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King Fahd International Stadium

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King Fahd International Stadium
King Fahd International Stadium, Riyadh, Saudi Arabia, April 2014.jpg
Informazioni
StatoArabia Saudita Arabia Saudita
UbicazioneRiad
Inaugurazione1987
Area totale47.000 metri quadrati
Gestorenazionale di calcio dell'Arabia Saudita
Uso e beneficiari
CalcioArabia Saudita Arabia Saudita
Capienza
Posti a sedere67000
Mappa di localizzazione

Coordinate: 24°47′17.54″N 46°50′21.25″E / 24.788206°N 46.839236°E24.788206; 46.839236

Il King Fahd International Stadium (in arabo: ستاد الملك فهد الدولي‎, Istād al-malik Fahd al-duwalī) è uno stadio multi-uso situato a Riad, Arabia Saudita. Attualmente è utilizzato principalmente per le partite di calcio della Nazionale araba ma ha anche impianti di atletica leggera. Lo stadio è stato costruito nel 1987 e può contenere fino a 70.000 persone. È stato anche lo stadio della finale del Campionato mondiale di calcio Under-20 1989.

L'impianto è situato nel deserto saudita, in una zona arida e pianeggiante a nord-est della città di Riyadh ed è facilmente riconoscibile grazie alle grandi vele bianche sostenute da pennoni che ne formano la tensostruttura coprente. I lavori furono iniziati nel 1983 per volere del neo eletto re saudita Fahd II e seguendo il progetto dell'architetto francese Ian Fraser e dello studio John Roberts and Partners. Terminato nel 1987 lo stadio si presentava nel suo volto attuale. Un grande invaso di gradinate continue ed interrate, di forma ellittica e sezione parabolica, disposte attorno alla pista d'atletica. Gli spalti hanno un solo ordine di gradinata, fatta eccezione per la tribuna principale che ne ha due. All'interno di questa tribuna vi è anche il Royal Office, l'ufficio del Ministero del Benessere della Gioventù, un museo e vari ristoranti direttamente collegati ai cosiddetti "corpi celesti", i più lussuosi posti dello stadio. L'ingresso è garantito da otto rampe d'accesso disposte a raggiera che conducono dalle biglietterie esterne fino al grande basamento rialzato su cui poggiano le gradinate, e da qui direttamente all'interno del catino tramite delle scale. La copertura continua garantisce riparo del sole a tutti gli spettatori ed è sorretta da 24 colonne d'acciaio che fanno da montanti per la grande membrana di teflon articolata in vele che si alzano fino alla sommità delle colonne per poi ripiegarsi verso l'interno e unirsi tra loro, delimitando lo spazio ellittico.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Angelo Spampinato, "Gli stadi del Mondo - Sport e architettura" (Ed, Gribaudo, Cuneo, Italia, 2004).

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