Licurgo Sommariva

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Licurgo Sommariva

Licurgo Sommariva (Venezia, 6 febbraio 1900Milano, 19 gennaio 1984) è stato un pittore italiano, Inizialmente influenzato dal movimento Novecento, ha poi fondato una propria forma d'arte personale da lui denominata surrealismo figurativo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Venezia il 6 febbraio 1900. Due anni dopo la famiglia si trasferì ad Ancona, dove lui visse quasi tutta la sua adolescenza. Appassionato di pittura sin da piccolo, appena maggiorenne, abbandonò gli studi per coltivare il suo talento, trasferendosi presso l'Accademia di belle arti di Urbino. Nel 1921 tornò ad Ancona, dove ebbe modo di conoscere alcuni membri del giornale L'Ordine Nuovo che gli pubblicarono alcune vignette. Due anni dopo incominciò a frequentare i corsi di Urbano Polverini e dopo pochi anni su consiglio di un amico, si trasferì a Roma, per realizzare alcuni set cinematografici.

Soggiorno a Milano[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1926, si trasferì a Milano, ancora in precarie condizioni, e incominciò l'attività di paesaggista. I protagonisti delle sue opere furono per lo più le campagne del posto, che lui amava definire "paludi" e alcuni personaggi di Milano, che dipinse in forma futurista. L'anno successivo conobbe un mercante d'arte che gli fornì vitto e alloggio in cambio di alcuni dipinti su commissione. Durante il biennio 1928-1929, partecipò a svariate mostre, tra cui quella al Teatro degli Arcimboldi, insieme con artisti quali Aligi Sassu e Gian Emilio Malerba, di cui diventò grande amico. In questo periodo subì una forte influenza anche il suo modo di dipingere: sperimentò infatti il ritratto e la caricatura. Nel 1934 conobbe la pianista Army Gallieni, con cui incominciò un periodo di convivenza.

Le paludi di Sommariva
Le paludi (paesaggi lombardi).
Paesaggio.
Licurgo Sommariva, Maschere.jpg
Maschere.

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

La signora.

Allo scoppio della seconda guerra mondiale, realizzò una mostra a La Permanente di Milano e successivamente partì per Savona, dove espose una seconda volta. Nel 1940 morì la compagna ed egli venne licenziato dal servizio militare a causa di una frattura. L'anno successivo incominciò a lavorare per i conti Castelbarco Erba, che gli misero a disposizione l'ultimo piano del loro palazzo in via Solferino, con un bellissimo giardino d'inverno, adibito a studio pittorico. Nel 1943, in pieno conflitto, lo studio venne colpito dai bombardamenti. In questo anno sposò Vittoria Pezzoli dalla quale ebbe una figlia, Giuliana (1944), che seguirà le orme del padre come pittrice.

Dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1947 partecipò all'esposizione artistica annuale di Cernobbio. Nei due anni successivi, espose alla galleria Molteni e al Circolo Zenit. Il 1950 è l'anno della definitiva residenza a Milano, portandovi con sé anche la famiglia e, soprattutto, lo studio di una nuova forma d'arte. I primi anni cinquanta lo videro continuamente tormentato e depresso. Nel 1951, infatti, la moglie venne ricoverata in sanatorio poiché ammalata di tubercolosi. Nonostante il non felice periodo, riuscì comunque a svolgere altre mostre, implementando in esse quella che era la sua nuova tecnica pittorica. Essa consisteva nell'imprimere la carta o la tela con macchie di colore, ricavando da queste macchie i volti e le forme dei suoi soggetti. Questo suscitò molto interesse in molti giornali dell'epoca che ne diedero immediata notizia, dedicandogli intere testate, attraverso articoli e immagini. Nel 1955 guarita la moglie, ritornò ad Ancona, dove espose alla galleria Puccini e alla vetrina d'arte. Nel 1957 fu la volta di altre due mostre, a Seregno, presso Palazzo Mariani, e a Busto Arsizio.

Sguardi 1 di Sommariva
Sguardi.
Sguardi 4 di Sommariva
Sguardi sulla città.

Anni Sessanta e Settanta[modifica | modifica wikitesto]

Gli anni sessanta furono caratterizzati da altre mostre collettive e personali. Nel 1961 viene invitato al salone degli Indipendenti di Parigi dove inviò 2 opere surrealiste. Il critico d'arte parigino Armand Nacache gli dedicò alcuni scritti, lodandone la tecnica, lo stile innovativo e soprattutto la finezza cromatica e la spiritualità. Nel 1962 espose alla Galleria Mazzini di Verona con ottimo successo. Qui trascorse alcuni mesi ed ebbe modo di frequentare alcuni ambienti culturali della bella città e di realizzare nuove amicizie. Nel1966 realizzo una bella mostra all'Istituto Europeo di Storia dell'Arte di Milano, gestito da Gabriele Mandel, che ne curò personalmente la presentazione critica. Nel 1967 fu invitato a esporre alla Galleria Il Giorno di Milano (appartenente al giornale Il Giorno) con un buon successo di critica e di pubblico. Agli inizi degli anni settanta il Comune di Milano gli allestì una personale presso la Villa Reale di Monza, che gli garantì un enorme successo.

Malattia e morte[modifica | modifica wikitesto]

Affetto da anni di depressione, col passare degli anni incominciò a dipingere sempre di meno. Nel 1977 fece l'ultima mostra all'Arte Club di Piazza della Repubblica. Gli ultimi anni furono caratterizzati dal suo convinto rifiuto di cure. Si spense il 19 gennaio 1984 a Milano.

Mostre personali[modifica | modifica wikitesto]

  • 1940 a Savona
  • 1943 a Tremezzo, in provincia di Como.
  • 1944 a Villa Serbelloni a Bellagio.
  • 1944 alla Galleria d'Arte Carini, a Milano.
  • 1945 ancora alla Galleria d'Arte Carini, a Milano.
  • 1948 alla Bottega dell'Arte Molteni di Milano.
  • 1949 mostra di disegni e chiaroscuri al Circolo di Studi Sociali Zenit di Milano.
  • 1953 al Circolo Zenit.
  • 1955 alla Vetrina dell'Arte di Ancona.
  • 1957 galleria di Busto Arsizio.
  • 1959 galleria del Baguttino a Milano.
  • 1962 galleria Mazzini a Verona.
  • 1966 all'Istituto Europeo di Storia dell'arte di Milano.
  • 1967 alla Galleria Il Giorno di Milano.
  • 1971 alla Fondazione Europa di Milano.
  • 1972 a Villa Reale di Monza.
  • 1973 alla galleria La Tavolozza di Bergamo.
  • 1977 alla galleria Art Club a Milano.

Mostre collettive[modifica | modifica wikitesto]

Opere in musei[modifica | modifica wikitesto]

Un'opera di Sommariva è conservata presso la Pinacoteca Podesti di Ancona[1]. Un'opera appartenente al FAI è conservata a Villa Necchi Campiglio a Milano e un'altra a Villa Fogazzaro Roi (Oria Valsolda).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Composizione, su http://www.beniculturali.marche.it/. URL consultato il 18 luglio 2014.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Sito ufficiale, su licurgosommariva.it.
  • Sito su licurgosommariva.com
  • GIORNALI E RIVISTE
  • Genova - Il Secolo, 1944 La gazzetta dello sport, 1944 Italia del Popolo, 28 ottobre 1945, redazione Corriere Lombardo, 8 dicembre 1948,redazione L'Italia, 9 dicembre 1948, redazione La Voce Adriatica, !950-58-63-65 Roma- Il Messaggero, 26 marzo 1950,redazione Giornale dell'Emilia, 1950-53 L'Eco della Riviera, 1950-53 Il Tempo, 11 marzo 1953 -Giacomo Ferri Sondrio - La Cittadella, 1952 Il Tempo, 11 marzo 1953 - redazione L'Unità, 4 marzo 1953 -Mario Bonivento Messaggero delle Marche, 8 marzo 1953 Giornale dell'Emilia,8 marzo 1953 - Wilman Schiroli Messaggero d'Ancona-Macerata,10 marzo 1953 - Ciamb Città di Milano, 1956 Monza - Il Cittadino, 1956 L'opinione di Seregno,17 novembre 1956-G.Luigi Vismara Ancona - Voce Adriatica, 14 dicembre 1958 - redazione Monza, Il Cittadino, 17 novembre 1956 Rivista della Città di Milano, 3 marzo 1956 Milano - Grand Hotel, 1959 Scuola Veneta, 1962 Verona - Il Gardello, 1962 Verona - Rotosei, 9 luglio 1962 Verona - L'Arena, 1962 Napoli - Pensiero ed Arte, 1962 Ancona - Rotosei, 1962 Verona - Il Gazzettino di Verona, 1962 Verona - Il gardello, 2 luglio 1962 L'Italia, 1964 Cagliari - La Nuova Sardegna, 1965 Napoli - La Famiglia Italiana, 1965 Ancona - L'Alcione, aprile 1965, Armande Nakache Convivo Letterario, 1965 Milano - Il Giorno, 11 maggio 1967 - redazione L'Alcione, maggio 1971, Luigi Taroni Erre Emme Uno, 1971 Milano - Il Corriere della sera, 1969 Bergamo - L'Eco di Bergamo, 1973Milano -
  • LIBRI E PUBBLICAZIONI
  • Comanducci, 1945 e seguenti Mandel 1964 Milano - Il quadrato, 1968 e seguenti Milano - Comunicazione Emotiva, 1970 Torino - Bolaffi, 1972 Milano - Diorama e Documenti, 1972 Ancona - Linea figurativa, 1972-73 American Book of Italian Painting, 1972 San Francisco - Fin art in Italy, 1973 Cambridge - Dictionary of Internetional Biography, 1974 Guida all'arte Italiana, 1977