Eccardo IV di San Gallo

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Eccardo IV di San Gallo, in tedesco Ekkeard (verso il 980Abbazia di San Gallo, dopo il 1057), fu un monaco svizzero, erudito cronista e scrittore lirico.

Egli fu allievo di Notker Labeo nella scuola dell'Abbazia di San Gallo. Dal 1022 al 1031 diresse sotto l'arcivescovo Aribo di Magonza la scuola abbaziale dell'Abbazia di Sant'Albano a Magonza e successivamente quella di San Gallo fino alla sua morte.

Egli proseguì la cronaca abbaziale di Pascasio Radberto, Casus Sancti Galli, proseguendola fino alla cronaca del 972.[1] Le sue descrizioni vennero utilizzate sia da Gustav Freytag per il suo Ritratto del passato della Germania, che da Joseph Viktor von Scheffel per il suo romanzo Ekkehard (su Eccardo II di San Gallo).

Inoltre s'impegnò come traduttore in latino dell'opera di Pascasio Radberto Canto in lode di san Gallo ed a Magonza, su ordine dell'arcivescovo Aribo, come ufficiale rielaboratore di una Vita Waltharii manufortis di Ekkeardo I, che nelle ricerche viene identificato nell'epopea di Gualtiero di Aquitania, ma che probabilmente era solo una perduta biografia agiografica.

La sua raccolta di poesie Liber benedictionum venne da lui messa insieme verso il 1030 per uso scolastico.

Alcune opere[modifica | modifica sorgente]

  • Casus Sancti Galli (seguito)
  • Liber benedictionum, con
    • Benedictiones ad mensas
    • Benedictiones super lectores per circulum anni

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La prosecuzione del Casus Sancti Galli da parte di Eccardo è importante anche per le informazioni fornite sul culto di san Pelagio di Costanza (o san Pelagio di Emona)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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