Giardino (Ferrara)

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Giardino
Stato Italia Italia
Regione Emilia-Romagna Emilia-Romagna
Provincia Ferrara Ferrara
Città Ferrara
Circoscrizione 1
Codice postale 44121
Patrono Santissima Vergine Addolorata

Giardino, o Rione Giardino, è un quartiere di Ferrara, facente parte della Circoscrizione 1. Il suo nome deriva dal concetto di città giardino, ovvero una città ideale a misura d'uomo ed immersa nel verde.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

L'area dove oggi si sviluppa l'attuale quartiere risulta totalmente inglobata all'interno delle mura di Ferrara, a sud-ovest della città. Un tempo qui insisteva una zona residenziale di età medievale, a ridosso della cinta muraria, la quale venne fortificata grazie alla costruzione di baluardi voluti dal duca Alfonso II d'Este. In questa stessa zona, nel 1522, il duca Alfonso I d'Este acconsentì l'inalveazione del Reno nel Po, causandone la difficile navigabilità a causa dei detriti portati dalle acque del Reno, che contribuirono all'interrimento dei fondali del Po. Poiché i lavori di bonifica del fiume risultarono insoddisfacenti, il duca Alfonso II ordinò a Giovan Battista Aleotti il rafforzamento difensivo delle mura occidentali tramite la costruzione di una fortezza militare, a cavallo dei borghi di San Giacomo e di San Luca. I lavori per la sua costruzione procedettero dal 1563 al 1585 e subirono un arresto con la morte del duca Alfonso II, nel 1597, con il quale terminava la dinastia estense nella città di Ferrara poiché suo figlio Cesare d'Este non venne riconosciuto come erede legittimo del duca. Ferrara passò quindi sotto il controllo dello Stato Pontificio ed il Papa Clemente VIII, impadronitosi del feudo estense, volle costruire un'imponente fortezza pontificia, portata in seguito a termine da Papa Paolo V, il quale rinunciò al progetto dell'Aleotti dando l'incarico di un nuovo progetto a Pompeo Targone[1].

Di notevoli dimensioni e a forma di stella a cinque punte, fu terminata nel corso del Seicento venendo in seguito distrutta durante la Campagna d'Italia di Napoleone Bonaparte, venne riedificata dagli austriaci nel corso dell'Ottocento ed infine definitivamente rasa al suolo nel 1859, anno in cui Ferrara entra a far parte del Regno di Sardegna.

L'abbattimento della fortezza pontificia consente di liberare una vasta area a sud-ovest della città, la quale assumerà notevole importanza soprattutto nel campo della pianificazione territoriale agli inizi del Novecento, grazie anche alla presenza di opere importanti per la città sorte nelle vicinanze come la stazione ferroviaria, terminata nel 1862, e il rifacimento di Viale Cavour insieme alla costruzione di numerosi villini borghesi. Sul piano urbanistico assumono rilevante importanza il Piano Regolatore ed il Piano per la parziale sistemazione di Piazza d'Armi, redatti da Ciro Contini fra il 1911 e il 1914, anche se ufficialmente mai adottati[2].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il vasto terreno lasciato dall'ex fortezza inizierà a riempirsi grazie alla costruzione dell'acquedotto monumentale del 1932 ad opera di Carlo Savonuzzi, il quale rappresenta il fulcro del quartiere. Esso sorge nel mezzo di piazza XXIV Maggio dalla quale parte, perpendicolare a Viale Cavour, Corso Vittorio Veneto, un'ampia strada composta da villini borghesi in stile liberty. Nel 1928 vengono costruite le scuole elementari "Mario Poledrelli" mentre fra il 1925 e il 1928 trova spazio lo Stadio Paolo Mazza. Fra il 1925 e il 1926 viene invece eretta l'ex Caserma Pastrengo all'angolo fra Corso Piave e Corso Isonzo, ad opera dell'ingegnere Virgilio Coltro, mentre fra il 1936 e il 1937 viene eretta la nuova palazzina dell'ex Mercato Ortofrutticolo, lungo Corso Isonzo, anche se il vero mercato si svolgeva all'interno di una vasta area posta alle spalle dell'edificio. La palazzina si presenta oggi in stato di abbandono, mentre l'area dell'ex mercato è stata adibita a parcheggio a causa dello spostamento del mercato negli anni '80 in un'altra sede.

Lungo Viale IV Novembre sorse, fra il 1936 e il 1938, l'ex Casa della G.I.L., anche se oggi l'edificio è stato notevolmente modificato rispetto al progetto originario. Negli anni fra il 1950 e il 1953 sorgono diversi edifici, in prevalenza complessi residenziali, i quali rivestono un'importanza architettonica rilevante nonostante la loro storia risulti piuttosto recente. Sempre lungo Viale IV Novembre sorgono infatti nel 1950 il cosiddetto Condominio impiegati Consorzio Canapa, un'opera dell'architetto Luciano Zambon il quale si ispirò alle opere del romano Adalberto Libera[3], mentre nel 1953 viene dato inizio al primo stralcio del progetto INA-Casa fra le vie Paolo V-Fortezza-IV Novembre e che nel decennio successivo troverà spazio anche nell'edificazione del quartiere del Barco, sempre a Ferrara. Del 1957 è invece l'erezione della Chiesa parrocchiale dedicata alla Santissima Vergine Addolorata, per mano dell'ingegnere Emilio Faccini.

Nel 1960 vede la luce la sede dell'INAM, costruito da Giovanni Rizzoni che già aveva eretto la medesima sede nella città di Firenze[4]. L'edificio ferrarese si presenta con una struttura volumetrica molto imponente ed a forma di "H", dotata di ampi finestroni e giochi di rientranze e sporgenze. Nonostante l'entrata della costruzione sia lungo via Cassoli, la parte più visibile dell'edificio è il retro, dove ai suoi piedi insiste un vasto parco pubblico. In seguito alla soppressione dell'istituto, oggi il complesso ospita la sede dell'ASL.

Negli anni dal 1964 al 1970 sorge il complesso edilizio Rione Giardino, ad opera dell'architetto romano Alfredo Lambertucci, il quale progettò un complesso corpo di edifici fra le vie Isonzo-Poledrelli-Vittorio Veneto per un totale di 3.813 m2 e quattro blocchi di edifici, il più alto dei quali raggiunge i 30 metri di altezza[5].

Infine, l'ultima opera edilizia nel quartiere viene eretta dal 1990 al 1993 all'angolo fra Corso Piave e Corso Isonzo, di fianco all'ex Caserma Pastrengo. Denominato semplicemente come complesso polifunzionale, l'edificio è stato progettato da Adriano Lazzari il quale ha inserito l'opera nel contesto architettonico preesistente che ricalca quello di inizio '900 ad opera di Contini.

Territorio e viabilità[modifica | modifica wikitesto]

Come già accennato, il quartiere sorge all'interno della cerchia muraria cittadina ed è delimitato da importanti arterie viarie come Via Darsena a sud, Corso Isonzo ad est, Viale Cavour a nord e Via San Giacomo ad ovest. All'interno del quartiere vi sono altre strade importanti come Corso Isonzo, Corso Piave, Corso Vittorio Veneto, Via Cassoli e Via Poledrelli. Il trasporto pubblico è garantito dagli autobus delle linee 2, 3C, 4C, 7 e 8 gestite da Tper. A ridosso del quartiere sorge anche la stazione ferroviaria cittadina.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Visibile qui
  2. ^ Cartografia del Rione Giardino
  3. ^ Come riportato in Itinerari di Ferrara moderna, pag. 143
  4. ^ Come riferisce l'autore di Itinerari di Ferrara moderna, pag. 158
  5. ^ Itinerari di Ferrara moderna, pagg. 164-165

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Itinerari di Ferrara moderna, di Lucio Scardino, 1995