La sposa promessa (film 2012)

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La sposa promessa
Fill the Void (2012) Rama Burshtein.png
Titolo originale Lemale et ha'halal
Lingua originale ebraico
Paese di produzione Israele
Anno 2012
Durata 90 minuti
Genere drammatico
Regia Rama Burshtein
Sceneggiatura Rama Burshtein, Yigal Bursztyn
Produttore Assaf Amir, Chayim Sharir
Casa di produzione Avi Chai fund, Israel Film Fund, Norma Productions, Sundance
Distribuzione (Italia) Lucky Red
Fotografia Asaf Sudri
Montaggio Sharon Elovic
Musiche Yitzhak Azulay
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La sposa promessa (Lemale et ha'halal) è un film del 2012 diretto da Rama Burshtein.

La regista, al suo esordio, è la prima ebrea ortodossa a dirigere un film con distribuzione internazionale.

Il film, che si svolge interamente all'interno di una comunità ultra-ortodossa ebrea nell'Israele odierno, è stato presentato alla 69ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, ed è stato distribuito nelle sale italiane il 15 novembre 2012.[1] La giovane protagonista, Hadas Yaron, ha vinto la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile.[2]

La sposa promessa è stato selezionato come candidato di Israele per l'Oscar al miglior film straniero.[3]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nella comunità ebraica charedì di Tel Aviv, la famiglia benestante del Rabbi Aharon, durante la festa del Purim, affronta la tragedia della morte della figlia Esther, al nono mese di gravidanza. Salvato il nascituro, il padre del bimbo Yochay resta dunque vedovo e con la necessità di trovare una nuova moglie.

La proposta concreta di una giovane vedova con due figli non è vista di buon grado dalla nonna materna, comportando il trasferimento del nipote in Belgio. Sorge così l'idea di far sposare Yochay con la figlia più giovane, Shira, di soli diciotto anni, da poco promessa ad un suo coetaneo, del quale è già infatuata, pur non avendolo conosciuto.

Yochay, inizialmente perplesso, si convince e così incontra la ragazza in privato. Superato l'iniziale imbarazzo, Yochay le fa una proposta alla quale la ragazza, per niente convinta, risponde che la sorella avrebbe voluto per lui l'amica Frieda, che da anni cerca marito invano. Yochay prende la cosa come un affronto e ripiega rapidamente sulla soluzione che lo porterà in Belgio.

Su pressione della famiglia, Shira torna prontamente sui suoi passi e accetta la proposta di Yochay. Il rabbino però capisce che la ragazza vuole solo accontentare la propria famiglia e così non si conclude nulla.

Col passare del tempo Shira, che intanto rimane un po' delusa dalla conoscenza del promesso sposo iniziale, riconsidera la proposta di Yochay che nonostante tutto non prova risentimento per lei. Dopo che anche Frieda ha finalmente trovato un marito, Shira fa chiarezza nei suoi sentimenti e con l'approvazione del rabbino e la gioia di tutta la sua famiglia, sposa il cognato. [4]

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato oggetto di una laboriosissima produzione se si pensa che è stato necessario un anno per il solo casting, mentre il montaggio è stato completato solo dopo quindici mesi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La sposa promessa sul sito Filmup
  2. ^ Official Awards of the 69th Venice Film Festival, in La Biennale. URL consultato il 9 settembre 2012 (archiviato dall'url originale il 12 settembre 2012).
  3. ^ ‘Fill the Void’ to become Israel’s Oscars entry, in The Times of Israel, 21 settembre 2012. URL consultato il 21 settembre 2012.
  4. ^ Fill the Void (Lemale et ha'chalal), in Variety. URL consultato il 12 settembre 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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