Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui

flydubai

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Flydubai
Fly Dubai logo 2010 03.svg
FlyDubai, A6-FEM, Boeing 737-8KN (16455321231).jpg
Compagnia aerea a basso costo
Codice IATA FZ
Codice ICAO FDB
Identificativo di chiamata SKY DUBAI
Inizio operazioni di volo 1º giugno 2009
Descrizione
Hub Dubai
Flotta 49 (+86 ordini)
Destinazioni 94
Azienda
Fondazione 18 marzo 2008 a Dubai
Stato Emirati Arabi Uniti Emirati Arabi Uniti
Sede Dubai
Persone chiave
  • Ahmed bin Saeed Al Maktoum
    (Presidente)
  • Ghaith Al Ghaith
    (Amministratore delegato)
  • Kenneth Gile
    (Direttore operativo)
Dipendenti 3 321  (2015)
Slogan Get Going
Sito web www.flydubai.com
Bilancio economico
Profitto Green Arrow Up.svg AED 100,7 milioni  (2015)
Voci di compagnie aeree presenti su Wikipedia

Dubai Aviation Corporation (in arabo: مؤسسة دبي للطيران‎),[1] conosciuta commercialmente come flydubai (in arabo: فلايدبي‎), è una compagnia aerea a basso costo emiratina di proprietà del Governo di Dubai che la fondò nel 2008 e ha come unica base il Terminal 2 dell'Aeroporto Internazionale di Dubai.[2] Ha iniziato i voli il 1º giugno 2009.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La compagnia venne fondata nel luglio 2008 dal governo di Dubai.[2] Nonostante Flydubai non faccia parte del The Emirates Group (anch'esso di proprietà del Governo di Dubai), Emirates supportò Flydubai durante la sua fase iniziale.[3] Il 14 luglio 2008 Flydubai firmò un ordine con Boeing al Farnborough Air Show per 50 Boeing 737-800 per un valore complessivo di 3,74 miliardi di dollari, con la possibilità di convertire l'ordine nei Boeing 737-900ER, aereo più capiente e con più autonomia rispetto al Boeing 737-800.

Il primo di questi aerei venne consegnato il 17 maggio 2009. I voli di linea iniziarono il 1º giugno successivo, con voli da Dubai a Beirut, in Libano e Amman, in Giordania. Da allora, il network della compagnia è stato notevolmente ampliato.

Il 13 febbraio 2013, Flydubai annunciò che era in trattative sia con Boeing che con Airbus per un ordine di ulteriori 50 velivoli.[4][5] Il 19 giugno dello stesso anno, la compagnia aerea comunicò che sarebbe stata aggiunta la business class a bordo dei suoi aerei.[6]

Flotta[modifica | modifica wikitesto]

Boeing 737-800 nella livrea della flydubai.

A marzo 2016 la flotta di flydubai è composta dai seguenti aeromobili:[7]

Flotta di flydubai
Aereo In flotta Ordini Passeggeri
C Y Totale
Boeing 737-800 49 11 0 189 189
12 162 174
Boeing 737 MAX 8 75[8]
TBA
Totale 49 86

Destinazioni[modifica | modifica wikitesto]

A maggio 2015, FlyDubai serve un totale di 94 destinazioni:

Incidenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Il 19 marzo 2016, il Volo Flydubai 981, operato da un Boeing 737-800 proveniente dall'Aeroporto Internazionale di Dubai, si schiantò in atterraggio all'Aeroporto di Rostov sul Don, in Russia, probabilmente a causa delle avverse condizioni meteorologiche, ancora da accertare, causando la morte di tutti i 55 passeggeri (44 russi, 8 ucraini, 2 indiani, 1 uzbeco) e dei 6 membri dell'equipaggio.[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (AR) سياسة الخصوصية سياسة الخصوصية , flydubai.com. URL consultato il 10 agosto 2011.
  2. ^ a b (EN) Terms and conditions, flydubai.com. URL consultato il 21 giugno 2010.
  3. ^ (EN) Confident flydubai preparing for takeoff, atwonline.com. URL consultato il 9 maggio 2015.
  4. ^ (EN) Budget Carrier FlyDubai In Talks For 50 Aircraft Order, in Reuters, 13 febbraio 2013. URL consultato il 27 giugno 2013.
  5. ^ (EN) FlyDubai Considers 50 New Aircraft, in Gulf News. URL consultato il 27 giugno 2013.
  6. ^ (EN) Introducing Business Class, flydubai.com. URL consultato il 27 giugno 2013.
  7. ^ (EN) Flydubai Fleet in Planespotters.net, su planespotters.net. URL consultato il 30 maggio 2015.
  8. ^ (EN) flydubai finalizes order for 75+25 B737 MAX 8s, 11 B737-800NGs, su ch-aviation.ch, 1º gennaio 2014. URL consultato l'8 gennaio 2014.
  9. ^ Russia, aereo da Dubai si schianta in atterraggio a Rostov: 62 morti, su Repubblica.it. URL consultato il 19 marzo 2016.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]