Fine-tuned Universe

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Il Fine-tuned Universe (in italiano traducibile come Universo finemente regolato) è la proposizione che le condizioni che permettono la vita nell'universo possono avvenire solo quando alcune costanti fisiche fondamentali universali si trovano all'interno di un range molto stretto, in modo tale che se una di queste costanti fondamentali fosse solo leggermente diversa, l'universo stesso non avrebbe le condizioni favorevoli alla creazione e allo sviluppo della materia.[1]

Interpretazioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Multiverso § "Sintonia fine" del cosmo, Selezione naturale cosmologica e Stato di Hartle-Hawking.

L'esistenza di universi paralleli costituisce una possibile spiegazione della misteriosa "sintonia fine”, o “perfetto accordo” cosmologico nei confronti della vita. Il nostro universo presenta infatti alcune costanti di natura perfettamente accordate per consentire l'esistenza della vita; si è supposto perciò che esistano innumerevoli universi governati da leggi fisiche diverse, e che solo una minima percentuale di questi sia in grado di ospitare esseri viventi.

Esempi di fine sintonia[2] sono:

  • Densità dell'energia oscura
  • Intensità delle forze fondamentali: gravità, elettromagnetica, nucleare forte e nucleare debole
  • Massa delle particelle: elettroni, neutroni, protoni ecc.
  • Dimensioni spaziali e temporali: tre e una

Se i suddetti parametri fossero (in alcuni casi anche lievemente) differenti da quelli attuali, la vita non avrebbe potuto svilupparsi nell'universo: gli atomi non sarebbero stabili, non esisterebbero le stelle, non potrebbero formarsi molecole di carbonio, la materia mnon avrebbe potuto diventare biotica, ecc.

In alternativa agli universi paralleli, altre spiegazioni avanzate della fine sintonia e del principio antropico sono la coincidenza fortuita, la cosmologia top-down di Hawking.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ History Channel – Dio esiste? Verità tra scienza e fede, Italianioggi.it. URL consultato il 9 giugno 2013.
  2. ^ Max Tegmark, L'universo matematico, 2014, Bollati Boringhieri, p. 162 ss.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]