Guerino di Turgovia

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Guerino di Turgovia
Conte di Turgovia
Nome completo Guerino di Turgovia
Morte 774
Consorte Adelinde
Figli Isanbard conte di Turgovia e
Swabo

Guerino, Guerin, Warin in francese, Guerí in catalano e Guarnarius o Werinus in latino (... – 774[1]), era un nobile Franco che ha lasciato molte tracce nella storia della Germania nella metà del VIII secolo.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Stemma dei Welfen

Guerino era sposato con Adelinde, entrambi sono i fondatori del monastero di Buchau 770.[1] Adelinde viene specificato come figlia di Ildeprando duca di Spoleto.[2][3] Secondo il cronista Ekkehard IV, la discendenza nobile della casata alla famiglia dei Welfen o Guelfi, viene fatta risalire a Ruthard († prima del 31 agosto 790), nominato dal sovrano carolingio, assieme al pari dignitario conte Warin o Guerino in qualità di administratores Alamanniae.[4][5] Nonno di Guerino di Provenza.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la strage di Canstatt da parte del maestro di Palazzo franco Carlomanno nel 746, quel che rimaneva dell'autonomia alemanna finì sotto la crescente pressione degli interessi franco-carolingi e furono sempre più spinti indietro. appartenente all'ambito alemanno, di venir coinvolto nella controversia. Così nel 747, sotto le pressioni di Pipino il Breve, fu introdotta da Otmar anche nel monastero di San Gallo la Regola benedettina, abbandonando quella precedente adottata da san Colombano, futuro abate di Bobbio, il che corrispondeva alla monaci colombaniani. Poiché Otmar si adeguò, il monastero fu in risposta ricompensato con donazioni di terre.

Guerino dopo la rottura del Ducato Alemanno dai Carolingi e la sanguinosa Strage di Cannstatt (746) oltre a Ruthard e uno di quei Franchi svizzeri,[6][7] che ha organizzato la contea Frankish costituzionale e fiscale a Montbéliard ha prevalso la regola Frankish come amministrazione Alamannia.[8] Fu attivo principalmente a sud del lago di Costanza, mentre Ruthard a lavorato a nord del lago.[9]

Lo stesso capitò anche al monastero di San Gallo ed all'abate Otmar, in quanto Nonostante le tensioni fra i carolingi e gli Alemanni il monastero visse sotto Otmar una prima fioritura. All'interno si sviluppò molto la vita spirituale dei monaci e verso l'esterno ci si dedicò molto al compito di curare i poveri e gli ammalati. Otmar organizzò la infrastruttura adatta a ciascuno: così fece costruire un ricovero per i poveri, un nosocomio per malati incurabili e un lebbrosario che è la più antica struttura nella storia della medicina svizzera. Otmar si dedicò inoltre personalmente all'applicazione dei suoi progetti come alla cura degli ammalati.

Probabilmente da queste opere di carità risultava una rilevante affinità con il popolo alemanno. Ciò, unitamente all'autonomia del monastero, suscitò nei franchi Guerino o Warin e Ruthard, conti nominati[10] nel corso delle controversie fra franchi ed alemanni, un crescente malcontento, che si manifestò in alcune liti sul possesso di terre vicine. A questo proposito sorsero tensioni a causa delle rivendicazioni da parte del vescovo di Costanza Sidonio, che voleva porre il monastero sotto il controllo della sua diocesi.[11] Questi conflitti si conclusero nel 759 con una congiura ordita dall'infedele monaco Lamperto che portò alla reclusione di Otmar. Egli fu portato con false accuse di adulterio e reati a sfondo sessuale dinnanzi ad un tribunale ordinario e condannato a morire di fame, esposto sulla piazza reale. La pena fu poi mitigata e quindi Otmar fu trasferito sotto custodia nell'isola di Werd, sul lago di Costanza, ove nel novembre del medesimo anno morì.[11][12]

Il re Corrado I di Franconia, ha visitato il monastero di St Gallen e la tomba di Otmar, dice Otmar "Figlio dell'inferno".

Suo figlio Isanbard ha assunto la direzione dell'ufficio come contabile nel Thurgau, ha cercato anche un'intesa con il monastero di St Gallen.[13][14]

Guerino e deceduto il 20 maggio 774.[1]

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Guerino aveva sposato Adelinde, da cui ebbe due figli sono:

*Swabo
*Isanbard (?750-806) conte di Turgovia, dalla prima moglie, Ermentrude di Svevia[13] due figli:
 *Erchemnar di Turgovia (?758) 
 *Guerino di Provenza (?777853)[13] 
  *seconda moglie era Thiedrada (Thietrate),[13][14] di origine carolingia, e fu il padre di
  *Hedwig di Baviera (833),[15] sposata con Guelfo I di Baviera capostipite del casato dei Guelfi.[16][17]
   Guelfo da Edvige ebbe quattro figli:
   * Corrado[18], († 862/6), conte di Parigi, poi conte di Auxerre, è considerato il primo conte di Borgogna Transgiurana
   * Rodolfo[16], († 866), conte di Ponthieu e conte di Sens
   * Emma (808-876), sposò nell'827 Ludovico II il Germanico, re dei Franchi Orientali.
   *Giuditta,[16](800[19]/805[20]-843) sposata con l'imperatore Ludovico il Pio,[17] due (forse tre) figli:
    *Gisella (820-876)
    *Carlo II (detto il Calvo) (823-877) futuro re dei Franchi, re d'Italia ed imperatore.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Lex Warin
  2. ^ Andreas Thiele, Tafel 27
  3. ^ siehe Artikel zum Kloster Buchau
  4. ^ Wolfgang Hartung: Die Herkunft der Welfen aus Alamannien. S. 23–55 (Digitalisat, PDF)
  5. ^ Josef Fleckenstein, Michael Borgolte
  6. ^ Bezeichnung von Walahfrid Strabo, s. Borgolte
  7. ^ Lexikon des Mittelalters, Josef Fleckenstein
  8. ^ Bezeichnung von Walahfrid Strabo, s. Michael Borgolte
  9. ^ Lexikon des Mittelalters, Fleckenstein
  10. ^ Ekkehard IV. 12, 16 und 21
  11. ^ a b Michael Borgolte
  12. ^ Niederstätter, S. 97; Michael Borgolte
  13. ^ a b c d Isanbart (Des Franken).
  14. ^ a b Isanbart Biography & Family History.
  15. ^ Hedwig or Heilwig, Duchess of Bavaria at connectedbloodlines.com.
  16. ^ a b c (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus II, Thegani Vita Hludovici Imperatoris, pag 596, par. 26
  17. ^ a b (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus VI, Annalista Saxo, pag 572, anno 819
  18. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus II, Thegani Vita Hludovici Imperatoris, pag 597, par. 36
  19. ^ (EN) #ES Genealogy: casato dei Guelfi - Judith
  20. ^ (EN) Foundation for Medieval Genealogy :SWABIA - Judith

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

  • Wolfgang Hartung: Die Herkunft der Welfen aus Alamannien. S. 23–55 (Digitalisat, PDF)
  • Ekkehard IV. (St. Gallen): St. Galler Klostergeschichten (= Ausgewählte Quellen zur Deutschen Geschichte des Mittelalters. Bd. 10). Übersetzt von Hans F. Haefele. 5., bibliographisch aktualisierte und um einen Nachtrag erweiterte Auflage. Mit einem Nachtrag von Steffen Patzold. Wissenschaftliche Buchgesellschaft, Darmstadt 2013, ISBN 978-3-534-26033-1.
  • Hans Jänichen: Warin, Ruthard und Scrot. Besitzgeschichtliche Betrachtungen zur Frühgeschichte des Stiftes Buchau. In: Zeitschrift für Württembergische Landesgeschichte. Bd. 14, 1955, S. 372–384.
  • Josef Fleckenstein: Über die Herkunft der Welfen und ihre Anfänge in Süddeutschland. In: Gerd Tellenbach (Hrsg.): Studien und Vorarbeiten zur Geschichte des Großfränkischen und frühdeutschen Adels (= Forschungen zur Oberrheinischen Landesgeschichte. Bd. 4, ISSN 0532-2197 (WC · ACNP)). Albert, Freiburg (Breisgau) 1957, S. 71–136.
  • Michael Borgolte: Die Grafen Alemanniens in merowingischer und karolingischer Zeit. Eine Prosopographie (= Archäologie und Geschichte. Bd. 2). Thorbecke, Sigmaringen 1986, ISBN 3-7995-7351-8 (Zugleich: Freiburg (Breisgau), Universität, Habilitations-Schrift, 1981/1982).
  • Rudolf Schieffer: Die Karolinger (= Kohlhammer-Urban-Taschenbücher. 411). Kohlhammer, Stuttgart u. a. 1992, ISBN 3-17-010759-3.
  • Andreas Thiele (Historiker): Erzählende genealogische Stammtafeln zur europäischen Geschichte. Band 1: Deutsche Kaiser-, Königs-, Herzogs- und Grafenhäuser. Teilband 1. 2., überarbeitete und erweiterte Auflage. R. G. Fischer, Frankfurt am Main 1993, ISBN 3-89406-965-1, Tafel 27.
  • Alois Niederstätter, Welfische Spuren südlich des Bodensees und in Rätien. In: Karl-Ludwig Ay, Joachim Jahn, Lorenz Maier(Hrsg.): Die Welfen. Landesgeschichtliche Aspekte ihrer Herrschaft (= Forum Suevicum. Beiträge zur Geschichte Ostschwabens und der benachbarten Regionen. Bd. 2). UVK – Universitätsverlag Konstanz, Konstanz 1998, ISBN 3-87940-598-0, S. 97–115.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN101279346 · GND: (DE13955209X · CERL: cnp01200744