Giuseppe Cominotti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Giuseppe Cominotti (Cuneo, 12 settembre 1792Torino, 18 febbraio 1833) è stato un architetto, funzionario di Ponti e Strade del Regno di Sardegna, disegnatore, topografo e acquerellista italiano esponente del Neoclassicismo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fu trasferito in Sardegna nel maggio del 1823 all'avvio dei lavori per la strada statale voluta dal re Carlo Felice,[1] dopo aver lavorato per anni a Torino nello studio del famoso architetto idraulico Ignazio Maria Michelotti, con l'incarico di disegnatore nella divisione Ponti e strade del Corpo reale del genio civile,[2] lavorò a Sassari, Porto Torres, Ozieri, Sorso, Nuoro, Solarussa, Oristano, Cagliari e nuovamente a Torino.

La sua attività architettonico-urbanistica si estese a tutta la Sardegna realizzando numerose opere, fra le quali:

  • Teatro Civico di Sassari del 1826-1828, (progetto esecutivo e direzione dei lavori).
  • Chiesa della Beata Vergine della Consolata di Porto Torres del 1826, (progetto esecutivo e direzione dei lavori).
  • Progetto delle carceri di Sassari presumibilmente fra il 1827 e il 1829.
  • Aula magna della Regia Università di Sassari del 1828, (progetto esecutivo e direzione dei lavori).
  • Palazzo del Marchese di S. Sebastiano a Sassari presumibilmente fra il 1828 e il 1829, (progetto di massima).
  • Nuova ala del Seminario Tridentino di Sassari del 1828, (progetto esecutivo e direzione dei lavori).
  • Seminario Tridentino di Ozieri del 1828-1829, (progetto esecutivo per l'ampliamento del piano terreno e sopraelevazione)
  • Seminario Tridentino di Nuoro del 1828, (progetto esecutivo e direzione dei lavori).
  • Progetto d'ingrandimento della Città di Sassari verso mezzogiorno fra porta Castello e porta nuova del 12 agosto 1829, (progetto di massima, in seguito modificato dall'ingegnere Enrico Marchesi il 31 maggio 1837 e approvato da Carlo Alberto il 9 dicembre dello stesso anno).
  • Braccio sinistro del transetto della Parrocchiale di S.Pantaleo di Sorso del 1829, (progetto esecutivo).
  • Progetto dei Canali sotterranei (fognature) di Sassari nell'ottobre del 1829, (progetto di massima).
  • Progetto della facciata del palazzo arcivescovile di Oristano del 1829, (progetto di massima).
  • Progetto dell'ala occidentale con prolungamento a nord del Seminario Tridentino di Oristano del 1829, (progetto esecutivo e direzione dei lavori).
  • Parrocchiale San Pietro Apostolo di Solarussa del 1829, (progetto esecutivo).
  • Progetto dei Cappelloni di San Luigi Gonzaga e San Giovanni Nepomuceno della Cattedrale di Oristano fra il 1830 e il 1831, (progetto di massima).
  • Teatro Civico di Cagliari, (presentati due progetti, di cui il progetto di massima del teatro datato 27 ottobre 1831 e la modifica della platea del 30 marzo 1832, in seguito modificati da Gaetano Cima).
  • A Torino il 5 febbraio 1833, in collaborazione con il 1º Architetto di S.M., Carlo Bernardo Mosca, ideò gli ornati del Progetto di Sala per le solenni udienze servibile anche per il ballo nel Real Palazzo di Torino. Tredici giorni dopo morì.

Come acquerellista e illustratore,[3] nel 1824 Alberto della Marmora lo incaricò di illustrare l'Atlas del suo Voyage en Sardaigne, pubblicato nel 1826 e successivamente nel 1839 in collaborazione con il disegnatore italiano Enrico Gonin.[4] Fra il 1823 ed il 1824 dipinse 12 acquerelli (Indice de' Costumi e vedute Sassaresi disegnati dal vero negli anni 1823-1824) e tre vedute, di cui due ritraevano Sassari da Levante e Ponente e la terza la città di Alghero, mentre è del 1825 un piccolo acquarello raffigurante Porta Nuova, sempre della città turritana. Sono del periodo 1825-1826 trenta tavole disegnate dal vero sugli usi e costumi della Sardegna, in particolare su Sassari e dintorni. Nel 1828 dipinse La veduta del nuovo braccio di fabbrica erettosi in ampliazione del Seminario Tidentino di Sassari nel 1828, progetto ideato dallo stesso architetto cuneese. In collaborazione con Enrico Marchesi, suo collega e amico, disegnò:

  • La Raccolta di N. XVI vedute prese sulla Centrale strada di Sardegna dedicate a S.E. il Marchese di Villahermosa di sua Patria amatore zelantissimo MDCCCXXXII. Le 16 litografie, disegnate dal vero fra il 1827 e il 1832, furono incise a Parigi dai migliori artisti francesi dell'epoca nell'azienda litografica di Mademoiselle Formentin nel 1832;
  • La Pianta della città di Cagliari col disegno de' suoi principali edifizj del 1832, incisa in rame su doppio foglio dal famoso incisore milanese Stanislao Stucchi;
  • La Pianta della città di Sassari col disegno de' suoi principali edifizj, probabilmente del 1832, incisa in rame su doppio foglio dal famoso incisore Stanislao Stucchi.
  • Sul finire del 1832, dietro l'affettuosa insistenza del 1º Architetto di S.M. e dell'ispettore del Genio Civile Giovanni Battista Petrini, dipinse il suo ultimo acquarello dal titolo Nebbiolo canavesano o Uva Spana.

Nel febbraio del 1832, per motivi di salute, chiese ed ottenne di essere rimpatriato. Partì dalla Sardegna nel mese di maggio alla volta di Cuneo. Nel giugno si trasferì a Torino, dove divenne assistente del 1º Architetto di S.M. Carlo Bernardo Mosca. Morì improvvisamente a Torino il 18 febbraio 1833, la causa del decesso fu colpo apoplettico. Il 20 maggio 2010, per onorare la memoria e il suo amore per la città turritana, il comune di Sassari ha intitolato una piazza all'architetto Giuseppe Cominotti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Istituto Matteucci, Cominotti Giuseppe*, su www.istitutomatteucci.it. URL consultato il 18 ottobre 2017.
  2. ^ Salvatore Tola, Cominotti architetto e pittore, in la Nuova Sardegna, 6 gennaio 2012. URL consultato il 18 ottobre 2017.
  3. ^ Sardegna DigitalLibrary - "Cominotti, Giuseppe (disegnatore)", su www.sardegnadigitallibrary.it. URL consultato il 18 ottobre 2017.
  4. ^ Sardegna DigitalLibrary - "11 litografie eseguite a sette colori sull'edizione di Parigi del 1839-1840", su www.sardegnadigitallibrary.it. URL consultato il 18 ottobre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Alziator, "La raccolta Cominotti: raccolta di Costumi Sardi della Biblioteca Universitaria di Cagliari", Roma, De Luca, 1963.
  • Francesco Manconi (a cura di), " Sassari negli acquarelli di Giuseppe Cominotti", Sassari, EDES, 1990
  • Giuseppe Pazzona, Sassari nell'800. Acquerelli inediti di Giuseppe Cominotti, Sassari, EDES, 2009, ISBN 88-6025-040-4
  • Giuseppe Pazzona, Giuseppe Cominotti. Architetto e pittore (1792-1833), Sassari, Delfino, 2011, ISBN 978-88-7138-590-7
  • Annalisa Poli, Sandro Roggio, "Gli architetti del re: iconografie tra Sette e Ottocento", Sassari, Agave, 2013, ISBN 978-88-96547-10-6
Controllo di autoritàVIAF (EN170694894 · ISNI (EN0000 0001 2036 714X · LCCN (ENno2011095963 · GND (DE1011762978 · CERL cnp01287296 · WorldCat Identities (ENno2011-095963
Biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie