Francesco Zanardi

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Francesco Zanardi

Deputato del Regno d'Italia
Legislature XXV Legislatura, XXVI
Sito istituzionale

Deputato dell'Assemblea Costituente
Gruppo
parlamentare
Unità Socialista, Gruppo Misto, Partito Socialista Democratico Italiano
Collegio Bologna
Incarichi parlamentari
  • Componente della Commissione per esaminare il fondamento dell'accusa rivolto dal deputato Finocchiaro Aprile al deputato Parri
Sito istituzionale

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature I
Gruppo
parlamentare
Partito Socialista Democratico
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria, Partito Socialista Democratico Italiano
Titolo di studio laurea in chimica e farmacia
Professione dirigente di partito

Francesco Zanardi (Poggio Rusco, 6 gennaio 1873Bologna, 18 ottobre 1954) è stato un politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo gli studi a Poggio Rusco e a Mantova, s'iscrisse all'Università di Bologna dove si laureò in Chimica e Farmacia. Dirigente del Partito Socialista Italiano nel mantovano, si applicò intensamente nell'attività di amministratore. Fu sindaco di Poggio Rusco (MN) e contemporaneamente consigliere comunale a Bologna nel 1902. Nella stessa città, nel 1904, fu assessore all'igiene della giunta comunale guidata dal sindaco Enrico Golinelli. Fu anche vice presidente dell'amministrazione provinciale di Mantova tra il 1904 e il 1906.

La sua attività d'amministratore pubblico giunse all'apice il 28 giugno 1914 quando si svolsero a Bologna le elezioni amministrative che per la prima volta portarono la sinistra al governo della città. Per adempiere al motto elettorale "Pane e alfabeto" Francesco Zanardi fu sindaco designato dalla lista socialista con l'appoggio delle organizzazioni dei lavoratori. Il mandato elettorale s'interruppe con le sue dimissioni in quanto eletto deputato nel collegio di Bologna. Zanardi viene ricordato come il "sindaco del pane" perché promotore dell'Ente comunale di consumo che contribuì ad alleviare i disagi della popolazione durante il conflitto mondiale allora in corso. La giunta Zanardi si prodigò molto anche per lo sviluppo delle istituzioni scolastiche.

Il 14 ottobre 1920 insieme a Errico Malatesta, Zanardi tenne in piazza Umberto I un comizio alla cittadinanza. Al termine del comizio i militanti intervenuti diedero vita ad un corteo che giunto davanti al carcere cittadino tentò l'assalto. Nacquero scontri a fuoco con le guardie regie di presidio. Nello scontro rimasero uccisi i brigadieri Giuseppe Della Volpe e Salvatore Colamasi e quattro manifestanti tra cui un consigliere comunale socialista.[1].

Rieletto deputato nel 1921, Zanardi fu più volte oggetto di aggressioni violente ordite da fascisti e perseguitato durante il regime. Allontanato da Bologna, prese dimora a Roma dove rimase permanentemente dopo la morte del figlio Libero, morte causata da aggressioni subite per opera di squadre fasciste. Arrestato il 17 febbraio 1938, il 24 febbraio fu assegnato per cinque anni al confino di Cava dei Tirreni per "avere svolta attività politica contrastante con gli ordinamenti del Regime Fascista". Lì fu raggiunto dalla moglie Angiolina Rizzi ma dal 29 giugno fu confinato a Sant'Antonio di Porto Mantovano presso il fratello Guido. Infine dal settembre 1940 otterrà di scontare il confino presso la casa natale di Poggio Rusco.[2]

Alla fine della guerra Zanardi tornò a Bologna dove nelle elezioni del 2 giugno 1946 venne eletto all'Assemblea Costituente con 26.328 preferenze. Nel 1948 fu designato senatore a vita.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mimmo Franzinelli, Squadristi, Oscar Mondadori, Cles (Tn), 2009, pag. 297:"A Bologna cadono in scontri dinanzi alle carceri di San Giovanni in Monte 4 manifestanti...., il viceispettore Giuseppe La Volpe e il brigadiere Salvatore Colamasi
  2. ^ Guido Zanardi, Gli anni del confino a Sant'Antonio Mantovano 1938-1940, mincioedintorni.com. URL consultato il 4 gennaio 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • E. Bassi, N.S. Onofri, Francesco Zanardi, il sindaco del pane, La Squilla, Bologna, 1976.
  • Istituto R. Morandi, Francesco Zanardi Sindaco di Bologna 1914- 1919, Bologna, 1984.
  • N.S. Onofri, M. Poli, A. Benetti, F. Bartolini, Francesco Zanardi. Un socialista a Palazzo d'Accursio, Edizioni Senza Nome, Bologna, 1992.
  • G. Barozzi (cur.), Francesco Zanardi: storia di un socialista dall'Ottocento alla repubblica. Atti del Convegno di studi, Mantova, 5 ott. 1991, Grassi, Mantova, 1993
  • Fulvio Cammarano, Francesco Zanardi. Il mestiere di sindaco a Bologna tra liberalismo e fascismo, in Dieci bolognesi del Novecento, a cura di G. Venturi, Bologna, Istituto Carlo Tincani, 2005, pp. 37–50

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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