Lo schiavo della violenza

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Lo schiavo della violenza
Titolo originale The Woman on Pier 13
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1949
Durata 73 min
Colore B/N
Audio Mono (RCA Sound System)
Rapporto 1.37 : 1
Genere noir, politico
Regia Robert Stevenson
Soggetto George W. George, George F. Slavin
Sceneggiatura Robert Hardy Andrews, Charles Grayson
Produttore Jack J. Gross
Produttore esecutivo Sid Rogell
Casa di produzione RKO Radio Pictures
Fotografia Nicholas Musuraca
Montaggio Roland Gross
Musiche Leigh Harline
C. Bakaleinikoff (direzione musicale)
Scenografia Albert S. D'Agostino, Walter E. Keller
James Altwies, Darrell Silvera (arredi)
Costumi Michael Woulfe
Joan Joseff (gioielli)
Trucco W.H. Phillips
Interpreti e personaggi

Lo schiavo della violenza (The Woman on Pier 13) è un film del 1949 diretto da Robert Stevenson.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Brad Collins, un valente dirigente nel settore dei trasporti marittimi nella baia di San Francisco, il cui vero nome è però Frank Johnson, conduce una vita tranquilla e agiata ed ha recentemente sposato Nan Lowry Collins, una giovane donna, dopo un breve corteggiamento.

L'uomo, vari anni addietro, mentre lavorava come scaricatore nel porto di New York durante la depressione, aveva commesso un omicidio, egli infatti era iscritto ad una cellula comunista segreta e da questa aveva ricevuto l'ordine di commettere quel crimine, ai danni di un personaggio scomodo che intendeva ostacolare e denunciare l'operato dell'associazione stessa. Nan era all'oscuro del suo passato.

Poco dopo il ritorno a casa dopo la loro luna di miele, la coppia incontra l'affascinante Christine Norman, una vecchia fiamma di Collins, che Nan prende subito in antipatia, per il suo modo ambiguo e misterioso. Christine, in effetti, oltre ad essere stata l'amante di Brad, apparteneva anch'ella alla cellula comunista, da cui l'uomo si era dissociato non trovandosi più in accordo con i comportamenti violenti e brutali di questa.

Collins, suo malgrado, viene riconvocato dal leader della cellula, Vanning, il quale gli ordina di riprendere la sua attività in seno all'associazione, pena l'invio all'F.B.I. di un dossier comprovante l'assassinio da lui commesso anni prima.

Vanning pretende che Brad debba sabotare il settore del trasporto marittimo nella baia di San Francisco, resistendo alle richieste sindacali che pretendono miglioramenti per i lavoratori (cosa per cui Brad si era lungamente impegnato) e prendere così il predominio su tutta l'attività del porto.

Brad è così costretto, all'insaputa della moglie che lo vede sempre più preoccupato e inquieto, ad eseguire gli ordini di Vanning, mentre Christine riceve l'incarico di avvicinare il giovane fratello di Nan, Don Lowry, anch'egli collega di Brad nell'organizzazione dei lavori portuali, e di "indottrinarlo" ai principi dell'ideologia comunista, per poterlo poi manovrare a proprio piacimento.

Un amico di Brad ed ex fidanzato di Nan, il leader sindacale Jim Travers, non riesce a capire il motivo per cui Brad sia diventato irragionevole e contrario ai suoi principi ed è preoccupato per la possibilità che il piccolo numero di comunisti nell'unione dei lavoratori portuali possa essere in grado di prendere il controllo delle attività, sospettando Brad di aver aderito alla causa comunista.

Nel frattempo accade che Christine, dopo aver circuito e sedotto Don Lowry, si sia innamorata del ragazzo, con energica disapprovazione di Vanning, che vede così compromettere i suoi piani.

La situazione precipita quando Christine, credendo di guadagnare la fiducia di Don Lowry, che le ha chiesto di sposarlo, gli confessa di essere una comunista e che il marito di sua sorella, Brad, fa anch'egli parte della cellula; a riprova di ciò la donna mostra al ragazzo incredulo delle foto compromettenti. Il giovane, sconvolto da quanto appreso, sicuro che Christine lo abbia ingannato e raggirato solo per i propri scopi e che non sia affatto innamorata di lui, corre via minacciando di andare a denunciare il fatto alla polizia. Christine telefona a Nan preoccupata per la sorte del suo innamorato, mettendola al corrente di tutta la storia.

Ma Vanning ha assistito di nascosto alla telefonata ed è furioso con Christine per aver infranto gli ordini. Ordina quindi al suo uomo di fiducia, Bailey, di uccidere Nan, prima che questo possa avvertire la sorella e andare alla polizia. Il giovane viene mortalmente investito proprio di fronte alla casa di Nan, mentre Christine muore per essere caduta sull'asfalto dalla finestra della sua abitazione.

Entrambi i fatti appaiono alla polizia come un incidente e un suicidio, e Nan ascolta incredula Brad che cerca anch'egli di giustificare e minimizzare l'accaduto. Sconvolta dagli eventi e dalla morte del fratello, la donna cerca di svolgere personalmente delle indagini per accertare chi sia l'assassino del fratello, ma, scoperta, viene rapita da Bailey e trascinata da questo nel suo magazzino segreto.

Brad comprende che la moglie è in grave pericolo e riesce ad introdursi nel magazzino di Bailey, dove si trovano anche Vanning ed un altro sicario. Ne segue una sparatoria in cui Brad uccide tutti e tre i sicari, ma viene anch'egli ferito a morte.

Nei suoi ultimi momenti di vita Brad chiede perdono a Nan, la quale gli che lo ama ancora.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Le riprese del film, prodotto dalla RKO con i titoli di lavorazione I Married a Communist e Beautiful But Dangerous, durarono dal 25 aprile a fine maggio 1949[1].

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il copyright del film, richiesto dalla RKO Radio Pictures, Inc., fu registrato il 28 settembre 1949 con il numero LP2633[1].

Recensioni e critica[modifica | modifica wikitesto]

Il critico cinematografico Dennis Schwartz ha recensito nel complesso positivamente il film, mettendo però in dubbio la veridicità della storia, definendo distorta l'influenza comunista nel paese con le grandi imprese e i sindacati. Si è tentato infatti di fare un film di propaganda che riafferma il modo americano di vita, l'amore per la famiglia e la minaccia del comunismo. Ciò viene riaffermato con la morte di Brad, che deve espiare e pentirsi della sua colpa passata difendendo la moglie[2] .

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b AFI
  2. ^ (EN) Schwartz, Dennis. Ozus' World Movie Reviews, film review, May 26, 2000. Accessed: July 17, 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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