Il clan dei siciliani

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Il clan dei siciliani
Il clan dеi siciliani.png
Roger Sartet (Alain Delon) in una scena del film
Titolo originale Le Clan des Siciliens
Lingua originale Francese
Paese di produzione Francia, Italia
Anno 1969
Durata 117 min.
Colore colore
Audio sonoro
Genere noir
Regia Henri Verneuil
Soggetto Auguste Le Breton (romanzo)
Sceneggiatura Henri Verneuil, Jose Giovanni, Pierre Pelegri
Produttore Jacques E. Strauss
Casa di produzione Les Films Du Siecle
Distribuzione (Italia) Fox Europa
Fotografia Henri Decae
Montaggio Pierre Gilette
Musiche Ennio Morricone
Scenografia Jacques Saulnier
Costumi Hélène Nourry
Trucco Michel Dernelle
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il clan dei siciliani (Le Clan des Siciliens) è un film del 1969, diretto da Henri Verneuil, tratto dall'omonimo romanzo di Auguste Le Breton. La colonna sonora è stata composta da Ennio Morricone.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Un clan siciliano guidato da Vittorio Malanese e stabilito a Parigi, fa evadere il gangster Roger Sartet sottraendolo alla ghigliottina dietro consegna da parte dell'evaso del bottino di un precedente colpo. Il clan è composto anche dai suoi due figli Sergio e Aldo e il suo genero Luigi. In carcere Sartet conosce un ingegnere elettronico che ha progettato il sistema di sicurezza di una mostra di gioielli a Roma. Esso gli fornisce i progetti e dopo che è tornato in libertà, propone alla banda di fare una rapina a una mostra itinerante di gioielli.

Vittorio si ricongiunge con Tony Nicosia dopo quasi quarant'anni e insieme a lui testa la sicurezza attraverso un orologio d'oro, nel frattempo il commissario Le Goff è sulle tracce di Sartet. Jeanne, moglie di Vittorio e con un figlio chiamato Roberto, si innamora di Roger. In una villa vicino il confine italiano, Jeanne e Roger si baciano in spiaggia ma vengono sorpresi dal figlio di Vittorio, che gli promette di non dire a nessuno quello che ha visto. La rapina riesce e i gioielli vengono trasferiti in un aereo a New York, che però viene dirottato e portato in un'autostrada in costruzione situata dopo l'aeroporto della città. Si dividono i diamanti e tutti i componenti della banda si separano.

Nel pomeriggio il clan si rilassa guardando un film in TV e mentre una coppia in spiaggia si bacia, Roberto dice che somigliano a Sartet e Jaunne. Si scatena così la furia dei Malanese, che vogliono che Sartet torni a Parigi in modo da poterlo uccidere. Jeanne così chiama la sorella di Sartet, Monique, per porterlo avvertire, ma essa riaggancia poiché il telefono è sorvegliato. Monique si dirige nell'aeroporto e viene circondata dai figli di Vittorio, ma la polizia li arresta grazie all'intercettazione del telefono. Roger era arrivato prima e contatta Vittorio per avere la sua parte. Si incontrano in posto fuori città dove Vittorio uccide Roger e Jeanne. Quando torna nella sua attività, viene sorpreso dal commissario che lo arresta. Il nipote assiste alla scena impietrito.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Alcune scene sono state girate a Parigi (città e aeroporto) e Roma, tra cui alcune all'interno e all'esterno della Galleria Borghese.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

« [...] Rapido e teso, ma non privo di scandaglio psicologico, il film rientra perfettamente nell'idea d'un cinema di fatti, è insomma un ottimo giallo commerciale, forte nel telaio e più ancora nelle ruote, che rispondono ai nomi di Jean Gabin (la ruota maestra, di quel solenne implacabile capofamiglia ) [...] »
(Leo Pestelli su La Stampa del 6 febbraio 1970[1])

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Delinquenti, ma onorati

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN292915241 · GND: (DE7595047-9 · BNF: (FRcb166466259 (data)
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