Hans Feurer

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Hans Feurer

Hans Feurer, nato Hanspeter Feurer (22 settembre 1939), è un fotografo svizzero.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver terminato i suoi studi d'arte in Svizzera, Hans Feurer comincia a lavorare come direttore artistico, grafico e illustratore per alcune agenzie di pubblicità a Londra. Nel 1966, compra una Land Rover e parte per l'Africa dove matura la sua decisione di diventare fotografo.[1]

Ritornato a Londra, affitta uno studio e comincia a lavorare al suo portfolio. Alla fine del 1967, il lavoro di Hans Feurer come fotografo è riconosciuto, e la sua carriera è lanciata.[2]

Autore del calendario Pirelli del 1974, collabora con le più importanti riviste di moda dell'epoca, come la tedesca Twen e la britannica Nova, attualmente non più pubblicate.[3][4]

Nel 1983, sceglie la modella Iman come protagonista di una delle campagne pubblicitarie di Kenzo. Tuttora molto attivo, le sue fotografie sono pubblicate regolarmente su riviste quali Vogue Paris, Elle, Numéro e Another.

Mostre[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 2013, la casa editrice Damiani lo consacra con un libro il quale sarà, a settembre dello stesso anno, oggetto di una mostra nel concept store parigino Colette.
  • Nel gennaio 2014, ospite d'onore di AltaRoma, è invitato ad esporre alcune delle sue opere. Alla mostra interviene Kenzo Takada.
  • Nel giugno 2014, parte del suo lavoro viene esposta nella galleria d'arte contemporanea RuArts di Mosca, con il supporto di Vogue Russia.
  • Nel settembre 2014, durante la Fashion Week di Milano, espone al Museo della Permanente, con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia di Milano, Comune di Milano e Camera Nazionale della Moda Italiana. Vengono esposti 62 scatti a colori ed in bianco e nero, di cui alcuni inediti. Le foto esposte partono dai suoi primi scatti sino all'inizio degli anni novanta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Es geht um Sinnlichkeit", Interview mit Tillmann Prüfer, in: Die Zeit, 7. Juli 2010.
  2. ^ Hans Feurer, Vogue, aktualisiert am 4. Oktober 2012.
  3. ^ Hans Feuerer Archiviato il 12 novembre 2013 in Internet Archive., i-D, abgerufen am 17. Juni 2012.
  4. ^ Hans Feurer, the Fashion Spot.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Hans Feurer, prefazione di Gianni Jetzer e Olivier Saillard, direzione creativa Fabien Baron, ed. Damiani editore, 2013 (ISBN 978-8862082921), 192 pagine.

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