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Giardino di Hama rikyū

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Hama rikyū onshi teien
Hamarikyu Garden as seen from Shiodome.jpg
Il Giardino di Hamarikyū visti da Shiodome.
Ubicazione
StatoGiappone Giappone
LocalitàTōkyō
IndirizzoChūō-ku
Caratteristiche
Tipoparco storico
parco urbano
villa
Superficie0,25 km²
Inaugurazione1946
Apertura09:00 ~ 17:00 (ultimo ingresso: 16:30)
Realizzazione
CostruttoreTokugawa Ieyasu
Mappa di localizzazione
Sito web

Coordinate: 35°39′36″N 139°45′43.2″E / 35.66°N 139.762°E35.66; 139.762

Il giardino Hamarikyū nel 1863; foto di Felice Beato.

Il giardino di Hama rikyū (浜離宮恩賜庭園 Hama rikyū onshi teien?, "Dono imperiale del giardino di Villa Hama") è un parco pubblico nel quartiere di Chūō a Tokyo, in Giappone.

Il giardino è collocato alla foce del fiume Sumida e originariamente faceva parte della tenuta di Villa Hama (浜離宮 Hama rikyū?), appartenente nel XVII secolo alla famiglia dello shogun Tokugawa su un terreno precedentemente del clan Kōfu; la villa deve il proprio nome Hama ( "spiaggia"?) al fatto di essere stata realizzata su un terreno un tempo paludoso e utilizzato solo per la caccia all'anatra, e poi strappato al mare, bonificato e reso praticabile appositamente per la costruzione del palazzo.

Il giardino è stato aperto al pubblico il 1º aprile del 1946. L'ingresso è a pagamento con biglietto giornaliero, pass annuale, o carnet cumulativo che consente di visitare in nove giardini di Tokyo. L'ingresso è gratuito il 4 maggio (みどりの日, Festa del verde) e il 1º ottobre (都民の日, Festa dei cittadini), ovvero il giorno della fondazione dell'attuale prefettura di Tokyo)[1].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il parco si estende su una superficie quadrangolare per oltre 25 ettari (esattamente 250'165 ) ed è circondato dall'acqua sui quattro lati: tre di questi sono chiusi da canali (di cui due navigabili) che separano il giardino dal resto della città, e uno invece affaccia direttamente sulla baia di Tokyo, da cui è separata solo da un piccolo molo aperto.

Il quadrangolo del parco è disposto a rombo, di cui la metà triangolare inferiore risale alla villa originale e si presenta come un perfetto esempio di giardino del daimyo nel periodo Edo, mentre la metà superiore è stata risistemata durante il periodo Meiji; queste due parti sono caratterizzate da linee curve e irregolari con boschi distribuiti intorno allo specchio d'acqua centrale nella parte Edo, e da forte regolarità geometrica, povertà d'acqua e ampi prati verdi o fioriti nella parte Meiji.

Attrazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il giardino è un'oasi di calma ritagliata in una zona di Tokyo, Shiodome, che dagli anni 2000 ha vissuto un forte sviluppo urbaninistico: l'area verde si trova infatti per gran parte circondata sul lato nord-ovest dagli alti grattacieli di alcune grandi aziende giapponesi come Bandai Visual, Fujitsu, Nippon Television e SoftBank; particolarmente celebre e vistoso è il grattacielo a spigolo della Dentsu progettato dall'architetto francese Jean Nouvel. Sul lato nord-est il giardino è affiancato dal mercato ittico di Tsukiji. L'evidente contrasto fra il mare, il paesaggio naturale e lo skyline urbano crea un surreale effetto di straniamento simile a quello di Central Park a New York. In realtà, anche il mare e il giardino stesso sono in realtà ambienti antropizzati artificiali, essendo il primo riquadrato fra i moli e il secondo disegnato dall'uomo.

All'interno del parco il visitatore può svolgere varie attività, la più popolare delle quali è la degustazione del nel padiglione sull'isolotto centrale del lago Shioiri, dove viene offerto il maccha accompagnato da dolci tradizionali in un'atmosfera molto simile a quella del tradizionale cha no yu. Ogni giorno, inoltre, è possibile assistere a dimostrazioni di caccia tradizionale giapponese con il falcone e con l'astore. Le maggiori attrattive paesaggistiche sono il boschetto di ciliegi giapponesi e un giardino di peonie nell'area sud, e le grandi aree coltivate con fioriture stagionali in successione nell'area nord.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Informazioni di servizio sul giardino Hamarikyū, su teien.tokyo-park.or.jp. URL consultato il 21 febbraio 2017.

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