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Hisham ibn Abd al-Rahman

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Hishām ibn ʿAbd al-Rahmān, detto al-Ridāʾ, "di cui si è soddisfatti" (Cordova, 1º marzo 75717 aprile 796), fu il secondo Emiro indipendente di al-Andalus dal 788 al 796.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Figlio dell'emiro indipendente di Cordova ʿAbd al-Rahmān I, della famiglia degli omayyadi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Succeduto al padre il suo regno fu assai meno agitato di quello del padre, continuamente assorbito dalle preoccupazioni e dalle cure civili e militari che gli erano derivate dalla sua opera di edificazione del proprio dominio, tanto contro gli avversari interni quanto contro i nemici esterni.

L'assunzione di potere avvenne ai danni del fratello Sulaymān ma sembra che lo stesso loro padre avesse decretato che a prendere il suo posto sarebbe stato quello dei due figli che fosse arrivato più rapidamente a Cordova dalle province in cui si trovavano per affinare la loro esperienza di governo. Sulaymān era a Toledo e Hishām a Mérida e quest'ultimo fu il più lesto a presentarsi nel Palazzo omayyade dell'Alcazar per assumere il suo rango e le sue funzioni.
Ciò non significò che Sulaymān accettasse supinamente quanto avvenuto ma la sua reazione militare fu facilmente stroncata dapprima dal fratello nella regione di Jaén e poi nel 789 con l'assedio di Toledo in cui Sulaymān e un altro fratello ʿAbd Allāh s'erano asserragliati, chiamando alla rivolta il paese di al-Andalus. I due fratelli si dovettero arrendere e furono generosamente esiliati in Nordafrica.

Durante il suo regno si formò in oriente la scuola giuridica di Mālik ibn Anas; Hishām I, sollecitato dalle lodi di Mālik, si prodigò a diffonderne le dottrine, scegliendo giudici e giurisperiti tra chi aderiva al suo madhhab. Alla sua morte, la scuola giuridica cui apparteneva la maggior parte dei fuqahāʾ (esperti di diritto canonico), era già molto diffusa.

Sul fronte esterno l'Emiro non allentò la sua pressione nei confronti dei cristiani Asturiani, all'epoca retti da Bermudo I.
Nel 791 i musulmani andalusi colpirono le regioni dell'Álava e ancora qui essi tornarono l'anno seguente. Nel 794 però i guerrieri di Alfonso II decimarono una compagine andalusa e la rivincita musulmana si ebbe l'anno dopo, allorché l'amīr ʿAbd al-Karīm ibn Mughīt razziò l'Astorga, mettendo in rotta Alfonso II.
Senza successo si era conclusa invece, nel 793, una campagna in Settimania, col tentativo arabo di impadronirsi di Narbona dopo che Gerona (che nel 785 si era consegnata ai Franchi) era stata presa ed occupata); però, nonostante Narbona non fosse caduta, un risultato assai positivo per le armi islamiche lo si ebbe, ai danni dei Franchi del duca di Tolosa, Guglielmo di Gellone (Guillaume-au-Court-Nez) per il fatto che i prigionieri franchi furono numerosissimi e per lo più costoro furono venduti come schiavi sui mercati di al-Andalus.
L'anno seguente i Franchi, passati i Pirenei, dopo la riconquista di Gerona, effettuarono un'avanzata vittoriosa verso occidente, occupando territori e fortificandoli in molti punti. Nel 795 Carlo Magno costituì la marca di Spagna.

Il 17 aprile 796 Hishām I morì a neppure 40 anni, designando come suo successore il secondogenito al-Hakam, a scapito del primogenito ʿAbd al-Malik.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rafael Altamira, il califfato occidentale, in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 477-515.
  • Gerhard Seeliger, Conquiste e incoronazione a imperatore di Carlomagno, in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 358-396.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Emiro di al-Andalus Successore
ʿAbd al-Rahmān ibn Muʿāwiya 788–796 al-Hakam I