Iris Apfel

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Iris Apfel

Iris Apfel nata Barrel (New York, 29 agosto 1921) è un'imprenditrice e interior designer statunitense riconosciuta dalle cronache specializzate come icona di stile.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È nata ad Astoria, quartiere di New York, dal padre Samuel Barrel e dalla madre russa Sadye, proprietaria di una boutique. Entrambi i genitori erano ebrei.[1][2]

Dopo aver studiato storia all'Università di New York, ha iniziato a lavorare collaborando con la rivista Women's Wear Daily, considerata "la Bibbia della moda",[3][4] lavorando anche come collaboratrice dell'illustratore Robert Goodman.[1]

Nel 1948 ha sposato Carl Apfel (1914-2015), con il quale ha avviato anche un sodalizio artistico e lavorativo avviando la loro industria tessile, la Old Wild Weavers, avviata nel 1950 e chiusa nel 1992, anno del loro ritiro dall'attività lavorativa. Nel frattempo ha lavorato anche come interior designer, progettando gli interni anche per la Casa Bianca, in particolar modo durante le presidenze di Truman, Eisenhower, Kennedy, Johnson, Nixon, Ford, Carter, Reagan e Clinton. È rimasta vedova il 1º agosto 2015 dopo 67 anni di matrimonio.[5]

Durante la sua carriera è stata considerata dalla stampa statunitense un'icona della moda; nel 2005, The Costume Institute ha organizzato una mostra dedicata ai suoi look intitolata Rara Avis: The Irriverent Iris Apfel, presentata al Metropolitan Museum of Art di New York e poi diventata itinerante e proposta anche al Norton Museum Art di West Palm Beach, al Nassau County Museum of Art sempre a New York e al Peaboy Essex Museum di Salem (Massachusetts).[6] Albert Maysles ha realizzato un documentario dedicato alla sua vita dal titolo Iris, presentato al New York Film Festival nel 2014 ma distribuito l'anno successivo dalla Magnolia Pictures.[7]

Ormai ultranovantenne, continua a frequentare gli eventi dedicati al mondo della moda e a far discutere per i suoi look e la sua forma fisica sorprendente in relazione alla sua età. Nel 2016 è divenuta nota al grande pubblico su scala internazionale per lo spot dell'automobile DS 3, che la vede protagonista.[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Heather Hodson, Anything Goes, in The Daily Telegraph, 3 marzo 2007. URL consultato il 23 maggio 2016.
  2. ^ (EN) Benjamin Irvy, Iris Apfel: a Jewish Collector of Great Style, in The Jewish Daily, 20 novembre 2009. URL consultato il 23 maggio 2016.
  3. ^ (EN) Lia Miller, Women's Wear Daily Setting Its Sights on the Luxury Market, in The New York Times, 14 marzo 2005. URL consultato il 23 maggio 2016.
  4. ^ (EN) Cathy Horyn, Breaking Fashion News with a Provocative Edge, in The New York Times, 20 agosto 1999. URL consultato il 23 maggio 2016.
  5. ^ (EN) Stephanie Chan, Carl Apfel, Husband to Style Icon Iris Apfel Dies at 100, in Hollywood Reporter, 26 agosto 2015. URL consultato il 23 maggio 2016.
  6. ^ (EN) Rare Bird of fashion: The Irriverent Iris Apfel, in PEM, 7 febbraio 2010. URL consultato il 23 maggio 2016 (archiviato dall'url originale il 16 ottobre 2009).
  7. ^ (EN) Michele Debczak, Magnolia Pictures Acquires "Iris", Albert Maysles' NYFF Documentary, in indiewire.com, 24 ottobre 2014. URL consultato il 23 maggio 2016.
  8. ^ (EN) Mihnea Radu, Iris Apfel Does a Cool Car Commercial for the DS3 Facelift, in autoevolution.com, 9 marzo 2016. URL consultato il 23 maggio 2016.

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Controllo di autoritàVIAF (EN114594431 · ISNI (EN0000 0001 1006 4188 · LCCN (ENn92093738 · BNF (FRcb159977137 (data)