I guastafeste

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
I guastafeste
Screenshot I Guastafeste Canale 5 '96.png
Paese Italia
Anno 1996
Genere varietà, commedia
Edizioni 1
Durata 110 min
Lingua originale italiana
Crediti
Conduttore
Ideatore Fatma Ruffini
Regia Egidio Romio
Autori Grazia Giardiello, Roberto Jannone, Marcello Lopez, Massimo Pasquali e Dario Viola
Musiche Fabio Frizzi
Scenografia Licheri & Cappellini
Costumi Silvia Bisconti
Fotografia Aldo Solbiati
Coreografie Brian & Garrison
Produttore Livio Elli
Produttore esecutivo Danila Battaglini
Casa di produzione RTI
Rete televisiva Canale 5

I guastafeste è stato un varietà televisivo, trasmesso su Canale 5 dal 19 ottobre del 1996 in prima serata il sabato sera, e condotto da Massimo Lopez e Luca Barbareschi.[1] Ad affiancarli, Laura Freddi e Cristina Quaranta,[2] protagoniste di esilaranti microburle e di intermezzi musicali. Il programma era ideato da Fatma Ruffini.

La trasmissione[modifica | modifica wikitesto]

Durante il programma, a metà fra Scherzi a parte e una candid camera, i conduttori si prendevano gioco della gente comune e intervenivano prendendo in giro personaggi del pubblico. I due, insieme a Laura Freddi e Cristina Quaranta, che si esibiva in coreografie di Brian Bullard e Garrison Rochelle, conducevano il programma da uno studio che invocava atmosfere anni quaranta. Il principale mattatore della trasmissione era Barbareschi, che si presentava in studio truccato da personaggi fittizi. Tuttavia, Barbareschi dopo la quarta puntata non condusse più il programma; dopo una battuta sull'Eurotassa, infatti, argomento caldo sotto il governo di Romano Prodi nel 1996, in cui il conduttore spronava gli italiani a non pagarla, fu estromesso da Mediaset per alcuni anni.[3] Le candid camera erano a cura di Teo Mammucari.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Joseph Baroni. Dizionario della Televisione, pagg 211-212. Raffaello Cortina Editore. ISBN 88-7078-972-1.
Televisione Portale Televisione: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di televisione