Rivoluzione astronomica

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Con il termine Rivoluzione astronomica si indica una nuova visione dell'universo che ha dato avvio alla Rivoluzione scientifica ed ha contribuito al passaggio dall'età medioevale all'età moderna, dando inizio ad un processo di pensiero che ha coinvolto astronomia, filosofia e teologia.

La cosiddetta visione copernicana dell'universo non è solo il frutto di Niccolò Copernico e di altri astronomi e fisici quali Keplero e Galileo, ma deve molto anche all'impegno ed alle intuizioni di un filosofo come Giordano Bruno, che espresse, a partire dall'adesione al sistema astronomico di Copernico, una nuova visione del cosmo, del posto dell'uomo in esso e della Divinità.

Copernico[modifica | modifica wikitesto]

La sua teoria - che propone il Sole al centro del sistema di orbite dei pianeti componenti il sistema solare - riprende quella greca di Aristarco da Samo dell'eliocentrismo, la teoria opposta al geocentrismo, che voleva invece la Terra al centro del sistema. Merito di Niccolò Copernico non è dunque l'idea, già espressa dai greci, ma la sua rigorosa dimostrazione tramite osservazioni. Il nucleo centrale della teoria di Copernico, l'essere il Sole al centro delle orbite degli altri pianeti, e non la Terra, fu pubblicato nel libro De revolutionibus orbium coelestium (Sulle rivoluzioni dei corpi celesti) l'anno della sua morte. Il libro è il punto di partenza di una conversione dottrinale dal sistema geocentrico a quello eliocentrico e contiene gli elementi più salienti della teoria astronomica dei nostri tempi, comprese una corretta definizione dell'ordine dei pianeti, della rotazione quotidiana della Terra intorno al proprio asse, della precessione degli equinozi.

Giordano Bruno[modifica | modifica wikitesto]

Giordano Bruno difese il valore di reale descrizione del mondo (e non di mero strumento di calcolo) dell'astronomia copernicana, e ne ampliò le implicazioni teoriche, giungendo a teorizzare il principio di omogeneità dell'universo e ad anticipare il principio galileiano di relatività. Secondo lui, il nostro sistema planetario eliocentrico non è che un'infinitesima parte dell'universo, dove ci sono infiniti altri sistemi con altri pianeti abitati come la Terra, tutti composti dai quattro elementi, tutti irradianti luce, e nessuno inferiore agli altri per dignità. Cosicché nell'universo non ci sono né centro né circonferenza, né alto né basso. Secondo Giordano Bruno, i movimenti cosmici non sono dovuti a un motore immobile esterno, come nel sistema astronomico aristotelico, ma a princìpi interni ai corpi celesti (dato che l'universo è infinito e quindi non c'è nulla “fuori” di esso).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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