Giraffa camelopardalis

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Giraffa settentrionale
Giraffe Retouch.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Eutheria
Superordine Laurasiatheria
Ordine Artiodactyla
Sottordine Ruminantia
Infraordine Pecora_(infraordine)
Famiglia Giraffidae
Sottofamiglia Giraffinae
Genere Giraffa
Specie Giraffa camelopardalis
Nomi comuni

giraffa settentrionale

Areale

Giraffa camelopardalis distribution.svg

La giraffa settentrionale (Giraffa camelopardalis Linnaeus, 1758) è un mammifero artiodattilo africano. Il suo nome specifico si riferisce alla struttura corporea simile a quella del cammello e alla colorazione simile a quella del leopardo. Le sue caratteristiche principali più appariscenti sono il collo e le zampe estremamente lunghi, gli ossiconi simili a corna e la peculiare colorazione del manto.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Simile alle altre specie di giraffa, presenta macchie castane nettamente definite che in alcune sottospecie scendono anche lungo le zampe.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome specifico camelopardalis è di origine latina[2]. Durante il Medioevo la specie era conosciuta come «camelopardo», nome derivato dalle parole greche antiche che indicavano il cammello e il leopardo, animali a cui la giraffa ritenevano somigliasse[3][4].

Kameelperd è anche il nome della specie in lingua afrikaans[5]. Tra gli altri nomi africani della giraffa ricordiamo ekorii (ateso), kanyiet (elgon), nduida (gikuyu), tiga (kalenjin e luo), ndwiya (kamba), nudululu (kihehe), ntegha (kinyaturu), ondere (lugbara), etiika (luhya), kuri (ma'di), oloodo-kirragata od olchangito-oodo (maasai), lenywa (meru), hori (pare), lment (samburu) e twiga (swahili e altre) nell'Africa orientale[6]; e tutwa (lozi), nthutlwa (shangaan), indlulamitsi (siswati), thutlwa (sotho), thuda (venda) e ndlulamithi (zulu) in quella meridionale[5].

Sottospecie[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente vengono riconosciute cinque sottospecie di giraffa settentrionale, qui elencate (con stime di popolazione al 2010):

Sottospecie di giraffa
Sottospecie Descrizione Immagine
Giraffa della Nubia (G. c. camelopardalis Linnaeus, 1758)[7] La sottospecie nominale, è diffusa nel Sudan del Sud orientale e nell'Etiopia sud-occidentale[8]. Presenta macchie color castano nettamente definite separate da linee prevalentemente bianche, mentre la regione inferiore non presenta macchie. Il bernoccolo mediale è particolarmente sviluppato nel maschio[9]. Si ritiene che in natura ne rimangano meno di 250 capi, sebbene il numero esatto sia incerto[8]. È rara in cattività, ma un gruppo viene ospitato presso lo zoo di Al Ain negli Emirati Arabi Uniti[10]. Nel 2003, questo gruppo comprendeva 14 capi[11]. Al Ain Zoo Giraffe.JPG
Giraffa del Kordofan (G. c. antiquorum Swainson, 1835) Ha una distribuzione che comprende il Ciad meridionale, la Repubblica Centrafricana, il Camerun settentrionale e la Repubblica Democratica del Congo nord-orientale. Le popolazioni del Camerun in passato erano considerate appartenenti a G. c. peralta, ma tale classificazione è risultata errata[12]. Rispetto alla giraffa della Nubia, questa sottospecie presenta macchie più piccole e più irregolari. Il disegno a macchie può spingersi fin sotto i garretti e sulla faccia interna delle zampe. Un bernoccolo mediale è presente nei maschi[9]. Si stima che in natura ne rimangano al massimo 3000 capi[8]. Censire il numero di esemplari allevati negli zoo è risultato piuttosto arduo, data la confusione creatasi tra questa sottospecie e G. c. peralta. Secondo uno studio pubblicato nel 2007, tuttavia, è risultato che tutte le presunte G. c. peralta ospiti degli zoo europei erano, in effetti, G. c. antiquorum[12]. Fatte le debite correzioni, si ritiene che negli zoo ve ne siano circa 65 capi[13]. I membri che in passato venivano classificati in una sottospecie a parte, G. c. congoesis, vengono attualmente considerati giraffe del Kordofan. Giraffa camelopardalis antiquorum (Vincennes Zoo) 2.jpg
Giraffa di Rothschild (G. c. rothschildi Lydekker, 1903, così chiamata in onore di Walter Rothschild)[7], nota anche come giraffa del Baringo o giraffa dell'Uganda Il suo areale comprende zone dell'Uganda e del Kenya[1]. La sua presenza nel Sudan del Sud è incerta[14]. Questa giraffa ha grosse macchie scure con bordi che sono generalmente rettilinei, ma che possono essere talvolta frastagliati. Le macchie scure possono inoltre presentare, al loro interno, linee o strisce radianti più chiare. Di solito il disegno a macchie non si spinge oltre i garretti e non raggiunge quasi mai gli zoccoli. In questa sottospecie si possono inoltre sviluppare cinque «corna»[9]. Si ritiene che ne rimangano meno di 700 esemplari in natura[8] e più di 450 negli zoo[13]. Giraffa camelopardalis rothschildi 1.jpg
Giraffa della Rhodesia (G. c. thornicrofti Lydekker, 1911, in onore di Harry Scott Thornicroft)[7], nota anche come giraffa di Thornicroft È endemica della valle del Luangwa nello Zambia orientale[8]. Le macchie sono frastagliate e leggermente a forma di stella, e possono o no estendersi lungo le zampe. Il bernoccolo mediale dei maschi è poco sviluppato[9]. Ne rimangono non più di 1500 capi in natura[8] e nessuno in cattività[13]. Giraffa camelopardalis thornicrofti.jpg
Giraffa dell'Africa occidentale (G. c. peralta Thomas, 1898)[7], nota anche come giraffa del Niger o giraffa della Nigeria[15] È endemica del Niger sud-occidentale[1]. Questo animale ha una colorazione più chiara delle altre sottospecie[6], con macchie rosse di forma lobata che si spingono oltre i garretti. Gli ossiconi sono più lunghi che in altre sottospecie e i maschi possiedono bernoccoli mediali ben sviluppati[9]. Con meno di 220 esemplari rimasti in natura, è la sottospecie più minacciata[8]. In passato si riteneva che le giraffe del Camerun appartenessero a questa sottospecie, ma attualmente vengono considerate G. c. antiquorum[12]. Questo errore ha creato un po' di confusione riguardo agli esemplari ospiti degli zoo, ma nel 2007 è stato stabilito che tutte le «G. c. peralta» ospitate negli zoo europei sono in realtà G. c. antiquorum[12]. Giraffe koure niger 2006.jpg

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Questa specie è divisa in varie popolazioni isolate tra loro. Abita in Sudan del Sud, Etiopia, Ciad, Repubblica Centrafricana, Camerun, Repubblica Democratica del Congo, Uganda, Kenya, Zambia e Niger.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c IUCN|summ=9194|autore=Fennessy, J. & Brow
  2. ^ camelopardalis, A Latin Dictionary, Perseus Digital Library. URL consultato il 23 novembre 2011.
  3. ^ Definition of CAMELOPARD, su m-w.com, Encyclopædia Britannica: Merriam-Webster. URL consultato il 3 settembre 2014.
  4. ^ Definition of camelopard, Dictionary of Medieval Terms and Phrases. URL consultato il 3 settembre 2014.
  5. ^ a b C. Walker, Signs of the Wild, Struik, 1997, p. 142, ISBN 1-86825-896-3.
  6. ^ a b J. Kingdon, East African Mammals: An Atlas of Evolution in Africa, Volume 3, Part B: Large Mammals, University Of Chicago Press, 1988, pp. 313-37, ISBN 0-226-43722-1.
  7. ^ a b c d R. A. Pellow, The Encyclopedia of Mammals, 2ª ed., Oxford University Press, 2001, pp. 520-27, ISBN 0-7607-1969-1.
  8. ^ a b c d e f g Giraffe – The Facts: Current giraffe status?, Giraffe Conservation Foundation. URL consultato il 21 dicembre 2010.
  9. ^ a b c d e Seymour, R. (2002) The taxonomic status of the giraffe, Giraffa camelopardalis (L. 1758), PH.D Thesis
  10. ^ Exhibits, Al Ain Zoo, 25 febbraio 2003. URL consultato il 21 novembre 2011.
  11. ^ Nubian giraffe born in Al Ain zoo, UAE Interact. URL consultato il 21 dicembre 2010.
  12. ^ a b c d A. Hassanin, A. Ropiquet, B-L. Gourmand, B. Chardonnet and J. Rigoulet, Mitochondrial DNA variability in Giraffa camelopardalis: consequences for taxonomy, phylogeography and conservation of giraffes in West and central Africa, in Comptes Rendus Biologies, 330 (3), 2007, pp. 173-83, DOI:10.1016/j.crvi.2007.02.008, PMID 17434121.
  13. ^ a b c Giraffa, ISIS, 2010. URL consultato il 4 novembre 2010.
  14. ^ Fennessy, J. & Brenneman, R. 2010, Giraffa camelopardalis ssp. rothschildi su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2015.2, IUCN, 2015.
  15. ^ Fennessy, J. & Brenneman, R. 2010, Giraffa camelopardalis ssp. peralta su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2015.2, IUCN, 2015.

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