Felsina

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La posizione di Felsina (Bologna) nell'Etruria

Felsina è la latinizzazione del nome etrusco Velzna (o Felzna) dato dagli Etruschi a Bologna nel 534 a.C., anno della sua fondazione.[1]

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome etrusco Felsina (pronuncia: Félsina) è menzionato da Plinio il Vecchio (Naturalis historia, III, 115):

(LA)

« Intus coloniae Bononia, Felsina vocitata tum cum princeps Etruriae esset... »

(IT)

« Dentro [c'è] la colonia di Bologna, chiamata Felsina quando era la principale dell'Etruria... »

(Plinio il Vecchio, Nat. Hist., III, 115)

Il significato originario di Velzna non è certo, probabilmente "terra fertile" o similare; secondo alcune opinioni è possibile anche che significasse "luogo fortificato".[2]

Questo toponimo è probabilmente alla base dei nomi di altre località dell'area etrusca, come Orvieto e Bolsena. Ancora oggi, nel comune di Castelnuovo Berardenga, in provincia di Siena, esiste una località chiamata "Felsina".[3]

Il nome fu in seguito modificato in Bononia dai Romani, probabilmente sulla base del nome celtico dato alla città dai Galli Boi che la conquistarono nel 358-54 a.C.

Esiste anche una leggenda che più semplicemente riconduce il nome Felsina all'omonima figlia del re etrusco Fero, uno fra i tanti supposti fondatori della città. Un'altra leggenda parla di Felsino, discendente dell'etrusco Ocno[4] (detto anche Bianore, lo stesso leggendario fondatore di Pianoro, Parma e Mantova, di cui parla anche Virgilio), che diede il nome alla città, successivamente cambiato dal figlio Bono in Bononia.[5]

Rimane ancora oggi nell'uso moderno l'aggettivo "felsineo" come sinonimo di "bolognese".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La fase villanoviana[modifica | modifica wikitesto]

Ossuario biconico coperto da scodella, dal sepolcreto Savena, tomba 80 (IX sec. a.C.). Museo Civico Archeologico, Bologna

Durante l'Età del ferro si affermò nella pianura padana la cultura villanoviana (dal nome della località di Villanova, dove Giovanni Gozzadini fece i primi ritrovamenti archeologici). Fra il IX secolo a.C. e l'inizio dell'VIII secolo a.C. si verificò un significativo aumento demografico nell'area del bolognese, caratterizzato da presenze di insediamenti villanoviani. Nell'area dell'odierna Bologna si trovavano almeno tre villaggi:

  • uno ad oriente, in un'area compresa tra le vie Fabbri, Musolesi e Rimesse;
  • uno a nord, nei pressi dell'attuale quartiere fieristico;
  • uno a sud, nell'area di Villa Cassarini (attuale scuola di ingegneria) e Villa Bosi.[6]

A partire dall'VIII secolo a.C. nell'area compresa fra i torrenti Aposa e Ravone - corrispondente all'insediamento meridionale villanoviano - si verificò una crescita urbana e demografica, a scapito degli altri due villaggi. Qui si coagulò il primo centro urbano, delimitato approssimativamente a nord dalle attuali via Riva di Reno, via Falegnami e via Augusto Righi, e a sud dalle prime propaggini dei colli bolognesi, nei pressi di Villa Cassarini. In questo spazio sono state rivenute le tracce di più di 500 capanne, allineate lungo determinati assi stradali e intervallate da ampi spazi aperti destinati alle attività agricole e produttive.[7] Attorno all'abitato, situate all'esterno, si trovavano diverse necropoli.

La fase felsinea[modifica | modifica wikitesto]

Stele funeraria felsinea datata fra il 510 e il 480 a.C., Museo Civico Archeologico, Bologna

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giovan Battista Pellegrini, Toponomastica italiana, Edizione 4, Hoepli Editore, Milano 1990, p.
  2. ^ Massimo Pittau
  3. ^ Guido Persichino, Chianti classico, Guide Giunti, Giunti Editore, Firenze 2003, p. 107.
  4. ^ Aa.Vv., Bologna, Nuove guide oro, Touring Editore, Milano 2004, p. 27.
  5. ^ Cherubino Ghirardacci, La Historia di Bologna (etc.), Parte Prima, Bologna, Giovanni Rossi, 1596, p. 1.
  6. ^ Centro "Gina Fasoli", Breve storia di Bologna,Il processo di formazione (IX-VIII sec. a.C.)
  7. ^ Centro "Gina Fasoli", Breve storia di Bologna, La fase protourbana

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovan Battista Pellegrini, Toponomastica italiana: 10000 nomi di città, paesi, frazioni, regioni, contrade, fiumi, monti spiegati nella loro origine e storia, Edizione 4, Hoepli Editore, Milano 1990

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]