Teorema della scimmia instancabile

Il teorema della scimmia instancabile o teorema delle scimmie infinite afferma che una scimmia che prema a caso i tasti di una tastiera per un tempo infinitamente lungo quasi certamente riuscirà a comporre qualsiasi testo prefissato. Come esempio i francofoni prendono i volumi della Biblioteca nazionale di Francia e gli anglosassoni le opere di William Shakespeare e, per quanto riguarda l'Italia, la Divina Commedia. Il teorema può essere considerato un caso particolare del secondo lemma di Borel-Cantelli.
Questa formulazione del problema è stata data da Émile Borel.[1] La (o le) "scimmie" che battono a macchina rappresentano soltanto un meccanismo per produrre una sequenza infinita di caratteri casuali. Nella letteratura matematica il risultato è noto anche come paradosso di Borel.
Aspetti matematici
[modifica | modifica wikitesto]Data una tastiera di tasti e un testo da riprodurre di battute, la probabilità di non effettuarlo in tentativi (indipendenti) è e il limite porta tutta l'espressione a perciò la probabilità di riprodurre un testo fissato se si prova all'infinito è .[2]
Per una trattazione rigorosa in termini probabilistici, si veda la dimostrazione formale riportata più sotto.
Richard Dawkins ha osservato, nel suo L'orologiaio cieco (1986, capitolo III), che al ritmo di una lettera al secondo il tempo trascorso dalla nascita dell'Universo ad oggi non sarebbe stato (quasi sicuramente) sufficiente alla scimmia per terminare il proprio lavoro. In particolare ha verificato, con un programma che genera casualmente lettere dell'alfabeto, che la probabilità per una scimmia di scrivere soltanto le prime 28 battute di una frase di Shakespeare è appena di , ossia 1 su 10.000 milioni di milioni di milioni di milioni di milioni di milioni.[3] Per avere un riferimento basti pensare che le probabilità di vincere al SuperEnalotto sono di 1 su 622 milioni.[4]
In caso di multiverso o di tempo infinito il teorema sarebbe invece una spiegazione adeguata per la perfezione delle leggi naturali adatte allo sviluppo della vita intelligente (principio antropico forte).[5]
Paradosso di Borel: enunciato e dimostrazione formale
[modifica | modifica wikitesto]Il paradosso di Borel può essere modellato da una successione di variabili aleatorie che assumono, con una certa probabilità prefissata, i valori zero o uno. Se ipotizziamo che le lettere dell'alfabeto siano rappresentate tramite il sistema binario (ossia sequenze di zero e uno) è possibile scrivere ugualmente una qualsiasi opera letteraria. Il paradosso di Borel afferma che, data una sequenza di bit prefissata, la probabilità che si realizzi è uno e quindi è un evento quasi certo.
L'apparente paradosso viene chiarito calcolando il tempo medio di uscita di una stringa, che oltre ad essere estremamente lungo, cresce in base alla sequenza di caratteri ripetuti all'interno della stringa stessa.
Enunciato
[modifica | modifica wikitesto]Sia uno spazio di probabilità. Si può definire una successione di variabili aleatorie stocasticamente indipendenti e identicamente distribuite tali che per ogni si ha
con . Fissato un vettore di caratteri si definisce l'evento che , ossia al tempo la stringa sia stata composta. Si dimostra che .
Dimostrazione
[modifica | modifica wikitesto]Per ogni si può definire una partizione di eventi indipendenti tali che
Allo stesso modo si può definire una successione di variabili aleatorie indipendenti tali che
è stocasticamente indipendente in quanto lo è anche e per ogni con
Sia una successione di variabili aleatorie tali che per ogni dove è la funzione indicatrice di . Dato che i appartengono a una partizione di eventi indipendenti e gli possono essere visti come , ne segue che è una successione di variabili aleatorie indipendenti.
Osservazione 1
[modifica | modifica wikitesto]Considerando che l'unione degli eventi è sottoinsieme dell'unione degli eventi , se si prova che , allora anche
Osservazione 2
[modifica | modifica wikitesto]Considerando che e la probabilità di una funzione indicatrice corrisponde alla probabilità dell'evento stesso, si può dire che . Analogamente equivale a calcolare la probabilità dell'evento complementare, ossia .
Osservazione 3
[modifica | modifica wikitesto]In base all'osservazione 2 si può dire che
Dato che tutti i appartengono ad una partizione, per il criterio di indipendenza stocastica si può dire che
Applicando l'enunciato si ha che
Analogamente
Osservazione 4
[modifica | modifica wikitesto]Per l'indipendenza della successione si ha che
Per l'osservazione 3 si ha che
Passando al limite si ha che , per
Infatti, per fissato, può essere visto come una costante reale non dipendente da . Pertanto per
Osservazione 5
[modifica | modifica wikitesto]Per le osservazioni 2 e 3 si ha che
Portando fuori l'operatore complementare si ha che
Conclusione
[modifica | modifica wikitesto]Per le osservazioni 4 e 5 si ha che
Per l'osservazione 1 si può concludere e dimostrare la tesi, ossia
Nella letteratura
[modifica | modifica wikitesto]L'idea di produrre tutti i possibili testi combinando casualmente le lettere dell'alfabeto è già presente ne I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift,[6] come uno dei progetti degli accademici di Lagado, nell'isola di Laputa. Jorge Luis Borges, nel saggio La Biblioteca Total (apparso sulla rivista Sur nel 1939), attribuisce questo "teorema" ad Huxley (non specifica però se Aldous o Thomas Henry)[7], ed in seguito lo inserisce (senza però citarlo) all'interno della struttura del suo racconto La Biblioteca di Babele (1941, raccolto in Finzioni).[8] Douglas Adams nella Guida galattica per gli autostoppisti fra gli eventi osservati da Arthur Dent durante la propulsione ad improbabilità infinita cita «un'incredibile moltitudine di scimmie che vogliono parlarci di una sceneggiatura dell'Amleto che avrebbero appena finito di scrivere».
Un altro testo più recente che si ispira ad una variante di questo "teorema" è il romanzo giallo An Infinite Number of Monkeys di Les Roberts.[9]. Il caso è citato anche da Sciascia nel suo "Candido".
Nel fumetto Animal Man (n. 25 Gli enigmi della scimmia) di Grant Morrison è presente una scimmia che, dopo aver scritto a macchina le opere complete di William Shakespeare, sta scrivendo proprio la storia che stiamo leggendo e che permetterà al protagonista del fumetto stesso, Animal Man, di uscire dal limbo dei supereroi dimenticati.
Nella musica
[modifica | modifica wikitesto]La sonata in sol minore K. 30 di Domenico Scarlatti è conosciuta come Fuga del gatto[10][11] in quanto caratterizzata da un insolito intervallo di note tale per cui nel XIX secolo nacque l'aneddoto che il tema musicale fosse stato ispirato dalle note suonate casualmente sulla tastiera dal gatto del compositore napoletano.[12]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Nell'articolo "Mécanique Statistique et Irréversibilité" del 1913 e nel libro "Le Hasard" del 1914
- ↑ (EN) Richard E. Isaac, The pleasures of probability, Springer, 1º gennaio 2010, pp. 48-50, ISBN 038794415X, OCLC 901141725.
- ↑ L'orologiaio cieco (1986, capitolo III, p. 77).
- ↑ Superenalotto - probabilità di vincita, su superenalotto3000.it. URL consultato il 2 aprile 2017.
- ↑ Trinh Xuan Thuan, Lo scienziato e l'infinito: Numeri, uomini e universi, EDIZIONI DEDALO, 2014, p. 9
- ↑ (EN) Swift, Jonathan, Temple Scott et al. "A Tritical Essay upon the Faculties of the Mind." The Prose Works of Jonathan Swift, Volume 1. London: G. Bell, 1897, pp. 291-296. Google Books
- ↑ Telmo Pievani nel suo libro "Tutti i mondi possibili" (Raffaello Cortina, 2024, pag.32) cita Thomas H. Huxley come fonte dell'ipotesi delle scimmie dotate di tastiera e tempo infinito. La cosa appare alquanto improbabile considerando che la macchina da scrivere appare a fine XIX secolo e T. H. Huxley muore nel 1895.
- ↑ (EN) Jorge Luis Borges. "La biblioteca total", Sur No. 59, August 1939. Trans. by Eliot Weinberger. In Selected Non-Fictions (Penguin: 1999), ISBN 0-670-84947-2.
- ↑ Pubblicato in Italia da Arnoldo Mondadori Editore con il titolo Scritto col sangue nella collana il Giallo Mondadori no. 2078 del 1988
- ↑ Domenico Scarlatti, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 16 giugno 2017.
- ↑ Laura Fezia, La magia del gatto: Storie, leggende, misteri, Torino, Edizioni L'Età dell'Acquario, 2008, ISBN 9788871363943.
- ↑ (EN, FR, IT) Domenico Scarlatti, Scarlatti masterpieces for solo piano: 47 works, a cura di Alessandro Longo, Mineola, New York, Dovier Publication, 1999, p. 24.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Paolo Baldi, Calcolo delle Probabilità e Statistica - Seconda Edizione, Milano, McGraw-Hill, 1998, ISBN 88-386-0737-0.
- Paolo Baldi, Calcolo delle Probabilità, Milano, McGraw-Hill, 2007, ISBN 978-88-386-6365-9.
- Francesca Biagini, Massimo Campanino, Elementi di Probabilità e Statistica, Milano, Springer, 2006, ISBN 88-470-0330-X.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Una bibliografia con citazioni, su angelfire.com.