Lago di Carezza

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Lago di Carezza
Karersee
Lech de Ciareja
Lago di Carezza 2020.jpg
Vista del lago con il gruppo montuoso del Latemar sullo sfondo.
StatoItalia Italia
Regione  Trentino-Alto Adige
Provincia  Bolzano
ComuneNova Levante
Coordinate46°24′33.44″N 11°34′30.35″E / 46.409289°N 11.575098°E46.409289; 11.575098
Altitudine1.534 m s.l.m.
Dimensioni
Superficie0,035 km²
Lunghezza0,3 km
Larghezza0,14 km
Profondità massima17 m
Idrografia
Bacino idrografico5,81 km²
Immissari principaliNessuno
Isole
Mappa di localizzazione: Italia
Lago di Carezza Karersee Lech de Ciareja
Lago di Carezza
Karersee
Lech de Ciareja

Il lago di Carezza (Karersee in tedesco, Lech de Ciareja in ladino) è un piccolo lago alpino situato nell'alta Val d'Ega a 1534 m nel comune di Nova Levante, a circa 25 km da Bolzano in Alto Adige, incastonato tra fitti boschi di abeti, sotto le pendici del massiccio del Latemar, che si specchia nella sua acqua cristallina.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il lago con sullo sfondo il Latemar
Veduta del lago
I boschi attorno al lago dopo la liberazione degli schianti causati dalla Tempesta Vaia - ottobre 2020

Il lago è noto per i suoi colori e per questo nella lingua ladina viene chiamato anche "Lec de Ergobando" (o "arcoboàn"), cioè "lago dell'arcobaleno". Il nome del lago deriva, secondo la Guida del Touring Club Italiano, dalle "Caricaceae", famiglia di piante dalle foglie larghe lobate ("carezza" sarebbe l'adattamento italiano del termine dialettale locale che indica queste piante).

Il lago è privo di immissari visibili ed è alimentato da sorgenti sotterranee. La sua estensione e la sua profondità variano a seconda della stagione e delle condizioni meteorologiche: il livello più alto è raggiunto normalmente in tarda primavera con lo scioglimento delle nevi. In tale periodo raggiunge una lunghezza di 287 m e una larghezza di 137 m, mentre il punto più profondo corrisponde a circa 17 m. L'acqua di supero scorre nel ruscello che sgorga a ovest del lago. Nei mesi successivi, il livello dell'acqua cala, finché verso la fine di ottobre il lago raggiunge il livello dell'acqua più basso, con una profondità di soli 6 m. In inverno il lago di solito gela. La temperatura massima dell'acqua (13 °C) viene registrata nel mese di agosto. Nelle sue acque vive il salmerino alpino. Nei boschi attorno è molto comune il picea abies, abete rosso dalle qualità di abete di risonanza usato nella costruzione di casse armoniche.

Originariamente il Lago faceva parte di un trittico di laghi che in seguito ad una frana staccatasi dallo Schenon nel 1800 ha praticamente cancellato il "Lago di Sopra" (ne rimane una pozza stagionale all'ingresso est del "Labirinto") e ridimensionato il "Lago di Mezzo" (ancora oggi visibile, seppure la sua estensione vari pesantemente a seconda della stagione data la sua poco profondità).

Il lago è una delle mete turistiche del Trentino-Alto Adige. È raggiungibile attraverso la strada statale 241 (strada statale della Val d'Ega). La strada attraversa il passo di Costalunga, situato nelle immediate vicinanze del lago, porta a Vigo di Fassa, dove si collega con la strada statale 48 delle Dolomiti.

Il 30 ottobre 2018, durante la tempesta Vaia, la zona è stata colpita da raffiche di vento a oltre 120 km/h, che hanno avuto come conseguenza l'abbattimento di vaste aree dei boschi circostanti, mutando significativamente il paesaggio. Si stima che per tornare alla situazione precedente si possano impiegare decenni.[1]

La leggenda della Ninfa Ondina[modifica | modifica wikitesto]

Veduta del lago dalla riva
Panoramica del lago

Il particolare aspetto del lago ha dato origine a leggende, in particolare una che narra della ninfa Ondina, che ne abitava le acque. Lo stregone del Latemar se ne era innamorato e tentò più volte di rapirla. Un giorno, consigliato dalla Strega del Masarè, fece apparire sopra il Lago di Carezza un bellissimo arcobaleno allo scopo di attrarre la ninfa. Quando quest'ultima uscì dalle acque vide lo stregone e fuggì spaventata. Allora il mago, preso da gran furore, prese l'arcobaleno e lo gettò in mille pezzi nel lago. Da quel giorno nelle acque del lago di Carezza si rispecchiano tutti i colori dell'iride.

Nel 2005 è stata posta in uno scoglio, una statua in bronzo raffigurante Ondina, opera dello scultore fassano Rinaldo “Reinhold” Cigolla.

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Lech dl ergobando è un brano del gruppo pop-folk badiotto GANES, distribuito con l'album An cunta che nel 2016, che parla della leggenda ladina del "lago dell'arcobaleno".[2][3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Migliaia di alberi abbattuti dal vento: le immagini della devastazione a Carezza, su Alto Adige Innovazione, 31 ottobre 2018. URL consultato il 16 gennaio 2019.
  2. ^ Lech dl ergobando. URL consultato il 14 settembre 2022.
  3. ^ (DE) Lyrics – ganes-music.com, su ganes-music.com. URL consultato il 14 settembre 2022.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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