Hypocolius ampelinus

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Ipocolio grigio
Hypocolius ampelinus 1868.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Superclasse Tetrapoda
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Superordine Neognathae
Ordine Passeriformes
Sottordine Oscines
Infraordine Passerida
Superfamiglia Bombycilloidea
Famiglia Hypocoliidae
Delacour & Amadon, 1949
Genere Hypocolius
Bonaparte, 1850
Specie H. ampelinus
Nomenclatura binomiale
Hypocolius ampelinus
Bonaparte, 1850

L'ipocolio grigio (Hypocolius ampelinus Bonaparte, 1850) è una specie di uccello passeriforme, unica ascritta al genere Hypocolius ed alla famiglia Hypocoliidae[2].

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Maschio in natura.
Femmina in natura.

Il nome scientifico del genere, Hypocolius, deriva dall'unione del prefisso greco ὑπο (hypo-hupo, "sotto") con Colius, ad indicarne una supposta affinità con gli uccelli topo: il nome della specie, ampelinus, significa "simile ad Ampelis", genere obsoleto di cotingidi al quale venivano ascritti i beccofrusoni.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Dimensioni[modifica | modifica wikitesto]

Misura 23 cm di lunghezza, per 48-57 g di peso[3].

Aspetto[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di uccelli dall'aspetto massiccio, muniti di grossa testa appiattita che sembra incassata direttamente nel tronco, becco corto e conico con base larga, ali larghe e lunga coda dall'estremità squadrata: nel complesso, questi uccelli ricordano i bulbul o delle strane averle.

Il piumaggio è dominato dai toni del grigio e presenta dimorfismo sessuale netto: nei maschi, infatti, fronte, vertice, nuca, dorso, ali, sottocoda e coda sono di colore grigio argenteo (con quest'ultima dalla punta di colore nero, mentre le remiganti sono più scure ma con piunta chiara), mentre gola, petto, ventre e fianchi sono di colore grigio-biancastro. Sulla fronte e sulla gola sono presenti decise sfumature di color ruggine, mentre ventralmente il piumaggio può assumere tonalità beige e dorsalmente color rosa-violaceo: dai lati del becco parte una banda nera che raggiunge l'occhio allargandosi e giungendo fin quasi alla nuca, a formare un'ampia maschera facciale.
Nella femmina la maschera facciale è assente e il piumaggio è dominato dalle tonalità del grigio-bruno sabbia, più chiaro ventralmente e più caldo dorsalmente.

In ambedue i sessi il becco è di color corno con punta nerastra, le zampe sono di colore grigio-nerastro e gli occhi sono di colore bruno scuro.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Maschio in natura.
Coppia in natura (maschio a sinistra).

L'ipocolio è un uccello dalle abitudini di vita diurne e piuttosto sociali, che soprattutto durante l'inverno si riunisce in stormi che condividono i siti di riposo notturno (alberi solitari) ed i cui membri rafforzano i legami fra loro tolettandosi a vicenda.
Questi uccelli sono molto timidi e sospettosi, e al minimo segnale di pericolo si nascondono silenziosamente fra la vegetazione, rimanendo immobili fino a quando la situazione non si è tranquillizzata.

Il richiamo di questi uccelli consiste in un verso a metà fra il fischiante ed il gracchiante, con due sillabe iniziali ascendenti e due finali discendenti.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

La dieta di questi uccelli è in larga parte frugivora, componendosi in massima parte dei frutti della salvadora persica[3] ma contando anche gelsi, fichi e datteri, nonché (sebbene sporadicamente) insetti ed altri piccoli invertebrati.

Il cibo viene cercato fra gli alberi e i cespugli, mentre è raro che questi uccelli scendano al suolo.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

La stagione riproduttiva va da maggio a luglio: si tratta di uccelli monogami, le cui coppie portano generalmente avanti due covate l'anno[3].

Il nido ha la forma di una coppa e viene costruito da ambedue i sessi fra le foglie di una palma da dattero a circa un metro e mezzo dal suolo, intrecciando fra loro fibre vegetali e foderando l'interno con lanugine ed altro materiale soffice. Non di rado più coppie (fino a 40) nidificano sullo stesso albero[3].
All'interno del nido vengono deposte 3-5 uova grigiastre con maculature scure, che vengono covate dalla sola femmina (imbeccata dal maschio) per circa due settimane: i nidiacei schiudono ciechi ed implumi, e vengono accuditi da ambedue i genitori. A circa tre settimane dalla schiusa i nidiacei sono in grado d'involarsi, pur allontanandosi dal nido in maniera definitiva non prima del mese e mezzo di vita.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Esemplari nel Kutch su salvadora persica.

Si tratta di uccelli migratori, che durante l'estate si riproducono in un'area che va dal Kuwait[4] all'Afghanistan sud-occidentale ed al sud del Turkmenistan, attraverso Iraq orientale e centro-settentrionale e fascia costiera meridionale dell'Iran, mentre per svernare essi si spostano a sud nella penisola araba centrale e meridionale fino agli Emirati Arabi Uniti e allo Yemen, e ad est dello stretto di Hormuz lungo la fascia costiera del Pakistan e del Gujarat nord-occidentale.
Occasionalmente, esemplari isolati in dispersione vengono segnalati in Turchia, Egitto, Israele, Oman e Sudan[1].

L'habitat dell'ipocolio è rappresentato dalle valli fluviali e dai bacini di drenaggio delle aree semidesertiche e desertiche, con presenza di aree alberate e cespugliose.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

La collocazione tassonomica di questa specie è sempre stata un enigma; inizialmente classificata come una sorta di anello mancante fra Cotingidae e Coliidae, in passato è stata proposta la sua attribuzione a diverse famiglie tra cui Campephagidae, Prionopidae, Sturnidae, Turdidae, Laniidae, Pycnonotidae o Bombycillidae[5][6]. Un recente studio basato sull'analisi molecolare del DNA ha definitivamente chiarito le affinità con i Bombycilloidea, all'interno dei quali l'ipocolio si colloca in una famiglia monotipica a sé stante, gli Hypocoliidae[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) BirdLife International 2012, Hypocolius ampelinus, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2017.3, IUCN, 2017.
  2. ^ (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Hypocoliidae, in IOC World Bird Names (ver 6.2), International Ornithologists’ Union, 2016. URL consultato il 7 maggio 2014.
  3. ^ a b c d (EN) Hypocolius (Hypocolius ampelinus), su Handbook of the Birds of the World. URL consultato il 28 gennaio 2018.
  4. ^ Al-Ghanem, K. & Al-Sirhan, A., Hypocolius Hypocolius ampelinus, first breeding in Kuwait and the Arabian peninsula, in Sandgrouse, vol. 37, nº 1, 2015, p. 13–15.
  5. ^ Lowe P.R., Note on the Systematic Position of Hypocolius, in Proceedings of the Zoological Society of London, vol. 117, nº 1, 1947, pp. 109–114, DOI:10.1111/j.1096-3642.1947.tb00501.x.
  6. ^ Meinertzhagen R., Birds of Arabia, Edinburgh, Oliver & Boyd, 1954.
  7. ^ Spellman G.A., Cibois A. Moyle R.G., Winker K., Barker F.K., Clarifying the systematics of an enigmatic avian lineage: What is a bombycillid?, in Molecular Phylogenetics and Evolution, vol. 49, nº 3, 2008, pp. 1036–1040.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Hypocolius ampelinus, in Avibase - il database degli uccelli nel mondo, Bird Studies Canada.
  • Hypocoliidae, in Bird Families of the World. URL consultato il 15 febbraio 2014.
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