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Purim

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Purim
Nome originale פורים
Tipo di festa religiosa
Periodo 14-15 di Adar
Religione Ebraismo
Oggetto della celebrazione La festa delle sorti
Oggetti liturgici Rotolo di Ester

La festività ebraica di Purim (in ebraico פורים, Sorti) cade il giorno 14 del mese ebraico di Adar. Nelle città cinte di mura ai tempi di Yehoshua Bin Nun, la festa dura 2 giorni e si conclude al tramonto del 15 di Adar.

Il digiuno del giorno precedente ricorda quello analogo fatto da Ester e Mardocheo quando il perfido Amàn, consigliere di Re Assuero, tramò per liberarsi degli ebrei, convincendo il Re ad ucciderli tutti. Il digiuno viene quindi chiamato Digiuno di Ester e dura dall'alba al tramonto.

Il significato[modifica | modifica wikitesto]

Storicamente, il popolo ebraico ha affrontato molte delle guerre o dei rischi di guerra con un digiuno. Lo scopo stesso del digiuno di Ester precedente alla ricorrenza è la purificazione dell'animo tramite la preghiera, per avere una maggior forza d'animo e poter affrontare una difficoltà come la guerra. In questo caso il pericolo di eliminazione da parte dell'esercito del Re, mal consigliato dal suo aiutante Amman.

Origine biblica[modifica | modifica wikitesto]

Durante la festività, il giorno dopo il digiuno, viene letto l'intero Libro di Ester (in ebraico in ebraico מגילת אסתר, meghillàt Estèr, letteralmente "rotolo di Ester"), uno dei libri storici che compongono i Ketuvim.

Secondo il racconto, Mardocheo salvò re Assuero da un complotto di corte. Il Re lo elevò al rango di funzionario, scatenando le invidie di Amàn, il potente consigliere del Re. Re Assuero diede una serie di banchetti in onore dei dignitari dei regni mediorientali e, di fronte al rifiuto della regina Vasti, sua moglie, di presentarsi nuda di fronte ai commensali di uno dei banchetti, la fece giustiziare e decise di prendere una nuova moglie a cui conferire il rango di Regina per non rimanere umiliato di fronte al mondo.

Mardocheo, allora, portò alla corte del Re anche sua cugina Ester, orfana, che incontrò le grazie del Re. Ester divenne la regina. Nuovamente, Mardocheo venne a conoscenza di un complotto contro il Re e lo fece avvertire da Ester, che si guadagnò il rispetto del re.

In quegli stessi giorni, Amàn venne elevato al massimo rango e da quel giorno tutti dovevano inginocchiarsi e prostrarsi in sua presenza. Unico a non prostrarsi rimase Mardocheo poiché, in quanto Ebreo, rispettava il precetto di non prostrarsi se non di fronte al proprio Dio. Amàn avvampò d'ira e, saputa l'origine di Mardocheo, piuttosto che rivalersi su di lui, decise di sterminare l'intero popolo ebraico.

Amàn così parlò al Re:

« Vi è un popolo segregato e anche disseminato fra i popoli di tutte le province del tuo regno, le cui leggi sono diverse da quelle di ogni altro popolo e che non osserva le leggi del re; non conviene quindi che il re lo tolleri. Se così piace al re, si ordini che esso sia distrutto; io farò passare diecimila talenti d'argento in mano agli amministratori del re, perché siano versati nel tesoro reale. Allora il re si tolse l'anello di mano e lo diede ad Amàn, l'Agaghita, figlio di Hammedàta e nemico degli Ebrei. Il re disse ad Amàn: «Il denaro sia per te: al popolo fa' pure quello che ti sembra bene» »   (Ester 3,8-11)

L'editto del Re, secondo il consiglio di Amàn, venne diramato in tutto il regno, gettando nello sconforto e nella disperazione l'intero popolo ebraico. Mardocheo chiese alla cugina Ester di potersi recare dal Re a chiedere grazia per il suo popolo, ma lei gli rispose che nessuno, se non chiamato, poteva recarsi dal Re, pena la morte. Mardocheo fece dire ad Ester:

« Non pensare di salvare solo te stessa fra tutti gli ebrei, per il fatto che ti trovi nella reggia. Perché se tu in questo momento taci, aiuto e liberazione sorgeranno per gli ebrei da un altro luogo; ma tu perirai insieme con la casa di tuo padre. Chi sa che tu non sia stata elevata a regina proprio in previsione d'una circostanza come questa? »   (Ester 4,13-15)

Ester, convinta delle ragioni di suo cugino Mardocheo, gli mandò a dire:

« Va', raduna tutti gli ebrei che si trovano a Susa: digiunate per me, state senza mangiare e senza bere per tre giorni, notte e giorno; anch'io con le ancelle digiunerò nello stesso modo; dopo entrerò dal re, sebbene ciò sia contro la legge e, se dovrò perire, perirò! »   (Ester 4,17)

Per i tre giorni seguenti Ester, Mardocheo e tutto il popolo ebraico osservarono il digiuno ed implorarono la clemenza del Signore verso il proprio popolo. Ester si recò dal Re al termine del digiuno e lo pregò di offrire un banchetto e di invitare anche il perfido Amàn.

La notte il Re non riuscì a prendere sonno e chiese che gli venisse letto il libro delle cronache nel quale era registrato il servigio che Mardocheo aveva reso al Re. Subito dopo la lettura del passo relativo, Amàn si presentò al Re per chiedere che Mardocheo venisse impiccato. Ma il Re chiese ad Amàn cosa si dovesse fare per onorare un uomo. Amàn rispose pensando che il Re volesse onorare lui stesso. Al termine della risposta il Re ordinò ad Amàn di fare quanto appena detto in onore di Mardocheo.

Amàn, divenuto una furia, fece come comandato e tornò alla propria casa. Non appena arrivato, giunsero gli eunuchi del Re che lo accompagnarono al banchetto. Durante il bachetto, la Regina Ester chiese:

« Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, o re, e se così piace al re, la mia richiesta è che mi sia concessa la vita e il mio desiderio è che sia risparmiato il mio popolo. Perché io e il mio popolo siamo stati venduti per essere distrutti, uccisi, sterminati. Ora, se fossimo stati venduti per diventare schiavi e schiave, avrei taciuto; ma il nostro avversario non potrebbe riparare al danno fatto al re con la nostra morte »   (Ester 7,3-4)

Il Re di rimando le chiese:

« Chi è e dov'è colui che ha pensato di fare una cosa simile? »   (Ester 7,5)

Ed Ester:

« L'avversario, il nemico, è quel malvagio di Amàn »   (Ester 7,6)

Amàn venne impiccato a quello stesso palo che aveva fatto preparare per Mordechai e quest'ultimo ne prese il posto come consigliere del Re.

Usi odierni[modifica | modifica wikitesto]

Durante lo shabbat precedente Purim, si legge, oltre alla parasha della settimana, anche il brano del Deuteronomio (25;17-19) in cui si racconta dell'attacco subito dagli ebrei in fuga dall'Egitto da parte della tribù di Amalek, avo del perfido Amàn. Anche nella Haftarà, la lettura richiama Amàn. Narra, infatti, la lotta tra Re Saul e Agag, Re di Amalek.

Il 13 di Adar si digiuna, ma se questa data dovesse coincidere con lo shabbat, il digiuno viene anticipato al giovedì precedente (11 di Adar). Nel giorno del digiuno, la formula della Amidà riflette la festività e viene estratto un rotolo della Torah sia durante la funzione di Shachrit che di Minchà. La sera di Purim si usa fare Tzedaka ed il ricavato delle donazioni va ai poveri della comunità.

La meghillà di Ester deve essere letta sia la sera del 13 che la mattina del 14 di Adar ed è mitzvah sia per i bambini che per le donne. La meghillà deve essere letta dal rotolo in pergamena per adempiere alla mitzvah. Durante la lettura, è d'uso fare molto rumore ogni qualvolta viene pronunciato il nome di Amàn. È usanza travestirsi, anche durante la funzione al tempio.

Le Mitzvot[modifica | modifica wikitesto]

La festività di Purim si osserva con 4 mitzvot:

  • Lettura della Meghilla: pubblica e dal rotolo, sia la sera del 13 di Adar che la mattina del 14;
  • Dono di cibo Mishloach Manot: si usa donare a parenti ed amici dei piatti riempiti di cibi mangiabili subito, solitamente dolci e succhi, in modo che tutti possano essere felici e consumare un pasto;
  • Dono ai poveri: preferibilmente direttamente ai bisognosi, ma in tutte le sinagoghe si organizzano raccolte comunitarie che verranno usate per fini assistenziali;
  • Pasto festivo: è mitzvah fare un banchetto o comunque un pasto abbondante durante la giornata di Purim.

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