Il Muro del Canto

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Il Muro del Canto
Paese d'origineItalia Italia
GenereFolk rock[1]
Periodo di attività musicale2010 – in attività
EtichettaGoodfellas
Album pubblicati4
Studio4
Sito ufficiale

Il Muro del Canto è un gruppo musicale italiano fondato a Roma nel 2010.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Hanno esordito nel 2010 con il singolo Luce mia a cui è seguito l'EP eponimo. Nel 2011 hanno vinto il Premio Stefano Rosso come migliore arrangiamento del brano E intanto il Sole si nasconde.[2] Nel 2012 pubblicano il loro primo album L'ammazzasette (Goodfellas), che ha ottenuto ottime recensioni sia dalla stampa specializzata[3] che dalla stampa nazionale.[4] Hanno poi partecipato assieme ad artisti come Ardecore e BandaJorona la compilation della nuova musica romana Mamma Roma.

Nell'ottobre 2013 il gruppo pubblica il secondo album Ancora ridi, mixato da Tommaso Colliva dei Calibro 35.[2] Nel 2014 il gruppo ha pubblicato un 7 pollici prodotto da Hellnation: Lato A Vivere alla grande inedito recitato, Lato B Le mantellate, cover della canzone di Giorgio Strehler. Nel 2014 per i 25 anni della trasmissione Blob su Rai3 viene trasmesso in anteprima il video Il lago che combatte frutto della collaborazione con gli Assalti Frontali. La canzone racconta la storia del lago dell'ex Snia di Roma salvato dalla speculazione edilizia.

Nel 2017 il brano 7 vizi capitale di Piotta e Il Muro del Canto diventa la sigla di coda della serie televisiva di Netflix Suburra. Nel 2017 partecipano alla colonna sonora del documentario Piccolo Mondo Cane di Claudio Casale e Matteo Bennati.[5] Nel 2018 partecipano alla colonna sonora del film horror Go Home - A casa loro, diretto da Luna Gualano, con il brano Luce mia. Nell'Ottobre 2018 il Muro del Canto pubblica L'amore mio non more per Goodfellas. Il video del primo singolo La vita è una vede la partecipazione dell'attore Marco Giallini e il secondo Reggime er gioco quella di Vinicio Marchioni.

Progetti paralleli[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2014 Daniele Coccia Paifelman, Eric Caldironi e Alessandro Marinelli del Muro del Canto registrano a nome Montelupo il Canzoniere Anarchico 17 brani della tradizione anarchica Italiana prodotto da Goodfellas, con introduzione di Alessio Lega.

I monologhi recitati della band sono stati raccolti nel libro 500 e altre storie scritto da Alessandro Pieravanti. Nel 2017 Pieravanti pubblica il suo secondo libro Mestieri con illustrazioni di Domenico Migliaccio.

Giancarlo Barbati, con lo pseudonimo Giancane, ha pubblicato due album solisti: Una vita al top (Goodfellas 2015) e Ansia e disagio (Woodworm 2017)[6].

Daniele Coccia Paifelman nel 2017 registra per la Grande Onda il suo primo disco solista Il cielo di sotto.

Stile[modifica | modifica wikitesto]

Nello stile musicale de Il Muro del Canto confluiscono da un lato le tradizioni popolari e dall'altro contaminazioni rock e dark e nei testi tematiche incentrate sull'amore, sulla morte e sull'anticlericalismo, interpretati dalla voce di Daniele Coccia Paifelman, secondo il giudizio di Federico Guglielmi[7], e dalla voce narrante di Alessandro Pieravanti.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Attuale[modifica | modifica wikitesto]

Ex componenti[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

EP[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Il Muro del Canto, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 19 giugno 2019. Modifica su Wikidata
  2. ^ a b Il Muro Del Canto, ascolta l'album "Ancora ridi", su XL Repubblica.
  3. ^ Federico Guglielmi, Il Muro del Canto, in Il Mucchio Selvaggio, n. 693, L'ultima Thule, WordPress, aprile 2012.
  4. ^ Luca Valtorta, Il Venerdì di Repubblica, 3 febbraio 2012.
  5. ^ Chiara Allevato, Di cosa avete paura, su Venti Blog, 19 luglio 2017. URL consultato il 23 gennaio 2019.
  6. ^ Giulia Zanichelli, Giancane: l'evoluzione musicale di un ipocondriaco, su La Repubblica, 6 dicembre 2017. URL consultato il 25 marzo 2018.
  7. ^ Federico Guglielmi, Core de Roma, in Blow Up, n. 186, Tuttle Edizioni, 2010, p. 22.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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