Forza di proiezione dal mare

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Forza di proiezione dal mare
F.d.S.Crest.jpg
Descrizione generale
Attivadal 2007
NazioneItalia Italia
ServizioProiezione
TipoFanteria di marina
RuoloInterforze
DimensioneBrigata leggera interforze
Comando Brigata San MarcoBrindisi e Mestre
Parte di
Comandanti
comandanteammiraglio della Marina Militare
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La forza di proiezione dal mare è una grande unità militare anfibia interforze italiana, operativa dal 2007, composta da reparti e mezzi provenienti dalla Marina Militare e dall'Esercito Italiano. Al suo comando vi è l'ammiraglio comandante della Brigata Marina "San Marco".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La SILF[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Forza anfibia italo-spagnola.

Il 23 novembre 1996 viene costituita la forza da sbarco congiunta italo-spagnola, la SILF (Spanish Italian Landing Force), che affianca i mezzi navali della Forza anfibia italo-spagnola (SIAF) destinata ad operare nei teatri di combattimento internazionali per conto della NATO. La SILF viene strutturata in forma di Brigata anfibia, composta da truppe anfibie fornite dal Tercio de Armada (per la parte spagnola) e dal COMFORSBARC (per la parte italiana), da artiglierie e armi di supporto anticarro ed antiaeree, ricognitori e demolitori, genieri, elicotteri e supporto aereo, IFV e mezzi da combattimento o assalto.[1].

Nascita[modifica | modifica wikitesto]

La Forza di proiezione dal mare nacque su iniziativa dell'ex capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Giampaolo Di Paola, il quale, con la stesura del documento Investire in sicurezza[2], tracciava le linee guida che avrebbero dovuto indirizzare il processo di trasformazione che in quegli anni stava interessando lo strumento militare nazionale in seguito al radicale cambiamento dello scenario geostrategico. Nel 2006 è stato creato Gruppo di Lavoro congiunto per la realizzazione della FPM[3], che è diventata operativa l'anno successivo.

LA FPM da allora ha partecipato a tutte le missioni militari italiane all'estero: dal Libano al Golfo Persico, dalla Somalia alla Bosnia, dal Kosovo all'Albania e nelle acque prospicienti l'Eritrea durante la guerra di questa con l'Etiopia[4].

Nel 2013 ha subito una riconfigurazione.

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Fante di marina sulla fregata Scirocco

L'unità, che dipende operativamente dal Comando operativo di vertice interforze, nasce dalla integrazione del Comando delle Forze da Sbarco della Marina Militare (COMFORSBARC), (riconfigurato il 1º marzo 2013 come COMFORANF e la nascita della Brigata marina "San Marco")[5], comprendente anche le unità navali della classe San Giorgio e il reparto Eliassalto, con unità della Brigata Pozzuolo del Friuli dell'esercito[6], composte dal Reggimento lagunari "Serenissima", pedina anfibia dell'E.I., e da assetti logistici della brigata.

Le componenti[modifica | modifica wikitesto]

Componente Marina Militare
  • Brigata marina "San Marco"
    • Quartier generale di brigata [7]
    • Comando di brigata[8]
      • Battaglione supporto al comando, su:
      • Compagnia Recon/UDT[9]
      • Compagnia C4[10]
      • Compagnia supporto tecnico
    • Reggimento "San Marco"[11], su:
      • Reparto comando
        • Plotone guastatori
        • Plotone FHT[12]
        • Compagnia nuotatori paracadutisti
        • Compagnia comunicazioni
        • Compagnia C2 con nucleo ASE[13]
        • Due plotoni SALT[14]
      • 1º Battaglione d'assalto "Grado"[15], su:
        • 1ª compagnia d'assalto
        • 2ª compagnia d'assalto
        • Compagnia armi di supporto
      • 2º Battaglione d'assalto "Venezia"[16], su:
        • 3ª compagnia d'assalto
        • 4ª compagnia d'assalto
        • Compagnia armi di supporto
      • 3º Battaglione supporto logistico al combattimento "Golametto"[17], su:
        • Plotone supporto al comando
        • Compagnia logistica
        • Compagnia trasporti tattici
        • Compagnia sanità
    • 2º Reggimento "San Marco"[18], su:
      • Nucleo mobilità
      • Battaglione operazioni navali, su:
      • Battaglione interdizione e protezione, su:
        • Compagnia protezione delle forze, su dieci squadre
        • Compagnia protezione porti, su dieci squadre
    • 3º Reggimento "San Marco"[19], su:
      • Battaglione SDI (Servizio difesa installazioni) Nord[20], su:
        • Compagnia SDI Liguria
      • Battaglione SDI Centro-Roma [21]
      • Battaglione SDI Sud [22], su:
        • Compagnia SDI Brindisi[23]
        • Compagnia SDI Taranto
        • Compagnia SDI Sicilia [24]
        • 1ª Compagnia di rappresentanza[25]
        • Compagnia Emergenze Nazionali
    • Battaglione scuole "Caorle"[26], su:
      • Compagnia formazione
      • Compagnia abilitazione perfezionamento e specializzazione
Componente Esercito
Componente navale (Marina Militare)
Gli uomini della Forza da sbarco alla parata militare di Roma, 2 giugno 2007

Tattiche[modifica | modifica wikitesto]

Gli assalti anfibi hanno subito una notevole evoluzione negli ultimi decenni, per via dei miglioramenti dei sistemi offensivi e difensivi.

La prima fase di un attacco prevede l'intervento di squadre DOA e di ricognizione. Questi specialisti vengono portati in zona di operazioni in modo segreto, con gommoni o elicotteri, e svolgono una prima analisi del teatro di operazioni.

Le squadre ricognizione forniscono al comando informazioni sull'area, mentre i DOA procedono al sabotaggio delle postazioni nemiche più pericolose. In seguito predispongono la bonifica di eventuali ostacoli antisbarco o mine, tramite esplosivi ("controcariche").

Una volta preparata la bonifica dell'area, le navi della forza di sbarco aprono il fuoco, coadiuvate dai velivoli, e i genieri fanno detonare le cariche piazzate sugli ostacoli e sulle difese. Intanto dalle San Giorgio i mezzi anfibi vengono lanciati verso la costa, attraverso il canale di sbarco aperto dai DOA.

Rispetto al passato, oggi le operazioni di sbarco si svolgono ad alta velocità, per evitare perdite dovute al lento stazionamento in mare aperto; tramite motobarche veloci si portano a terra le squadre, composte da otto uomini ognuna.

Dopo la prima ondata di fanteria anfibia, sbarcano i veicoli d'assalto anfibi AAV7, che concludono la presa della testa di ponte, ed in seguito si sbarcano i corazzati pesanti e i cingolati (VCC-1) tramite mezzi da sbarco. Per ultimi vengono sbarcati i mezzi su ruote e l'equipaggiamento per consolidare le difese.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La brigata anfibia italospagnola
  2. ^ "Investire in sicurezza".
  3. ^ Marina Militare.
  4. ^ Marina Militare.
  5. ^ Marina Militare Archiviato il 3 giugno 2013 in Internet Archive..
  6. ^ Esercito.difesa.it
  7. ^ http://www.difesa.it/Protocollo/AOO_Difesa/Marina/Pagine/MQGBMSM.aspx.
  8. ^ http://www.difesa.it/Protocollo/AOO_Difesa/Marina/Pagine/MBMSMARC.aspx.
  9. ^ Ricognitori/Demolitori Subacquei.
  10. ^ Installazione e manutenzione reti di comunicazione.
  11. ^ http://www.difesa.it/Protocollo/AOO_Difesa/Marina/Pagine/M1RGTSMA.aspx.
  12. ^ Field Humint Team.
  13. ^ Air Support Element.
  14. ^ Supporting Arms Liaison Team.
  15. ^ http://www.difesa.it/Protocollo/AOO_Difesa/Marina/Pagine/MBTGGRAD.aspx.
  16. ^ http://www.difesa.it/Protocollo/AOO_Difesa/Marina/Pagine/MBTGVEN.aspx.
  17. ^ http://www.difesa.it/Protocollo/AOO_Difesa/Marina/Pagine/MBTGLMT.aspx.
  18. ^ http://www.difesa.it/Protocollo/AOO_Difesa/Marina/Pagine/M2RGTSMA.aspx.
  19. ^ http://www.difesa.it/Protocollo/AOO_Difesa/Marina/Pagine/M3RGTSMA.aspx.
  20. ^ http://www.difesa.it/Protocollo/AOO_Difesa/Marina/Pagine/MBTGSDIN.aspx.
  21. ^ http://www.difesa.it/Protocollo/AOO_Difesa/Marina/Pagine/MBTGSDIC.aspx.
  22. ^ http://www.difesa.it/Protocollo/AOO_Difesa/Marina/Pagine/MBTGSDIS.aspx.
  23. ^ http://www.difesa.it/Protocollo/AOO_Difesa/Marina/Pagine/MCOSDIBR.aspx.
  24. ^ http://www.difesa.it/Protocollo/AOO_Difesa/Marina/Pagine/MCOSDIAU.aspx.
  25. ^ Già Compagnia servizio onori della capitale.
  26. ^ http://www.difesa.it/Protocollo/AOO_Difesa/Marina/Pagine/MBTGCAOR.aspx.
  27. ^ http://www.difesa.it/Protocollo/AOO_Difesa/Esercito/Pagine/E20990.aspx.
  28. ^ http://www.difesa.it/Protocollo/AOO_Difesa/Esercito/Pagine/E23261.aspx.
  29. ^ http://www.difesa.it/Protocollo/AOO_Difesa/Esercito/Pagine/E12009.aspx.
  30. ^ http://www.difesa.it/Protocollo/AOO_Difesa/Esercito/Pagine/E21025.aspx.
  31. ^ http://www.difesa.it/Protocollo/AOO_Difesa/Esercito/Pagine/E23530.aspx.
  32. ^ http://www.difesa.it/Protocollo/AOO_Difesa/Esercito/Pagine/E23169.aspx.
  33. ^ http://www.difesa.it/Protocollo/AOO_Difesa/Marina/Pagine/MGRMSBRC.aspx.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Fabio Sorini, Dai fanti da mar alla forza di proiezione dal mare, Chiaramonte, 2008
  • Luigi Fulvi, Le fanterie di marina italiane, Ufficio storico della Marina militare, 1998

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