Geza Vermes

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Géza Vermes (Makó, 22 giugno 1924Oxford, 8 maggio 2013[1][2]) è stato uno storico delle religioni ungherese naturalizzato britannico.

Vermes è considerato un'autorità sui Manoscritti del Mar Morto, sui documenti in aramaico antico, e sulla vita di Gesù e la religione. Egli è una delle voci più importanti della ricerca contemporanea su Gesù[3], ed è stato descritto come il più grande studioso del suo tempo in materia[4]. Il contributo originale di Vermes consiste nella sua ricostruzione come profeta ebreo di Gesù. In tal modo ha rimesso in discussione le fondamenta di alcuni insegnamenti cristiani[5]


Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato da genitori ebrei ungheresi, lui con tutta la famiglia vennero battezzati cattolici quando Vermes aveva sette anni. Nonostante la conversione, sua madre e il padre giornalista morirono nell'Olocausto. Dopo la seconda guerra mondiale, divenne sacerdote e studiò prima a Budapest e poi al College St Albert e all'Università Cattolica di Lovanio, in Belgio; in quest'ultima ha conseguito nel 1953 un dottorato in teologia con una tesi sul contesto storico dei Manoscritti del Mar Morto. Ha abbandonato la Chiesa Cattolica e il sacerdozio nel 1957, riaffermando la sua identità ebraica ed emigrando in Gran Bretagna, ove ha ottenuto una cattedra alla University of Newcastle upon Tyne. Si è sposato con Pamela Hobson nel 1958 e, dopo la sua morte del 1993, con Margaret Unarska nel 1996, adottandone il figlio, Ian. Nel 1965 è diventato membro della Facultà di Studi Orientali della Oxford University, venendo poi eletto primo professore cattedratico di Studi Ebraici fino al suo pensionamento nel 1991. Nel 1970 si è unito ai membri della Sinagoga Ebraica Liberale di Londra.[6]

Vermes fu uno dei primi esperti ad esaminare i Manoscritti del Mar Morto dopo la loro scoperta nel 1947, essendone anche l'autore della traduzione standard inglese The Dead Sea Scrolls in English (1962), pubblicato in nuova versione aggiornata nel 2004 col titolo The Complete Dead Sea Scrolls in English, 2004, ISBN 0-14-044952-3. Era uno dei maggiori studiosi del Gesù storico (cfr. più sotto e bibliografia) e Professore Emerito di Studi Ebraici e Emeritus Fellow del Wolfson College di Oxford, pur continuando ad insegnare all'Oriental Institute di Oxford. Fu redattore e curatore del Journal of Jewish Studies[7] dal 1971 e dal 1991, direttore dell'Oxford Forum for Qumran Research allo Oxford Centre for Hebrew and Jewish Studies.

Il professor Vermes era Fellow della British Academy e della European Academy of Arts, Sciences and Humanities; titolare di un Oxford D. Litt. (1988), con lauree dottorali Honoris Causa delle Università di Edimburgo (1989), Università di Durham (1990), Università di Sheffield (1994) e della Central European University di Budapest (un'università privata) (2008). Gli è stata inoltre conferita la Medaglia Wilhelm Bacher Memorial Medal dalla Accademia Ungherese delle Scienze (1996), la Memorial Medal (2008) della città di Makó, suo luogo di nascita, e le chiavi delle città di Monroe e Natchez (USA, 2009).

Gesù storico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gesù storico.

Vermes descrive Gesù come un mistico asceta ebreo del primo secolo. In opposizione a certi altri studiosi (quale l'americano E. P. Sanders), Vermes afferma che Gesù non si rivolgeva ai non-ebrei. Per esempio, attribuisce i riferimenti positivi sui Samaritani nei Vangeli non allo stesso Gesù, ma a redattori cristiani successivi. Suggerisce inoltre che, se compreso appropriatamente, Gesù è una figura che gli ebrei contemporanei dovrebbero trovare familiare e attraente. Tale Gesù storico comunque, è così differente dal Gesù della fede cristiana - dice Vermes - che i cristiani stessi dovrebbero rivedere le basi fondamentali della loro fede.[8]

Opere importanti di Vermes su questo argomento includono Gesù l’ebreo (Jesus the Jew, 1973), che descrive Gesù come ebreo carismatico della Galilea, e The Gospel of Jesus the Jew (1981), che esamina i paralleli ebraici degli insegnamenti del Cristo.[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Geza Vermes, 1924-2013 Paleojudaica
  2. ^ http://www.nytimes.com/2013/05/17/world/europe/geza-vermes-dead-sea-scrolls-scholar-dies-at-88.html?_r=0
  3. ^ Theissen, Gerd and Annette Merz. The historical Jesus: a comprehensive guide. Fortress Press. 1998. translated from German (1996 edition). Chapter 1. Quest of the historical Jesus. p. 1-16
  4. ^ John Crace, Geza Vermes: Questions arising, The Guardian, 18 marzo 2008. URL consultato il 19 marzo 2008.; G. Richard Wheatcroft review of The Authentic Gospel of Jesus.
  5. ^ Daniel J. Harrington, No Evidence? The Resurrection by Geza Vermes, America, 24 marzo 2008. URL consultato il 19 dicembre 2008.
  6. ^ Géza Vermès, Providential Accidents: An autobiography, Rowman & Littlefield, 1998, ISBN 0-8476-9340-6, p. 170.
  7. ^ JJS Online.
  8. ^ Vermes, Geza. The authentic gospel of Jesus. London, Penguin Books. 2004. Epilogue. p. 398-417.
  9. ^ "Jesus Christ." Encyclopædia Britannica. 2010. Encyclopædia Britannica Online. 08 Nov. 2010 [1].

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Per ulteriori dettagli, vedere la sua autobiografia, Providential Accidents, London, SCM Press, 1998 ISBN 0-334-02722-5; Rowman & Littlefield, Lanham MD, 1998 ISBN 0-8476-9340-6.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN109150730 · LCCN: (ENn79066351 · ISNI: (EN0000 0000 8174 276X · GND: (DE118973576 · BNF: (FRcb119280006 (data)