte Moderna di San Paolo e Rio De Janeiro in Brasile. Nel 1947 mostra personale alla Galleria Bussola di Torino, è premiato a Milano al Premio Matteotti e partecipa alla V Quadriennale di Roma.

Nel 1948 è invitato alla XXIV Biennale di Venezia.

Nel 1950 partecipa a "Italienische Kunst der Gegenwart" mostra itinerante nei Musei di Monaco-Berlino-Brema-Amburgo in Germania, mostra personale alla galleria Il Cavallino di Venezia presentata da Beniamino Joppolo; partecipa alla XXV Biennale di Venezia.

Prende parte a varie edizioni della Biennale di Venezia (anni 1940, 1948, 1950, 1952, 1954, 1958), della Quadriennale di Roma (anni 1939, 1943, 1947, 1955, 1965, 1973, 1986) e della Triennale di Milano (anni 1951, 1954, 1957).

Nel 1958 è invitato alla Biennale di Venezia con una sala personale, nello stesso anno partecipa alla mostra internazionale di scultura all'aperto nel Sonsbeeck Park di Arnheim.

Nel 1959 è invitato a Documenta 2 di Kassel e alla V Biennale di scultura all'aperto nel parco di Middleheim (Anversa). Prima personale alla Galleria Blu di Milano.

Nel 1960 personale all'Ateneo di Madrid. Realizza per il Museo dell'Automobile di Torino una grande scultura in bronzo per la parete d'ingresso.

Nel 1961 inizia la collaborazione con la Galerie Gunther Franke di Monaco di Baviera, che curerà la diffusione del suo lavoro in Germania. E'invitato alla VI Biennale di scultura all'aperto nel parco di Middelheim (Anversa).

Il 1961 segna l'inizio di un periodo caratterizzato dall'uso di un nuovo materiale, l'acciaio, con cui realizza, tra le altre la scultura "involuzione del cerchio" in movimento elettromeccanico che esporrà nel 1962 alla Galleria Schneider di Roma e nel 1963 nelle personali allestite alla Galleria Blu di Milano ed alla Galleria Lorenzelli di Bergamo.

Nel 1964 è invitato alla Mostra Internazionale di sculture in metallo alla Galleria d'Arte Moderna di Torino. Personale a Stoccarda alla Galleria Senatore. Mostra Antologica organizzata dal comune di Ragusa. Giovanni Carandente presenta una sua mostra alla Galleria Cadario di Milano.

Nel 1965 viene nominato accademico di San Luca. È invitato con un gruppo di opere alla VII Biennale internazionale d'arte moderna di San Paolo del Brasile, alla Galleria d'Arte Moderna di Toronto in occasione della mostra Focus on Drawings e alla IX Quadriennale di Roma. Personale alla Galerie Falazik di Bochum.

Nel 1966 è invitato con un gruppo di opere al XXI Salon des Réalités Nouvelles a Parigi. Vince il primo premio al XVII Premio Avezzano.

Nel 1967 partecipa alla mostra Five from Milan a Philadelphia, curata da Umbro Apollonio; è invitato a Caracas per una mostra antologica alla Fondazione Mendoza, presentata da Franco Russoli. Nuova personale alla Galleria Günther Franke di Monaco con testo di René Massat.

Nel 1968 mostre personali a Londra alla Circle Gallery, nella nuova sede della Galleria Blu in Via Senato a Milano, a Torino alla Narciso. Partecipa alla mostra di scultori italiani itinerante nei musei d'arte moderna di Parigi, Madrid, Lisbona, Il Cairo, Budapest, Buenos Aires, Tokyo.

Nel 1969 Personale alla Nuova Loggia di Bologna presentata da Franco Passoni. Espone una selezione di opere degli ultimi dieci anni alla Galleria Farsetti di Prato presentata da Marco Valsecchi.

Nel 1970 Sala omaggio alla IV Rassegna d'arte di Arcireale.

Nel 1971 espone alla Galleria Peccolo di Livorno presentato da Luigi Lambertini; vince il secondo premio alla Biennale internazionale del bronzetto di Padova. È invitato per la seconda volta alla mostra internazionale di scultura al Musée Rodin a Parigi.

Nel 1972 al museo d'Arte Moderna di Madrid tiene una mostra curata da Gonzales Robles.

Nel 1973 il comune di Milano gli dedica una mostra antologica alla Rotonda di via Besana, curata da Lara Vinca Masini; successivamente la medesima mostra viene ospitata dal comune di Messina. È invitato con un gruppo di opere alla X Quadriennale di Roma.

Nel 1974 Mostra personale alla Loggia della Fonte Gaia a Siena. Franco Sossi presenta una sua mostra all'Italsider di Taranto. Una sua grande scultura-fontana in acciaio è collocata all'inizio dell'autostrada Messina-Palermo.

Nel 1975 personale alla Galleria Corsini di Intra presentata da Giuseppe Gatt. Espone quaranta sculture nel centro storico di Macerata e partecipa alla mostra Omaggio a Michelangelo al Gran Palais di Parigi. Vittorio Fagone lo invita alla mostra Artisti siciliani 1925-1975 a Capo d'Orlando.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Paesaggio, acquarello, Museo Fortunato Calleri di Catania

Percorso artistico[modifica | modifica wikitesto]

Progressione di spazi vuoti (1964)

Dopo una sua prima fase figurativa è attratto dalla scultura di Moore; passa dal Costruttivismo russo di Tatlin all'attenzione allo spazio suggerito da Brancusi, Pevsner e Gabo: da queste matrici culturali scaturisce il suo personale linguaggio rivolto alla declinazione di ritmi lineari e volumetrici.

Componenti costanti delle sue strutture sono la curva, legata nel cerchio oppure marcata nell'ellissi, in un rigoroso equilibrio dei rapporti bidimensionali.

A Ragusa, nel 1994, inaugura la Raccolta Cappello con le opere donate alla sua città natale.

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